Oggi, 27 aprile 2022, è la Memoria di ANTONIO GRAMSCI ( vedi QUI ).
Oggi queste sue parole, scritte mentre era in carcere per la sua attività antifascista, risuonano ancor più come un impegno per gli uomini”liberi e forti” come disse don STURZO nel 1919. Le pubblicammo già nel giugno del 2018 prima che si aprissero le porte dell’inferno ( 9 marzo 2020, vedi QUI. ) Oggi, quindi, sono più che mai necessarie!

Oggi nel tempo della massificazione codivista, degli uomini/donne addomesticati e ammaestrati dai primi due anni della dittatura sanitario-digitale imposta dal progetto criminale globale chiamato Grande Reset, queste parole indicano una strada di Resistenza e di rifiuto della resilienza, tanto voluta dal potere devastante della biopolitica, dello stato terapeutico che ha trasformato la Repubblica, la Costituzione, i Diritti inalienabili, la Dignità in carta straccia.

Oggi queste parole sono una spinta che viene da un grande Uomo ( tradito oggi, si oggi, prima di tutto dai “sinistrini” che sguazzano in questa melma sanitario-digitale) a prendere coscienza, a conoscere se stessi, a liberarsi dal conformismo di massa che può essere in noi, dall’addomesticamento che ci abita forse inconsapevolmente.

Oggi si deve, si deve rifiutare di essere “uomini massa” a servizio di questi pazzi che governano l’italia e buona parte del mondo ( con i loro complici covidioti) così come Gramsci si rifiutò di diventare un burattino in mano a mussolini, anche a costo della vita.   (GLR)

 

Per la propria concezione del mondo si appartiene sempre a un determinato aggruppamento, e precisamente a quello di tutti gli elementi sociali che condividono uno stesso modo di pensare e di operare. Si è conformisti di un qualche conformismo, si è sempre uomini-massa o uomini-collettivi.

Gramsci all'epoca della sua cercerazione

La questione è questa: di che tipo storico è il conformismo, l’uomo-massa di cui si fa parte? Quando la concezione del mondo non è critica e coerente ma occasionale e disgregata, si appartiene simultaneamente a una molteplicità di uomini-massa, la propria personalità è composita in modo bizzarro: si trovano in essa elementi dell’uomo delle caverne e principii della scienza più moderna e progredita, pregiudizi di tutte le fasi storiche passate grettamente localistiche e intuizioni di una filosofia avvenire quale sarà propria del genere umano unificato mondialmente.

Criticare la propria concezione del mondo significa dunque renderla unitaria e coerente e innalzarla fino al punto cui è giunto il pensiero mondiale più progredito. Significa quindi anche criticare tutta la filosofia finora esistita, in quanto essa ha lasciato stratificazioni consolidate nella filosofia popolare.

L’inizio dell’elaborazione critica è la coscienza di quello che è realmente, cioè un «conosci te stesso» come prodotto del processo storico finora svoltosi che ha lasciato in te stesso un’infinità di tracce accolte senza beneficio d’inventario. Occorre fare inizialmente un tale inventario.

Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, 11, paragr.12, nota 1

 

 

Vedi:

GLI INDIFFERENTI E GLI UOMINI MEDI

Il fascismo si è presentato come l'antipartito

“La politica è cultura” La scuola secondo Gramsci

La moltitudine degli uomini erranti non costituisce nazione

Pensiero Urgente n.261)

A difesa della Carta restano gli studenti

Un 25 aprile al tempo del Grande Reset

 



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