TED 2010

 

Scusate se iniziamo con queste orribili parole di bill gates, uno dei protagonisti principali del progetto criminale chiamato Grande Reset ed essere molto pericoloso ( guardate questo video, in lingua inglese, tratto dall’intervento di bill gates al TED 2010 ( in lingua inglese): https://youtu.be/EKIl34rV-3o ).

Ma questo è il Grande Reset: un progetto di morte nascosto dietro la retorica della salute, senza altro ideale che il dominio globale e l’imposizione di una “nuova normalità” che sostenga gli affari di Big Money, Big Pharma, Big Tech e Big Agricolture ( leggete o rileggete questo articolo sulla visione di morte del Grande Reset: Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (16). La tenaglia propaganda-censura del regime sanitario. ).

E per questo progetto di morte i morti, la conta compulsiva dei morti, i bollettini quotidiani pieni di numeri mortali hanno un ruolo fondamentale: alimentare il terrore dei covidioti che hanno ormai negli occhi solo le bare ( a partire dal marzo 2020).

Si chiama shock pandemico continuato e gestito dai media asserviti e complici. Morti a cascata per farci morire di lockdown, mascherine, tamponi e vaccini. Quale migliore giustificazione per un regime sanitario, per la costruzione di uno stato terapeutico ( leggete con attenzione quest’altro articolo: Dittatura digitale (4). Lo schock pandemico )?

Poi i numeri, le statistiche dicono altro ( se questo altro non è bloccato dalla censura di stato) e si scopre ( attraverso una faticosa ricerca sulla comunicazione libera nel web) che tutto questo ambaradan di morte non ha nulla a che fare con la scienza e la salute ma con devastanti progetti “politici”. I progetti del Grande Reset.

Ecco a voi un po’ di “freddi numeri e statistiche” da leggere con molta attenzione. Certamente per il covidiota questo articolo non ha alcun senso: continuerà a guardare allucinato la televisione e a nutrirsi dei “numeri e delle statistiche di stato”. Il covidiota ha bisogno dei morti, tanti morti per nutrire la sua egoistica paura. Guai a toglierglieli…

E se non sapete nulla del Grande Reset o ci credete poco leggete gli articoli che trovate a questo indirizzo: http://www.gruppolaico.it/category/rassegna-stampa/emergenza-rassegna-stampa/. Così, tanto per sapere. (GLR)


 

 

BUONE NOTIZIE PER I GIORNI DI PASQUA ( E NON SOLO)

Al momento, la gente è convinta che la SARS-CoV-2 sia un agente patogeno molto pericoloso. Non c’è più nessuna domanda, ma solo una discussione su quali misure debbano essere prese contro il COVID.

Dott. Jochen Ziegler

Secondo le cifre delle Nazioni Unite sulla popolazione mondiale presentate a Macrotrends, nell’”anno della pandemia globale” 2020 (Media ufficialmente qualificati), sono morti 7,61 su 1.000 cittadini del mondo (circa 59 milioni di persone a livello globale).

Nel 2019, erano 7,59. Nel 2014, erano 7,64. Quindi il numero di morti per 1.000 persone nel 2020 era nella gamma di fluttuazione a medio termine. Nel caso di una pandemia globale, questo numero dovrebbe aumentare significativamente, a 15, 50 o 100 morti per 1.000 persone nel mondo, a seconda della gravità della pandemia.

Dato che questo non è successo, non abbiamo avuto una pandemia nel 2020, ma in termini medici un anno come gli altri precedenti, in cui alcune persone sono morte anche di polmonite virale – come hanno sempre fatto.

Ora, si potrebbe pensare che solo il lockdown abbia evitato altre morti. Ma probabilmente questo non è vero: in primo luogo, nel 2020 la maggior parte delle persone non viveva affatto in condizioni di isolamento – i paesi poveri, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale, non possono permettersi o imporre un lockdown.

In secondo luogo, le misure di blocco possono essere inefficaci. Questo è ciò che il rinomato epidemiologo John Ioannidis e il suo team hanno dimostrato. Un modello SIR è un modello matematico per la diffusione di una malattia contagiosa. Nessuno dei modelli SIR per la SARS-CoV-2 dell’Imperial College che Ioannidis ha utilizzato, può spiegare in modo soddisfacente i dati reali sulla diffusione del virus negli Stati Uniti e in Europa. I modelli che meglio corrispondono ai dati reali presuppongono che il lockdown sia inefficace ( vedi link, ndr).

Dal momento che la maggior parte delle persone non ha vissuto dentro il lockdown e che il lockdown non è rilevabile nel suo effetto, i numeri di morte per il 2020 sono probabilmente i numeri di morte naturale e non inferiori per effetto di un lockdown. Questi rientrano nel trend di oscillazione a medio termine e non sono affatto aumentati. Quindi in questo senso non c’è stata alcuna pandemia nel 2020.

Un problema di psicologia di massa

E la letalità del virus? In un metastudio appena pubblicato, John Ioannidis mostra in modo molto convincente che il virus non porta a 2-3 morti per 1.000 persone infette (tasso di fatalità dei casi), come inizialmente ipotizzato da lui e da molti altri scienziati sulla base dei dati, ma solo a 1,5 per 1.000. Questo lo rende significativamente meno letale di molti ceppi influenzali, che portano a 2 o 3 morti per 1.000 persone infette.

Che cosa significano allora gli attuali rapporti sui decessi in massa in Brasile? Praticamente non vi muoiono più persone del solito.

Come in Italia, negli Stati Uniti e in molti altri paesi, anche i decessi del tutto normali vengono a quanto pare rietichettati come vittime del COVID. Nel frattempo, qui in Germania, la “seconda ondata” sta finendo, non muore quasi nessuno per la SARS-CoV-2.

Ancora più importante, da un punto di vista medico, non c’era una prima o una seconda ondata che potesse essere distinta dalle normali ondate che vediamo ogni anno. Perché l’anno scorso non sono morte più persone di quanto ci si potesse aspettare nella tendenza a lungo termine. Il contagio degli agenti patogeni delle infezioni influenzali è andato il suo corso regolare come ogni anno.

Torniamo alla popolazione mondiale. John Ioannidis stima che da 1 a 2 miliardi di persone nel mondo siano già state infettate dalla SARS-CoV-2 a febbraio. Questa stima non è precisa, tuttavia è corretto almeno l’ordine di grandezza: Il virus è endemico, avendo già infettato ben oltre il 10% di tutte le persone. In termini rigorosi, si tratta di un non-evento medico.

Quello che osserviamo nella nostra società nella gestione della SARS-CoV-2 ha cause culturali. Non abbiamo un problema medico sostanziale, ma un problema psicologico di massa.

Dott. Jochen Ziegler ( pseudonimo di un medico e biochimico. Lavora come consulente per operatori sanitari privati ​​e vive con la sua famiglia ad Amburgo)

Fonte: https://www.achgut.com/artikel/eine_frohe_botschaft_fuer_die_ostertage

In https://www.nogeoingegneria.com 3/4/ 2021

 

 

 

Tarro: “Il Coronavirus è diventato endemico”. E Facebook lo censura: “Informazioni false che possono anche causare violenza fisica”

Facebook censura il noto virologo Giulio Tarro: non c’è più il suo post in bacheca in cui affermava che “il Coronavirus è diventato endemico”

Giulio Tarro

Facebook ha censurato Giulio Tarro. Il noto ed esperto virologo si è visto cancellare un post sul canale social di qualche giorno fa in cui affermava che il Coronavirus da pandemico è diventato endemico.

Un’affermazione, tra l’altro, già espressa nel corso di un’intervista ad Affari Italiani ripresa su queste pagine. “Censurato – scrive Tarro in un altro post – Facebook arriva a considerare “informazioni false che possono anche causare violenza fisica” considerazioni quali “Il virus da pandemico è diventato endemico” che, oltre a titolare l’articolo censurato, è già l’opinione di più di 100 immunologi, infettivologi e virologi intervistati da Nature, ribadisce.

Ecco il post integrale di qualche giorno fa di cui non si ha più traccia sulla sua bacheca:

“Il virus da pandemico è ormai diventato endemico ed abbiamo il 90-95% asintomatici positivi, che non sono contagiosi, come ribadisce anche l’OMS.

Seguendo i dettami del virologo francese Didier Raoult e di altri medici si tratta di una malattia che si può curare usando l’idrossiclorochina e l’azitromicina senza bisogno di un ricovero ospedaliero. L’anno scorso al centro e al sud Italia sono morti meno che nelle regioni settentrionali usando subito cortisone ed eparina che hanno evitato le trombo embolie. È stato necessario un parere del consiglio di stato per usare l’idrossiclorochina. Deve essere chiaro un concetto: la Covid-19 si può curare”.

In http://www.strettoweb.com   1/4/2021

 

 

 

ANCORA CHIUSURE, MA I CONTI NON TORNANO. L’ANALISI DEI DATI ISTAT

Il 30 marzo 2021 l’Istat ha rilasciato i dati provvisori dei decessi di gennaio 2021 e la stima di quelli di febbraio: sono i decessi che avvengono per qualsiasi causa di morte, i decessi totali.

Si riscontra, a livello nazionale, l’assenza di un significativo eccesso di mortalità rispetto al valore medio degli anni precedenti: gennaio 2021 (69.784 decessi) segna un +2,14% rispetto al valore medio degli anni 2015-2019 (68.324).

Incrementi significativi si riscontrano in cinque Regioni (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche), e in Puglia un aumento del 5%. In tre Regioni i valori ricalcano quelli degli anni 2015-2019 (Liguria, +2,1%; Umbria, +0,52% e Sicilia, +1%) e in tutte le altre undici Regioni sono inferiori rispetto al valore medio.

Chi confronta i decessi di gennaio 2021 con quelli di gennaio 2020 compie un’operazione metodologicamente rischiosa poiché gennaio 2020 (con 62.019 decessi) ebbe un decremento di mortalità assolutamente raro, con una variazione del -9,2% rispetto al valore medio dei decessi degli anni 2015-2019.

Si consideri che, a livello nazionale, una variazione negativa mensile di mortalità del -9,2% rispetto al valore medio degli anni precedenti si verificò l’ultima volta in Italia solo quattordici anni prima, ad aprile 2006 (-9,27%), che ebbe 41.823 decessi, cioè 4.272 in meno rispetto ai decessi di aprile dei cinque anni precedenti (46.095).

I decessi di gennaio 2021, infine, segnano una discreta variazione in eccesso del 4,12% rispetto al valore medio 2016-2020 (67025). Gennaio 2021, pertanto, è in linea con i valori dei decessi solitamente osservati in Italia in “un” gennaio, che è il mese quasi sempre con il maggior numero di decessi dell’anno, anche senza dover andare a ricordare gennaio 2017 (78.688 decessi), che ebbe 9.000 morti in più di gennaio 2021.

A febbraio 2021, invece, nei decessi stimati dall’Istat (57.082) si riscontra a livello nazionale una variazione negativa di mortalità del -0,58% rispetto al valore medio degli anni 2015-2019 (57.416): due Regioni (Trentino-Alto Adige e Umbria) hanno un eccesso intorno al 20%, sei Regioni presentano un incremento di mortalità inferiore al 10% e le altre dodici Regioni hanno un decremento di mortalità (fino al -18% della Sardegna).

Se si confronta febbraio 2021 con febbraio 2020 (che, nuovamente, presentò un deficit di mortalità del -2,34% rispetto agli anni 2015-2019) c’è un eccesso dell’1,8%; mentre febbraio 2021 segna un +1,18% rispetto al valore medio degli anni 2016-2020.

I dati aggregati dei decessi Istat del primo bimestre 2021, pertanto, confermano sostanzialmente quanto attestato dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera curato dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (ultimo report pubblicato il 29 marzo 2021 http://www.salute.gov.it/portale/caldo/sismg/SISMG_sintesi_2021w11.pdf), cioè presentano un numero di decessi in linea con l’atteso, con un quasi inavvertibile +0,9% rispetto al valore medio 2015-2019 (o, se si preferisce, un modesto eccesso del 2,77% rispetto al valore medio 2016-2020).

E, tuttavia, il bollettino quotidiano del Ministero della Salute e del Dipartimento della Protezione civile (https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/tree/master/dati-andamento-nazionale) riporta 14.357 decessi Covid-19 a gennaio 2021 e 9.183 decessi Covid-19 a febbraio 2021, per un totale di 23.540, e con una media di 463 decessi quotidiani Covid-19 a gennaio e 328 a febbraio. Si tratta, soprattutto per gennaio, di un dato di decessi giornalieri Covid-19 molto elevato e, invero, non molto distante da quello di aprile 2020 (518 decessi Covid-19 giornalieri).

Aprile 2020 segnò, però, un eccesso di mortalità del +40,55% con 21.008 decessi in più rispetto al valore medio, laddove gennaio 2021 segna appena un +2,14% (1.460 decessi in più in un mese).

Inoltre, se nel 2020 tutti i decessi Covid-19 erano stati circa il 10% dei decessi totali annuali, assorbendo il 74% dell’eccesso di mortalità dell’anno, nel mese di gennaio 2021, i 14.357 decessi Covid-19 sono un valore che è quasi 10 volte l’eccesso mensile di mortalità (14.357 è quasi 1.460 per 10) il che è un valore molto anomalo per un mese praticamente privo di eccesso di mortalità.

Ma se i decessi Covid-19 sono stati 23.540 nel I bimestre 2021, quanti sarebbero stati i decessi per qualsiasi altra causa, in assenza di quelli da Covid-19: cioè, quante persone sarebbe decedute per tutti gli altri motivi?

A gennaio 2021 sottraendo dai decessi avvenuti per il complesso delle cause (69.784) i decessi Covid-19 (14.357) rimangono 55.427 decessi: è un valore talmente basso che non si è mai presentato negli ultimi dieci anni, e che rappresenta una variazione del -18,9% rispetto al valore 2015-2019 (e del -17,3% rispetto al valore medio degli anni 2016-2020).

A livello nazionale, una simile variazione negativa di mortalità mensile è plausibile? Si è mai verificata recentemente? No, un decremento di mortalità mensile che sfiora il 19% in Italia è un fenomeno che risulta non essersi mai verificato, sicuramente, negli ultimi vent’anni (dati Istat).

A febbraio 2021 sottraendo dai 57.082 decessi totali stimati dall’Istat, i 9.183 decessi Covid-19, restano 47.899 decessi. Anche in questo caso si tratta di un valore difficilmente spiegabile (considerando che i mesi di febbraio degli anni 2015-2019 hanno un valore medio di 57.416 decessi e che gli anni 2016-2020 hanno un valore di 56.424) perché segnerebbero un’altra ingentissima variazione (negativa) di mortalità del -16,58% rispetto al valore medio degli anni 2015-2019 (e del -15,11% rispetto agli anni 2016-2020).

Inoltre, i 9.183 decessi Covid-19 dichiarati per febbraio sono ben 14 volte l’eccesso di mortalità di febbraio 2021 (658) rispetto al valore medio dei decessi di febbraio degli anni 2016-2020 (56.424): 9.183 è, infatti, quasi 14 volte 658.

In conclusione, se si sottraggono dai decessi totali dichiarati dall’Istat per il I bimestre 2021 (126.866), i decessi Covid-19 del I bimestre contenuti nel bollettino quotidiano della Protezione civile (23.540), i decessi rimanenti (103.326, che sono quelli che sarebbero avvenuti per tutte le altre cause di morte) sarebbero tanto bassi da rappresentare un irrealistico calo di mortalità del -16,3%, che non è  credibile alla luce dell’andamento dei decessi mensili e annuali degli ultimi dieci anni e della crescente mortalità dell’ultimo decennio.

Insomma, una mera analisi comparata negli anni dei dati Istat conferma quanto già indirettamente emergeva dall’esame dei dati dell’Osservatorio Europeo della Mortalità.

I dati dei morti attribuiti a Covid-19 diffusi giornalmente in Italia sono inaffidabili perché pesantemente sovrastimati. La decisione di tenere “tutto chiuso” non ha dunque a che fare con “la scienza” ma è una decisione politica.

di Paolo Becchi, filosofo e accademico  e Giovanni Maria Leotta, docente di giurisprudenza

in www.byoblu.com/  3/4/2021

 

 

Tanti, tanti morti per spaventare continuamente. Cifre ballerine  per preparare il “nuovo uomo” della “nuova normalità” prevista dal progetto del Grande Reset: tanti covidioti ridotti come è descritto nell’immagine che segue ( allargatela più che potete per leggerla): il “nuovo uomo” della “nuova normalità” futura… ( leggete qui con attenzione: Terrore sanitario (32). La tragedia della nuova "normalità". ). (GLR)


 

LA “NUOVA NORMALITA’”


 

 

ANNO II DEL REGIME SANITARIO

 

 

E’ necessario approfondire ogni giorno di più ciò che sta accadendo in italia: ne va del nostro futuro.  Cliccate sui “tag” in fondo alla pagina ( soprattutto il “tag” bill gates) e leggete con attenzione gli articoli  che trovate. In particolare:

Terrore sanitario (30). Togliere piano piano la libertà

Consapevolezza e resistenza legale (9). La dignità di difendersi per amore della Costituzione.

Considerazioni al tempo del regime sanitario (3). Il potere fa ciò che vuole...

Medici e scienziati non allineati al regime sanitario (4). La politica del terrore.

 

 

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