Articoli marcati con tag ‘Cavour’

Cercata dai politici di molti partiti, la gerarchia cattolica ha giocato un ruolo incontestabile nello spalleggiare la stabilizzazione del governo Berlusconi e raffreddare la costruzione di un Terzo polo abbastanza consistente daprefigurarne la fine. Un ruolo dietro le quinte, non solo, ma questa volta anche esplicito, quasi fosse divenuto per così dire normale che la Chiesa, in alcuni suoi esponenti di spicco, esorbitasse dalle precise distinzioni costituzionali, cavourriane ma ancor prima evangeliche – del “date a Cesare ciò che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio” – per trasformarsi in attore militante nello scenario contingente della deliberazione politica. E senza neanche ansietà per il contributo che simili attitudini procurano alla secolarizzazione della società per mano della stessa Chiesa che poi la condanna, considerandola la madre delle eresie moderne. Leggi il resto di questo articolo »

IL ROMANZO DEI MILLEPer le cancellerie europee erano “una banda di filibustieri”. Per Cavour la loro era un’impresa “folle”. Quando, nel maggio del 1860, sbarcarono a Marsala 1089 garibaldini – senza divise, con vecchi fucili quasi inservibili, poche munizioni, pochissimi soldi – la loro vittoria sull’esercito borbonico delle Due Sicilie pareva una missione impossibile. Con gli occhi stupefatti dei volontari venuti dal Nord, e attraverso i loro racconti, il libro ripercorre quelle ore e quei giorni: il finto sequestro delle navi a Genova, la tumultuosa traversata, la fredda accoglienza iniziale e il crescente entusiasmo di una popolazione sconosciuta, la fame e le pene degli accampamenti, le paure e il sangue delle lotte corpo a corpo, le barricate di Palermo. Sullo sfondo, gli intrighi della diplomazia, lo sgretolamento del regime dei Borboni, il febbrile interesse dell’opinione pubblica europea. Un’originale ricostruzione dell’impresa che fece l’Italia unita, documentata come un resoconto di viaggio.

di Claudio Fracassi,  ed. Mursia 2010,  € 19,00

 

vedi: 

IL ROMANZO DEI MILLE

1 marzo 2011. Una serata con i Mille

Ma quando il clero, riconquistata ed assicurata la libertà, vuol combattere per riacquistare gli antichi privilegi, per far tornare indietro la società, per impedire il normale e regolare sviluppo della civiltà moderna, allora è da deplorare il suo intervento nelle lotte politiche (…). Io ho troppa fede nel principio del progresso e della libertà per temere che possa essere posto a cimento in una lotta condotta con armi puramente legali. Se la libertà ha potuto fare dei progressi immensi quando aveva a lottare contro il clero e le classi privilegiate, e la libertà era in certo modo inerme, come mai potrei temere che ora essa potesse correre vero pericolo se avesse a combattere i suoi avversari ad armi uguali? (…)
Ma se io non temo le lotte politiche, quando siano combattute con armi legali, non posso dire altrettanto, ove il clero potesse impunemente valersi delle armi spirituali di cui è investito per ben altri uffizi che per trionfare questo o quell’altro politico candidato. Oh! Allora veramente la lotta non sarebbe più uguale; ed ove si lasciasse in questo terreno pigliare piede e assoldarsi l’uso di queste armi spirituali, la società correrebbe i più gravi pericoli, la lotta da legale correrebbe rischio di trasformarsi in lotta materiale.

Camillo Benso di Cavour,  1857

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