Il 6 maggio 1862 muore di tubercolosi a Concord, nello Stato del Massachusetts (USA), HENRY DAVID THOREAU  (45 anni) filosofo, scrittore e attivista civile statunitense.

Thoreau nacque nella città di Concord, nello Stato del Massachusetts (USA), in una famiglia di condizioni modeste che con molti sacrifici gli permise di studiare fino ad arrivare alla laurea nel 1837 presso la prestigiosa università di Harvard (Massachusetts).

Subito dopo la laurea, venne assunto come insegnante in una scuola pubblica del suo paese, ma si dimise dopo pochi mesi di servizio perché si rifiutò di applicare agli studenti le punizioni corporali allora in vigore.

Intanto conobbe e si legò con molti pensatori legati alla corrente del Trascendentalismo (movimento filosofico e poetico che era nato nel Nord America agli inizi dell’800 che si poneva in maniera critica verso gli eccessi del razionalismo ed esaltava i rapporti dell’individuo con la natura e con una società più equilibrata) tanto da maturare una visione politica e sociale riformista in cui partiva dall’individuo, dal suo miglioramento personale, difendendo e proponendo un profondo contatto con la natura.

Un pò per sopperire alle difficoltà economiche, un pò per fare un buon uso della sua vasta cultura, dal 1838 aprì una scuola privata in casa propria. Vi insegnerà col fratello John sino al 1841, utilizzando metodi pedagogici vicini ai principi della pedagogia libertaria, assoluta novità per quel tempo.

Nel 1842 John morì  e questo fatto lo segnò profondamente tanto da portarlo a scrivere un libro-diario (Una settimana sui fiumi Concord e Marrimack) per tenerne viva la memoria. E’ in questo periodo che scopre il principio della reincarnazione e le filosofie orientali: il fiume è simbolo di rinascita e continuità della vita oltre la morte.

Nel 1845 Thoreau prese una decisione radicale: per protesta contro il sistema sociale del suo tempo in piena rivoluzione industriale e per sperimentare una vita semplice ed essenziale decise di vivere in una piccola capanna da lui costruita nei boschi presso il lago Walden vicino alla sua città natale, Concord. Qui si dedicò completamente alla scrittura e all’osservazione della natura fino a quando, nel 1847, andò a vivere presso il suo amico e maestro Ralph Waldo Emerson (1803- 1882), poeta, filosofo e uno dei protagonisti principali del trascendentalismo.

Nel 1846, intanto, Thoreau fece la scelta di non pagare la tassa (poll-tax) imposta dal governo USA per finanziare la guerra schiavista nei confronti del Messico: egli giudicava fermamente immorale questa guerra e assolutamente contraria ai principi di dignità e libertà che i Padri Fondatori degli USA avevano posto a base del nuovo stato nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti del 1776.

Per questo venne incarcerato per una notte e quando sua zia Louisa pagò la tassa per lui e quindi venne liberato Thoreau espresse nei suoi confronti una decisa protesta.

Così scriverà nel suo libro più importante, Disubbidienza civile del 1849:

“Per sei anni non ho pagato la ‘‘poll-tax’’. Una volta per questo fui imprigionato, per una notte; e, mentre stavo lì ad esaminare i muri di pietra massiccia, spessi due o tre piedi, la porta di legno e ferro spessa un piede e le grate di ferro dalle quali filtrava la luce, non potevo fare a meno di rimanere colpito dall’assurdità di quell’istituzione che mi trattava come fossi semplice carne e sangue e ossa, da mettere sotto chiave.

Mi stupivo che esso avesse concluso alla fine che quello fosse il migliore uso che poteva fare di me, e che non avesse mai pensato di avvalersi in qualche maniera dei miei servigi. Compresi che, se c’era un muro di pietra fra me e i miei concittadini, ce n’era uno ancora più difficile da scalare o rompere prima che essi potessero arrivare ad essere liberi come lo ero io. Non mi sentii segregato neppure per un attimo, e quel muro mi apparve solo un grosso spreco di pietra e di malta.

Mi sentivo come se io solo, tra tutti i miei concittadini, avessi pagato la mia tassa. Chiaramente essi non sapevano come trattarmi, ma si comportavano come persone rozze. In ogni minaccia e in ogni lusinga vi era grossolanità, poiché essi erano convinti che il mio più grande desiderio fosse quello di trovarmi dall’altra parte di quel muro di pietra. Non potevo evitare di sorridere nel vedere con quanta industriosità chiudessero la porta in faccia alle mie riflessioni, che li seguivano fuori senza alcun impedimento peraltro, e che costituivano l’unico vero pericolo. Poiché non potevano raggiungere me, avevano deciso di punire il mio corpo; si comportavano come certi bambini che, quando non possono arrivare a qualcuno per il quale nutrono risentimento, finiscono per maltrattarne il cane.

Capii anche che lo Stato era un idiota, un timorato al pari di una donnina nubile in mezzo all’argenteria, incapace di distinguere i suoi amici dai suoi nemici, e così finii col perdere del tutto il rispetto che m’era rimasto nei suoi confronti, e lo compatii. Lo Stato, dunque, non si misura mai direttamente con la sensibilità d’un uomo, intellettuale o morale, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato d’intelligenza o onestà superiore, ma solo di superiore forza fisica.”

In questo libro Thoreau sostenne che non si possono rispettare leggi che vanno contro la coscienza e i diritti dell’uomo per cui diverrà l’ispiratore di tutti movimenti di protesta sociale civile e resistenza non violenta fino ad oggi: a lui si rifaranno TOLSTOJ, GANDHI, MARTIN LUTHER KING e tanti altri protagonisti della storia della resistenza civile non violenta e delle obiezioni di coscienza. Nel saggio inoltre Thoreau nega decisamente il principio del potere assoluto della maggioranza affermando che esistono dei limiti invalicabili che neanche la volontà popolare può superare.

Questi limiti sono rappresentati dai diritti fondamentali dell’uomo e, soprattutto, delle minoranze per cui Thoreau divenne l’iniziatore del concetto giuridico di limite che tanto influirà sulle costituzioni novecentesche. Egli inoltre sottolinea fortemente la responsabilità di ogni individuo di opporsi attivamente ad ogni politica governativa ingiusta.

Per cui  Thoreau fu un deciso oppositore di ogni forma di schiavismo, molto diffuso negli USA al suo tempo, e s’impegnerà sempre in prima persona, con molti rischi, ad aiutare schiavi fuggiaschi a raggiungere il Canada.

Le scelte di vita di Thoreau lo portarono a non sposarsi mai e a non avere figli e la sua visione della vita sempre più ascetica e forse anche puritana lo allontanarono da relazioni sessuali.

Nel 1854 descriverà la sua vita nei boschi a contatto con la natura nel libro Walden, ovvero La vita nei boschi che divenne la sua riflessione più importante del rapporto uomo-natura. La natura, per lui, non è solo strumento contemplativo ma centro della pratica filosofica per raggiungere un benessere profondo e un vero equilibrio esistenziale.

tomba di Thoreau nel cimitero Sleepy Hollow di Concord

Il testo del libro, che fu il suo maggior successo editoriale, fu riscritto sette volte prima di essere pubblicato per poter correttamente presentare la sua prova di sopravvivenza come dimostrazione che l’uomo, anche in condizioni di povertà materiale, può ritrovare la grandezza dell’essenziale e la felicità delle piccole cose.

Soprattutto Thoreau voleva indicare che l’utile del profitto e del mercato ( così già presenti nella società del suo tempo) non fosse il vero valore da seguire nella vita divenendo quindi uno dei primi grandi testimoni delle posizioni anticapitaliste a favore della salvaguardia dell’umanità.

Thoreau condusse una vita estremamente semplice ed essenziale dedicandosi alla diffusione dei suoi principi morali.

Quando cominciarono ad aggravarsi i suoi problemi di salute i suoi amici rimasero affascinati dalla sua tranquilla accettazione della morte, e quando sua zia Louisa gli domandò se avesse fatto pace con Dio, Thoreau rispose: «Non sapevo avessimo litigato.».

Morirà di tubercolosi a Concord e i suoi resti riposano in una semplicissima tomba a terra nel cimitero Sleepy Hollow di Concord.

 

Da Disubbidienza civile:

“Come può un uomo accontentarsi di prendere semplicemente in considerazione una opinione, e compiacersi di ciò? Di che cosa si compiace se la sua opinione è che viene danneggiato? Se il vostro prossimo vi truffa anche per un solo dollaro, non vi accontentate di constatare che siete stati truffati, o di dire che siete stati truffati, e neppure di chiedergli quanto vi spetta, ma fate subito passi concreti per ottenere l’intera somma, e cercate di non lasciarvi mai più imbrogliare.

L’azione in base a un principio, la percezione e l’attuazione del giusto, trasforma le cose e i rapporti; essa è essenzialmente rivoluzionaria, e non si concilia interamente con niente che già esisteva. Non solo divide Stati e Chiese, divide anche le famiglie: sì, divide l’individuo, separando il diabolico che è in lui dal divino.

Le leggi ingiuste esistono: dobbiamo essere contenti di obbedirvi, o dobbiamo tentare di emendarle, obbedendovi fino a quando non siamo riusciti nel nostro intento, oppure ancora dobbiamo trasgredirle da subito? Generalmente gli uomini con un governo come questo, pensano di dovere aspettare fino a quando avranno persuaso la maggioranza a modificare tali leggi. Ritengono che se opponessero resistenza, il rimedio sarebbe peggiore del male. Ma è colpa del governo stesso, se il rimedio è peggiore del male. È lui a renderlo peggiore.”

 

Da Walden, ovvero La vita nei boschi:

“Dobbiamo imparare a risvegliarci e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell’alba, che non ci abbandona neppure nel sonno più profondo. Non conosco nulla di più incoraggiante dell’incontestabile capacità dell’uomo di elevare la sua vita con uno sforzo cosciente.

È bello sapere dipingere un certo quadro, o scolpire una statua e così rendere belli alcuni oggetti; ma è molto più degno di gloria scolpire e dipingere l’atmosfera stessa e il mezzo con il quale guardiamo, cosa che possiamo fare moralmente.

L’arte più degna è influire sulle qualità del giorno.”

 


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