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 Le nostre radici, antidoto alla crisi

C’è la lettera, l’ultima, ai compagni, di un ragazzo partigiano di Parma, Giordano Cavestro, studente  di 18 anni, fucilato dai fascisti repubblichini il 4 maggio 1944 a Bardi, che riletta oggi riempie di  dolore e di commozione per le sue speranze tradite: «Se vivrete tocca a voi rifare questa povera  Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio». Leggi il resto di questo articolo »

Ora invece la terra

si fa sempre più orrenda:

il tempo è malato

i fanciulli non giocano più

le ragazze non hanno

più occhi

che splendono a sera. Leggi il resto di questo articolo »

“E’ stato tutto inutile, tutto un inganno:
si è abbattuto un faraone per assistere alla comparsa di altri faraoni:
I nazismi, i razzismi da cui ci si voleva liberare
e per cui si sono versati sangue e lacrime
rinascono comunque e dovunque…
sotto altre spoglie, con altri volti;
anche e proprio tra coloro che ne teorizzavano l’eliminazione.
La Terra Promessa è sempre da raggiungere;
il faraone non è mai stato vinto;
altri, più squallidi ed astuti di lui,
lo hanno semplicemente sostituito”.

Padre Davide Maria Turoldo

“Fratello ateo,
nobilmente pensoso,
alla ricerca di un Dio che non so darti,
attraversiamo insieme il deserto.
Di deserto in deserto
andiamo oltre la foresta delle fedi,
liberi e nudi verso il nudo Essere
e lì dove la Parola muore
abbia fine il nostro cammino”.

Padre Davide Maria Turoldo

“Pare che i vescovi siano sempre più esposti al farsi prefetti di un impero, oltre che apostoli di una chiesa; il papa sempre più monarca assoluto,oltre che papa… Quella unità che dovrebbe essere un valore sacramentale ed evangelico (“fà che siano una cosa sola…”) ecco che diventa una soggezione e una schiavi tù; e come, in politica, si va verso l’avvento di un unico governo mondiale, così pare che si imponga anche l’avvento  di un imperialismo dello spirito…Tanto più che la chiesa (e le chiese, più o meno) si sono spesso affermate quali forze di conservazione delle strutture e delle forme, anziché offrirsi quali energie rivoluzionarie e liberatrici”.

“Avremo tempi sempre meno ricchi di fantasia; controllo e burocrazia saranno note dominanti, camicie di forza che tutti indosseremo. Saranno tempi senza estro e anche senza profezia?”.

David Maria Turoldo da  “Chiamati ad essere”

“Fratello ateo,
nobilmente pensoso
alla ricerca di un Dio
che io non so darti,
attraversiamo insieme un deserto,
andiamo oltre la stessa foresta
delle fedi, liberi e nudi,
verso il nudo Essere e là
dove la parola muore
abbia fine il nostro cammino”

David Maria Turoldo

Tempi bui. Per una Chiesa sempre più “ammalata” di potere. Per una laicità della società sempre più in crisi a causa di politici servili e incoscienti. Per un’indifferenza generale sempre più evidente e disperata. In tutto questo buio, nonostante tutto, occorre costruire una “RESISTENZA” delle coscienze libere e sensibili. Lo dobbiamo alla nostra dignità e a chi viene dopo di noi. Facciamo nostra questa poesia di Turoldo, il suo grido…

“Tempi malvagi ci sono toccati in sorte: stagioni
che non accennano a mutare………..
Da lungo sono spenti i candelabri,
il baliginio delle lampade all’altare ancora più agita le ombre per tutto
il tempio: è notte, fratello!
Una grande notte incombe sulla Chiesa.
Il concilio, uno scialo di speranze.
Sempre più rara, dovunque, la Parola
mentre di inutili parole, a ondate,
rimbomba il mondo”.

Padre   Davide Maria Turoldo

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