Articoli marcati con tag ‘Urbinati’

IL PIÙ radicale degli utopisti, Platone, decise che la repubblica doveva impedire che la classe politica avesse famiglia e proprietà, le due condizioni che compromettevano la selezione dei guardiani in base al merito richiesto per il governo della città (coraggio e conoscenza) perché inevitabile ragione di parzialità: prima vengono i figli e la famiglia (allargata ai clientes che valgono a renderla più rispettabile) e prima viene la cura dei propri averi (che si somma a quella per la famiglia). L’utopia platonica della società armonica governata da un’avanguardia di virtuosi ha ispirato fanatici della giustizia e tribunali speciali. Ma la sua diagnosi delle ragioni dell’ingiustizia è diventata un monito per chi fa le leggi: i padri tendono a riprodursi nei figli, i possidenti negli eredi. Leggi il resto di questo articolo »

Dice bene Giancarlo Bosetti: c´è una differenza abissale tra conflitto e litigio. Tradizionalmente, la politica italiana ha temuto il primo e praticato il secondo. I sociologi degli anni cinquanta hanno inventato il termine “familismo” per spiegare questo fenomeno. I litigi sono conflitti in famiglia – fra suocera e nuora, come ci spiega Bosetti con l´autorità del dizionario della lingua italiana – perché mettono in campo emozioni e danno risalto agli individui, fattori che precludono risoluzioni costruttive per il bene di tutti. Perché ogni accordo sarà come mettere cenere sul fuoco col rischio permanente che il litigio si riaccenda. Qui non sono i contenuti che contano – sui quali, per altro, se i litiganti si fermassero a ragionare scoprirebbero che non sono così dissimili tra loro. Come dire che, proprio perché il litigio è fatto per mettere in campo la “presenza” più che le “idee”, i litiganti continuano strategicamente a tenere in sordina le “cose” sulle quali sarebbe opportuno discutere. Leggi il resto di questo articolo »

Forse, mai prima d´ora l´Unione Europea aveva attraversato una crisi così radicale. Non perché prima d´ora non vi fossero mai stati dissidi fra gli stati membri sulle politiche comunitarie, ma perché per la prima volta il dissenso riguarda i principi fondamentali sui quali l´Unione è nata. Il governo francese e quello italiano sono alla testa di questa crisi e portano la diretta responsabilità di un ritorno arrogante ad una politica delle frontiere quanto addirittura delle espulsioni di massa. L´Articolo 19 della Carta dei Diritti dell´Unione Europea stabilisce che «le espulsioni collettive sono vietate». Nel testo di questo articolo riecheggia la storia europea del Novecento, quelle terribili tragedie che portano i nomi di Olocausto, genocidio e pulizia etnica, la persecuzione e il massacro di individui colpevoli di appartenere a un gruppo etnico o nazionale o di professare una religione. Leggi il resto di questo articolo »

Dal 1992, a seguito del clima anti-partitico che si scatenò con tangentopoli, i partiti italiani hanno sistematicamente fatto ricorso all’arma del referendum e della riforma elettorale per ridare credibilità a se stessi e stabilità al sistema (essendo le due cose ovviamente correlate). Pensarono di risolvere con la tecnica elettorale problemi che erano strutturali e di sostanza, che riguardavano il rapporto di sfiducia cronico tra loro e gli elettori. La fine dei partiti di massa non è stata accompagnata da una riformulazione dei partiti che fosse capace da un lato di organizzare efficacemente la selezione della classe politica e dall’altro di ristabilire su basi laiche o non fideistiche il rapporto di fiducia con l’elettorato. Leggi il resto di questo articolo »

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