Articoli marcati con tag ‘stabilità’

A dispetto della retorica con la quale si invoca un confronto di merito sulla riforma costituzionale, la comunicazione molto si affida agli slogan accattivanti. Del resto, che abbiano o meno fondamento le obiezioni alla formulazione del quesito referendario in punto di diritto, è di tutta evidenza il carattere selettivo, demagogico e tendenzioso di esso: a fronte di 47 articoli, nel quesito figurano cinque titoli, dei quali ben tre alludono alla casta. A cominciare dalla (giusta e condivisa) soppressione del CNEL, che pure sta in un solo articolo.

Ma esaminiamo qualche slogan che va per la maggiore. Leggi il resto di questo articolo »


Hartmut Rosa. Il sociologo della “accelerazione sociale” spiega perché la velocità non migliora più la nostra vita ma è diventata una fonte di ansia. Intervista di Claudio Gallo

Hartmut Rosa, 50 anni fra due mesi, sociologo tedesco dell’università di Jena, è celebre per gli studi sui mutamenti sociali attraverso l’ «accelerazione sociale», come lui ha definito l’imperativo della velocità che pervade la società fin dalla modernità. Einaudi ha appena pubblicato il suo   Accelerazione e alienazione, per una teoria critica della tarda modernità (pp X-125, € 18).

 

Professor Rosa, oggi si ha la percezione che l’orologio giri sempre più in fretta, come spiega questo fenomeno?
«Naturalmente, il tempo dell’orologio è sempre lo stesso. La percezione dell’accelerazione è un fenomeno psicologico che però ha delle cause sociali. Mettiamola così: il fatto che sentiamo di avere poco o molto tempo dipende dalla relazione del tempo a nostra disposizione con il tempo richiesto dalla lista delle cose da fare. Il problema della nostra società è che questi due fattori coincidono sempre meno, per riuscire a fare tutto servirebbero 48 ore al giorno. Così manca il tempo e noi abbiamo l’impressione che l’orologio scorra più in fretta. Questa sensazione ha anche un’altra causa: quando abbiamo una giornata eccitante il tempo vola via, ma pensandoci alla sera sentiamo che è stata una giornata molto lunga e ricca. Al contrario, quando abbiamo una giornata noiosa, spesa magari in una sala di attesa, il tempo non passa mai. Tuttavia, quando andiamo a letto e ci ripensiamo sembra che la giornata sia stata corta, inconsistente. Questo si chiama il paradosso del tempo. Sentiamo che la giornata è stata lunga quando lascia molte tracce nella memoria. Nella vita della tarda modernità abbiamo perso la capacità di ”appropriarci” delle nostre esperienze, facciamo un mucchio di cose che non ci coinvolgono veramente, alla sera abbiamo dimenticato tutto. Così sentiamo che il tempo passa velocemente». Leggi il resto di questo articolo »

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