Continuiamo ad offrire gli interventi di medici e scienziati non allineati ai racconti terroristici del nostro regime sanitario. Già tanti altri interventi simili sono presenti sul nostro sito ( vedi nel menù a destra la colonna CATEGORIE e clicca su EMERGENZA: troverai molti link) per dimostrare che non tutta la classe medica e scientifica è ridotta ad essere servile alla politica del nostro governucolo. Naturalmente questi medici non vengono fatti parlare nelle televisioni di regime dove imperano quelli del Comitato tecnico scientifico per sostenere una politica terroristica legata ai progetti del “Great Reset“. Questi medici non allineati si sono ricordati del loro Giuramento d’Ippocrate che li mette a servizio dei malati e non di oscure politiche. Questi medici si sono ricordati della loro dignità.

Il problema più grave è che il covidiota non li ascolta, non li accetta, non ne fa neanche un elemento di riflessione critica e di raffronto. Perchè? Perchè il covidiota è talmente rappreso sulle paure indotte dai media che si fida solo di chi lo terrorizza, lo maschera, lo tampona e lo chiude in casa. Misteri insondabili di chi vive solo di “nuda vita”, come ci ricorda il filosofo Agamben. (GLR)

 

Bassetti: “Ospedali al collasso a causa del terrorismo di media e istituzioni”

Il Covid è stato ingigantito: è il panico e la paura di finire intubato o di morire che fa esplodere il sistema sanitario, non i malati. Se ricevo cento telefonate al giorno da chi non sta male, come curo i malati veri?. Sono le parole del professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, a Libero.

La comunicazione è stata sbagliata. Terrorizzare le persone può aiutare a farle stare in casa, ma a livello ospedaliero gestire una popolazione nel panico genera solo caos.

Quartiere Salario, Roma

Se oggi le strutture sanitarie rischiano il collasso è anche perché sono assediate da migliaia di persone asintomatiche o poco sintomatiche che si potrebbero tranquillamente curare a casa che invece prendono d’assalto i pronto soccorso, intasano i centralini degli ospedali, fanno perdere tempo ai medici. E tutto avviene perché sono state spaventate dalle istituzioni, che avrebbero invece dovuto tranquillizzarle“, aggiunge il professore.

Andava detto che il Corona sta facendo danni enormi ma che la maggioranza dei positivi è asintomatica o poco sintomatica e che il virus ha una letalità inferiore all’1% e fa male soprattutto a pazienti anziani e con la salute già compromessa”, prosegue.

“Muoiono anche soggetti più giovani, perché è una brutta infezione e concorrono tanti fattori: la genetica, le condizioni di salute, lo stato delle difese immunitarie nel momento del contagio, la carica virale introiettata.

Ma già prima della comparsa del Covid, la polmonite contratta fuori dall’ospedale era la quinta causa di morte nel mondo, e uccideva anche cinquantenni e bambini“.

Riccardo Donat-Cattin   in https://comedonchisciotte.org/ 10/11/2020

 

Un filo lega gli interventi di questi medici e scienziati: la denuncia del terrorismo mediatico che provoca, ad arte, intasamenti nei pronto soccorso e un aumento dei tamponi con crescita esponenziale dei positivi ( ma asintomatici e non contagiosi!) cosicchè il governucolo nostro possa indire il suo festival di repressione, chiusure, DPCM e crollo dell’economia. Qualcuno tutto ciò, un tempo, lo chiamava fascismo… (GLR)


Anticorpi monoclonali, Palù li preferisce al vaccino: “Guariscono dal Covid in 48 ore”

«Si parla tanto del vaccino, ma cè già la cura a base di anticorpi monoclonali. Il Regeneron è una combinazione di tre monoclonali che ha curato Trump in 48 ore. Berlusconi è guarito col Remdesivir, l’eparina e il cortisone. Il problema dei monoclonali, al momento, è che non vengono prodotti in grande quantità, ma hanno dimostrato che questo virus dà l’immunità»

Anticorpi monoclonali

Il virologo Giorgio Palù ne è convinto e lo ribadisce oggi su Libero: più che al vaccino contro il coronavirus, lo sguardo va rivolto alla produzione di anticorpi monoclonali, di comprovata efficacia – guariscono in due giorni – e privi di quelle incognite che ancora avvolgono la produzione e il testing dei vaccini. E a proposito di immunità: gli studi di sieroprevalenza, ricorda, dimostrano «che nella Bergamasca si è sviluppata una certa immunità, e che là il 45% della popolazione ha sviluppato gli anticorpi».

Non è la peste e non soccomberemo

Nonostante il Sars-CoV-2 sia più virulento e abbia un tasso di mortalità leggermente superiore a quello di una normale influenza, «non è la peste». Il professore emerito dell’Università di Padova lo ripete ormai da settimane. L’età media dei decessi è inoltre di 81 anni, «esattamente la vita media di un maschio adulto italiano. E chi muore, purtroppo, ha 2-3 comorbosità. Ripeto: non ce ne libereremo perché il virus diventerà molto probabilmente endogeno alla specie umana, avrà origine interna».

Una letalità bassissima

Nonostante questa previsione, palù sostiene che non perderemo contro di esso. Non «moriremo tutti» come strillato dalla stampa filogovernativa. Anche perché se il virus uccide l’ospite, sparisce.

Quello che sta girando in Italia è simile a quello spagnolo: più contagioso rispetto a quello di Wuhan, ma non più virulento, e adesso sembra destinato a restare in mezzo a noi. «L’orologio biologico del genoma dice che il Covid-19 gira da settembre. Si è adattato all’uomo. Questo virus non è Sars, non è Mers, non è vaiolo, che hanno avuto un tasso di mortalità superiore anche al 30%.

Il Covid ha una letalità media dello 0,4%» ha aggiunto Palù. Il problema del Covid è legato all’impreparazione con la quale ci siamo fatti cogliere questo autunno: le terapie intensive andavano potenziate, ma non è stato fatto.

Ospedali assediati a causa del terrorismo mediatico

Palù si dice ottimista sui dati relativi al contagio, nonostante ultimamente la curva sia «cresciuta esponenzialmente. Da qualche giorno però sembra che stia leggermente deflettendo, c’è una stabilizzazione sia nei nuovi contagi che nelle terapie intensive». Il dato di cui tenere conto, infatti, riguarda essenzialmente queste ultime, dal momento che, per quanto riguarda i ricoveri ordinari, «la gente finisce in ospedale anche per il terrorismo che viene diffuso da certi media e pseudo esperti».

Cristina Gauri in https://www.ilprimatonazionale.it/  10/11/2020


 

Tamponi inaffidabili: denuncia penale del Dr. Amici e Class action in vista

I tamponi rino-faringei non sono tecnicamente affidabili e non possono avere valore diagnostico, pertanto le diagnosi di Covid-19 possono essere sbagliate e, dunque, possono aver generato scelte politiche errate e dannose per la collettività.

Lo afferma un esposto presentato alla Procura di Repubblica di Roma dal dottor Mariano Amici. Il medico del territorio di Ardea si è così attivato in sede penale, dopo aver chiesti verità innanzi ai giudici amministrativi con un ricorso al Tar. Ricorso accolto e che ha bloccato nel Lazio la vaccinazione obbligatoria introdotta dal governatore della Regione Nicola Zingaretti.

Nella denuncia-querela presentata con l’assistenza dell’avvocato Nicola Massafra, Amici allega le perizie condotte da quattro medici e ricercatori italiani. Questi ricercatori sono: il professor Stefano Scoglio, coordinatore delle attività peritali, ricercatore candidato al Premio Nobel per la medicina nell’anno 2018; il dottor Fabio Franchi, medico infettivologo esperto di virologia; la dottoressa Antonietta Gatti, scienziata esperta di nanopatologie e il dottor Stefano Montanari, farmacista ricercatore scientifico e nanopatologo) e altra documentazione internazionale da cui emergerebbero i limiti dei test diagnostici condotti tramite i tamponi che, secondo alcuni studi, avrebbero mostrato un indice di fallibilità molto alto, in particolare con picchi dell’85% di falsi positivi: nonostante queste anomalie, da mesi le diagnosi effettuate con questi strumenti determinano scelte mediche e politiche che possono rappresentare un rischio per la salute stessa dei cittadini ma anche un danno economico per le categorie produttive interessate dai problemi legati alla positività del tampone e da un potenziale lockdown nonché per le casse dello Stato che spende soldi inutili per l’acquisto dei tamponi.

Nell’esposto, il dottor Mariano Amici chiede ai magistrati di indagare sull’inutilità dei test e sui conseguenti provvedimenti adottati al fine di individuare eventuali profili di illiceità penale e conseguenti abusi e irregolarità: “Gli stessi documenti ufficiali ammettono che nessuno dei tamponi correntemente utilizzati è omologato e affidabile per accertare la presenza di un virus che tra l’altro è in continua mutazione – spiega Mariano Amici -.

Ora è evidente che una diagnosi sbagliata può rappresentare un pericolo per la salute dei cittadini qualunque sia l’esito del tampone ma deve far sorgere seri dubbi anche sui provvedimenti politici e amministrativi che da mesi vengono attuati per fronteggiare la diffusione del virus e sul clima di paura e allarmismo che sta pesantemente condizionando la vita di tutti i cittadini.

E come potremmo spiegare i danni economici derivanti dalla quarantena fatta osservare ai soggetti positivi o i danni provocati dal lockdown e le conseguenti spese sostenute dallo Stato per tutti i provvedimenti adottati, se scoprissimo che le diagnosi di Covid erano sbagliate e la situazione meno grave di quanto apparso?”.

Il medico di Ardea ritiene inoltre che, qualora la magistratura dimostrasse che le diagnosi di Covid erano sbagliate, molti provvedimenti adottati per fronteggiare l’epidemia risulterebbero illegittimi o comunque eccessivi in relazione alle conseguenze economiche provocate e alle misure restrittive della libertà imposte alla popolazione nazionale, con il risultato che ogni cittadino potrebbe costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni subiti: insomma, il lancio di una vera e propria Class Action rivolta ai pazienti, ai cittadini ma anche alle categorie produttive penalizzate dal lockdown e dalle chiusure forzate legate alle quarantene.

Per questo motivo, Mariano Amici invita i cittadini di ogni regione ad aderire alla denuncia collettiva attraverso un apposito modello predisposto su proprio incarico dallo Studio Legale Massafra al fine di essere messo a disposizione di chiunque vi abbia interesse.

La Redazione  Il Caffè di Roma.it   15/10/2020

 

 

Luca Speciani: «Il governo vuole vedere i decessi crescere, non calare»

Luca Speciani, presidente dell’associazione Ampas, ha pubblicato delle notevoli considerazioni sulla situazione attuale: «C’è un limite alla presa per il c**o?»

Avevamo avuto il piacere di intervistare il dottore a maggio dopo che Ampas, un’associazione con più di 800 medici, aveva rilasciato un comunicato molto severo nei confronti delle decisioni prese dal governo ( vedi link in fondo alla pagina, ndr). Per il medico di Ampas tutti i dati dei tamponi sono falsati. Per ottenere un positivo eseguono numerosi clcli di PCR e mettono sullo stesso piano chi è veramente malato con chi ha un solo innocuo viroma nell’organismo.

«Hanno incominciato con la balla degli asintomatici infettivi, per continuare con il conteggio di migliaia di persone sane tra i “contagiati” grazie a tamponi farlocchi che non distinguono tra un’influenza normale e Covid-19».

Luca Speciani: «Tutto questo ha uno scopo preciso»

Speciani ha ricordato che ogni anno le terapie intensive collassano durante i picchi influenzali. Molte persone fragili muoiono anche con la normale influenza. «Ma allora non c’era da mandare a pu**ane l’economia di un paese per consegnarlo nelle mani del gruppo Bilderberg».

Il medico ha spiegato che negli anni scorsi i decessi erano gli stessi di oggi solo che adesso sono spariti i morti per altre cause. «Hanno solo trasformato una parte dei 1.800 morti giornalieri italiani in morti da Covid19».

Il divieto di fare autopsie dettato dall’OMS di Bill Gates, l’accantonamento di cure economiche ed efficaci come il plasma e l’idrossiclorochina, sono stati dei segnali forti per Luca Speciani.

«Qualunque persona sana di mente avrebbe dovuto ormai capire che siamo davanti alla più grande presa per il c**o dal dopoguerra ad oggi».

Per il presidente di Ampas «tutto questo ha uno scopo preciso. Distruggere l’economia, uccidendone la sua forza trainante, l’impresa privata». Luca Speciani ha elencato tutte le attività che sono state chiuse mentre i tabaccai sono aperti 24 ore su 24: «Un segnale chiaro sulle priorità di questo governo che vuol vedere i decessi crescere, non calare».

L’economia al tracollo

Per il medico non è convincente la storiella che l’attuale sacrificio permetterà di non chiudere tutto a Natale. Speciani ha spiegato che il picco influenzale c’è tra fine dicembre e metà febbraio e, finché il conteggio dei positivi sarà basato su tamponi inaffidabili, potranno continuare a raccontarci che l’epidemia è in crescita.

«C’è un limite alla presa per il c**o? Avete capito o no che lo scopo è la distruzione della nostra economia così come la conosciamo oggi? Quali aziende, tra le poche che erano sopravvissute al primo lockdown, reggeranno al secondo? Nessuna».

La preoccupazione del medico ricade sulle partite IVA che inesorabilmente chiuderanno, una a una, creando una scia di disoccupati.

«Credete forse che questo possa avvenire senza traumi? Senza che qualcuno sfasci vetrine e auto della polizia? Siete illusi. Presto, nella totale bancarotta statale (già si stima per quest’anno un 50-70% di entrate fiscali in meno) finirete coinvolti anche voi, che tanto inneggiate a nuovi lockdown».

Luca Speciani ha definito le mascherine un simbolo di sottomissione e i vari divieti dei tentativi per impedire le proteste.

«Facciamo funzionare il cervello: cosa abbiamo da perdere? La soluzione è una sola: pacifica, serena, decisa. Rialziamo la testa e teniamo tutto aperto. Tutti. Tutti insieme. Un Dpcm è poco più di un atto amministrativo e non può imporre, nemmeno in stato di emergenza, di violare leggi dello stato o addirittura di comprimere i diritti costituzionali su cui si basa la nostra democrazia».

Luca Speciani: «La disobbedienza civile diventa un dovere»

Per il presidente di Ampas: «La disobbedienza civile diventa un dovere quando i governanti sono corrotti e perseguono obiettivi diversi da quelli della difesa della nostra costituzione e della nostra, pur fragile, democrazia».

Il medico ha tirato fuori un po’ di numeri e ha chiesto se per lo 0,05% di probabilità di morire incontrando la Covid valga la pena vivere con il coprifuoco, con l’iper controllo delle forze dell’ordine, con i bambini mascherati impossibilitati a relazionarsi.

«Come abbiamo potuto accettare tutto questo senza ribellarci? La soluzione è dietro l’angolo. Rialziamo la testa. Teniamo aperte le nostre attività. Verranno a sanzionarci e noi ci faremo multare. Tanto già sappiamo che le sanzioni verranno annullate. Ci minacceranno di farci chiudere. Ma se siamo tutti aperti, come faranno?»

Ha ribadito che ormai non abbiamo più niente da perdere e quindi possiamo «ribaltare questa surreale dittatura che sta sconvolgendo le nostre vite». Ha descritto un terribile scenario in cui tutti perderemo il lavoro, anche gli statali, e vivremo in attesa delle «elemosine di Conte» che si perdono nei meandri della farraginosa amministrazione statale.

«Chi ci darà da mangiare? Il nuovo governo unico mondiale, a cui però dovremo cedere tutti i nostri beni e tutte le nostre libertà costituzionali. Siamo ancora in tempo. Forse. Ma serve reagire subito. Ora. Riappropriamoci della nostra umanità, del nostro sorriso, dei nostri abbracci. È l’ora della disobbedienza civile. Riprendiamoci la nostra vita e il nostro lavoro, ora. Domani potrebbe essere davvero troppo tardi».

Denise Baldi Oltre.Tv 10 Novembre 2020

 

 

Appello del dottor Luca Speciani

 

Ce la stanno facendo, ormai. Manca poco. Hanno incominciato con la balla degli asintomatici infettivi, per continuare con il conteggio di migliaia di persone sane tra i “contagiati” grazie a tamponi farlocchi che non distinguono tra un’influenza normale e Covid19 (abbiamo in corso una denuncia in merito), e che considerano alla stessa stregua – grazie ad un numero di cicli di PCR elevato – chi abbia la malattia e chi abbia un solo innocuo viroma in corpo.

Dott. Luca Speciani

Cristiano Ronaldo, Edin Dzeko, Zlatan Ibrahimovic, Milan Skriniar positivi. Trentenni dal fisico imponente che continuano ad allenarsi da soli, con grande intensità. Ma che sono tecnicamente “contagiati”, che fanno crescere il numero di quelli che, secondo loro, presto intaseranno le terapie intensive.

Perché non ricordano che ogni anno (ma in alcuni di più) le terapie intensive erano al collasso nel momento influenzale di punta. E non ricordano che ogni anno molti anziani fragili o immunodepressi, obesi o sotto multiterapie farmacologiche non ce l’hanno fatta.

Ma allora non c’era da mandare a puttane l’economia di un paese per consegnarlo nelle mani del gruppo Bilderberg, e allora non gliene fregava niente a nessuno, e si girava sull’autobus pieno, con il vicino che ti tossiva sul collo.

Ma i decessi, alla fine erano sempre gli stessi. Hanno solo trasformato una parte dei 1800 morti giornalieri italiani in morti da Covid19. L’influenza ordinaria è scomparsa, del tutto. E se muori d’infarto o di cancro, puoi star sicuro che ti faranno diversi tamponi, anche post mortem, per dire che sei morto di Covid.

Qualunque persona sana di mente avrebbe dovuto ormai capire che, a partire dal divieto targato OMS (di Bill Gates) di fare le autopsie, fino al seppellimento delle poche intelligenti cure che funzionano (vedi plasmaferesi, eparina, idrossiclorochina) siamo davanti alla più grande presa per il culo dal dopoguerra ad oggi. Di fronte alla quale le storiche bugie sul colesterolo e sulla chemioterapia sembrano marachelle infantili.

Tutto questo ha uno scopo preciso: distruggere l’economia, uccidendone la sua forza trainante, l’impresa privata. L’unica, checché se la raccontino i tanti dipendenti statali grandi elettori delle forze al governo, a pagare le tasse che pagano il loro stipendio.

Ora hanno chiuso bar, ristoranti, centri estetici, palestre, discoteche, cinema, teatri, stadi, centri sportivi, piscine, negozi di qualunque genere purché non alimentari, aziende turistiche, professionisti e consulenti non medici, attività corsistiche e congressuali, musei. Ma i tabaccai aperti 24h/24. Un segnale chiaro sulle priorità di questo governo che vuol vedere i decessi crescere, non calare.

Ma veramente qualcuno crede alla favoletta dei “15 giorni di sacrificio, così poi facciamo Natale con tutto aperto”? C’è un limite alla presa per il culo?

Chiunque sa che il picco influenzale si ha tra fine dicembre e la metà di febbraio, dunque è evidente che, finché il conteggio dei “contagiati” si continuerà a fare con i tamponi che non distinguono tra influenza normale e COVID, potranno continuare a raccontarci che l’epidemia è in crescita. Per colpa dei runner e della movida estiva, ovviamente.

Avete capito o no che lo scopo è la distruzione della nostra economia così come la conosciamo oggi? Quali aziende, tra le poche che erano sopravvissute al primo lockdown, reggeranno al secondo? Nessuna.

Chi pagherà lo stipendio agli allegri statali che oggi lo ricevono ancora tutto intero? Chi credono che lo pagasse? Conte? Con le sue pelose elemosine che non arrivano mai? Se le partite IVA chiudono (e chiuderanno tutte) lasciando per strada milioni di disoccupati, credete forse che questo possa avvenire senza traumi? Senza che qualcuno sfasci vetrine e auto della polizia? Siete illusi. Se “il fuoco ha risparmiato le vostre 1100”, come cantava De André, non crediate di non essere coinvolti.

Presto, nella totale bancarotta statale (già si stima per quest’anno un 50-70% di entrate fiscali in meno) finirete coinvolti anche voi, che tanto inneggiate a nuovi lockdown, perché “con la salute non si scherza”.

Si può scherzare con i 500 morti al giorno cardiovascolari, con i 400 morti al giorno per tumore, ma non con quelli da influenza. Quelli no. Perché per prevenire i primi basterebbe controllare fumo, sedentarietà, obesità, pesticidi.

Per i secondi invece servono i lockdown. Funzionali al loro criminale progetto. Per impedirci di protestare hanno chiuso le scuole (da sempre laboratorio di protesta) dalla seconda media in su. Hanno vietato raduni, congressi, assembramenti di ogni genere e tipo.

Anche a casa, mai più di sei intorno al tavolo, e ben mascherati. Con la inutile mascherina, simbolo di evidente sottomissione, visibile a tutti.

E allora, amici, facciamo funzionare il cervello: che cosa abbiamo da perdere, ormai? La soluzione è una sola: pacifica, serena, decisa. Rialziamo la testa e teniamo tutto aperto. Tutti. Tutti insieme.

I deliranti Dpcm ormai settimanali del nostro misero governo, privo ormai di qualunque sostegno popolare, sono tutti, dal primo all’ultimo, illegali e incostituzionali.

Lo hanno stabilito giudici di ogni parte d’Italia, annullando le sanzioni comminate al tempo del primo lockdown. Perché un dpcm è poco più di un atto amministrativo e non può imporre, nemmeno in stato di emergenza, di violare leggi dello stato o addirittura di comprimere i diritti costituzionali su cui si basa la nostra democrazia.

La disobbedienza civile diventa un dovere quando i governanti sono corrotti e perseguono obiettivi diversi da quelli della difesa della nostra costituzione e della nostra, pur fragile, democrazia.

È questa l’Italia che volete, per non rischiare di essere tra quello 0,05% di persone che (magari curate con protocolli errati perché imposti da un’OMS che non vuole guariti, ma morti), una volta incontrato il virus, non gli sopravvivono?

Abbiamo davvero così paura di morire da pretendere, per ridurne il rischio, un’Italia permanentemente in coprifuoco, con i bambini mascherati e distanziati, le famiglie divise, le città chiuse, la polizia a controllarvi la busta della spesa?

Come abbiamo potuto accettare tutto questo senza ribellarci? Siamo tutti diventati rane bollite?

La soluzione c’è, ed è dietro l’angolo. Rialziamo la testa. Ora, subito. Teniamo aperte le nostre attività. Da subito. Con le normali cautele che il periodo richiede, ma teniamo aperto. Tutto.

Verranno a sanzionarci, e noi ci faremo multare. Tanto già sappiamo che le sanzioni verranno annullate. Ci minacceranno di farci chiudere. E come? Se siamo tutti aperti, come faranno?

A chi ci sanziona ricordiamo che sta agendo in forza di autorità e non in forza di legge, registrando nome, cognome e titolo di chi ci minaccia. Non è escluso che costui possa pagare di persona, con un salato risarcimento, la propria arroganza.

Solo rialzando la testa tutti insieme potremo ribaltare questa surreale dittatura che sta sconvolgendo le nostre vite. Cosa abbiamo da perdere ormai? Le nostre attività, i nostri lavori “non essenziali” (come li ha definiti qualche deficiente che non ha mai lavorato un solo giorno nella propria vita) stanno per chiudere. Tutti. Uno dopo l’altro.

I nostri dipendenti finiranno tutti in mezzo ad una strada. E noi con loro, poco prima o poco dopo. Con che soldi mangeranno? Con le elemosine di Conte che poi, dopo le roboanti promesse televisive, si perdono nei meandri della farraginosa amministrazione statale? Alla fine, in bancarotta per un introito tasse pari a zero, non riceveranno più alcuno stipendio neppure gli statali, oggi tanto sereni.

Chi ci darà da mangiare? Il nuovo governo unico mondiale, a cui però dovremo cedere tutti i nostri beni e tutte le nostre libertà costituzionali.

Siamo ancora in tempo. Forse. Ma serve reagire subito. Ora. Chi aveva sperato che con la scomparsa estiva del virus si sarebbe tornati alla normalità ha commesso un grave errore di valutazione.

È ora di alzare la testa e di essere uomini, nel senso più pieno della parola. Riappropriamoci della nostra umanità, del nostro sorriso, dei nostri abbracci. E delle nostre vite, del nostro reddito, del nostro lavoro.

Se non facciamo nulla, la strada è ormai tracciata e perderemo tutto. Che cosa abbiamo dunque da perdere? È l’ora della disobbedienza civile.

Teniamo tutto aperto. Lavoriamo come abbiamo fatto ogni giorno della nostra vita. Se siamo in tanti, non potranno fare nulla, se non prendere atto che il loro piano criminale è fallito.

Riprendiamoci la nostra vita e il nostro lavoro, ora. Domani potrebbe essere davvero troppo tardi.

In https://www.medicinadisegnale.it/?p=1264 8/11/2020


 

Già, come abbiamo potuto accettare tutto questo? Che vita è vivere di paura? Una vita degna del covidiota! Svegliarsi in questo mare di paura indotta, di manipolazione di dati, di bombardamento mediatico e di oppressione è un DOVERE MORALE. Ne siamo capaci? L’importante, intanto, è che la mascherina non la si metta sul cervello... (GLR)

 

 

ANNO I DEL REGIME SANITARIO

 

 

“Se la legalità è l’essenza del governo non tirannico e l’illegalità quella della tirannide, il terrore è l’essenza del potere totalitario.”

Hannah Arendt (1906- 1975), politologa, filosofa e storica tedesca

 

 

V’invitiamo ancora a navigare sul nostro sito e sui siti liberi e non allineati al racconto governativo per poter “ascoltare” la voce di chi si oppone a ciò che sta accadendo e formarsi una propria opinione più informata. In particolare v’invitiamo a leggere:

Pericolo tamponi (1): Una dittatura basata sui tamponi

Medici e scienziati non allineati al regime sanitario (5). "Torniamo ad essere medici..."

La rana bollita

735 medici ci avvisano...

La lettera dei medici belgi contro l'OMS

Terrore sanitario (17). L'allarme di psicologi e psichiatri

Terrore sanitario (40). Mascherina: un'idiozia dittatoriale!

Considerazioni al tempo del regime sanitario (15). Tanti morti per farci morire.

 


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