Il progetto di regime sanitario per condurre verso la dittatura digitale e una società del controllo non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. Il progetto di una “nuova normalità” all’interno di futuri “stati terapeutici” non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo. E in questi progetti il ruolo dei media per propagandare il pensiero unico sul virus e la conseguente paura permanente è fondamentale.  Ma c’è (e ci deve essere) “chi resiste” e non si adegua! (GLR)

 

Briatore ricoverato per prostatite e le altre fake news dei media delle ultime settimane

Dopo una giornata di insinuazioni, articoli pubblicati sui maggiori media italiani e poi ripresi a cascata da tutti gli altri – fino al New York Times –, insulti e dibattiti, si scopre che Flavio Briatore è ricoverato al San Raffaele per una prostatite.

«Ho solo una prostatite forte», ha confermato a Candida Morvillo del Corriere della sera, spiegando che è arrivato in ospedale la sera di domenica 23 agosto. Il San Raffaele nel pomeriggio di oggi ha annunciato che il tampone ha dato esito positivo e che l’imprenditore piemontese è stato isolato. Non è stato però quello il motivo del ricovero, come insinuato dai media. Che ora gongolano perché vedono esaudirsi le loro profezie.

Proprio i media di massa ieri hanno diffuso notizie sfacciatamente false dichiarando che Briatore era stato ricoverato in “condizioni serie” per Covid, poi che le sue condizioni erano “stabili“. Hanno fatto credere che fosse in rianimazione e grave per polmonite quando raggiunto telefonicamente dalla Morvillo ha mostrato di stare bene e di essere stato ricoverato per altri motivi.

Poi dall’Espresso era partita la versione per cui avendo pagato Briatore aveva avuto accesso a un reparto non Covid in maniera quindi privilegiata. Pertanto tutti a catena a riprendere e distorcere la notizia, come nel telefono senza fili! Infine la smentita e la versione corretta della storia: infiammazione alla prostata.

Era stata già ieri sera Daniela Santanché, amica dell’imprenditore, intervenendo a In Onda su La7, a dichiarare che Briatore era stato ricoverato per una recidiva di prostatite: «Positivo al coronavirus? Chi lo dice? In questo preciso momento posso affermare che è stato ricoverato per infezione alla prostata recidiva, l’ha avuta 3 mesi e 6 mesi fa. Io ad oggi non ho nessuna evidenza sull’esito del tampone e sono una delle sue migliori amiche. In condizioni serie? Una fake news».

Per i colleghi del Fatto quotidiano, peraltro, la Santanché avrebbe vaneggiato, mettendo in discussione la versione “ufficiale” dei media mainstream… e sulla prima pagina del quotidiano di oggi va in scena lo sfottò contro i cosidetti negazionisti: “Quelli che il Covid NON ESISTEVA“

Premesso che non è mia intenzione difendere Briatore o esprimere simpatia nei suoi confronti, qua si tratta di essere obiettivi e analizzare lo stato dell’informazione nel nostro Paese.

Evidente il motivo della propaganda sporca che è andata in scena ieri: ridicolizzare l’imprenditore che ha criticato duramente le misure prese dal governo contro il contagio, far sembrare che fosse stato “punito dal karma” e che si fosse ammalato. Dall’altro continuare la narrazione catastrofistica che sta andando in scena in queste settimane per demonizzare i giovani e mantenere alto il clima di paura.

Già, perché in queste settimane i professionisti dell’informazione hanno diffuso una sequela di notizie false, senza prendersi la briga di controllarle. Nessuna verifica, come nel caso appunto di Briatore. Vediamo alcuni casi eclatanti.

Il falso allarme di Lopalco

Pierluigi Lopalco, l’epidemiologo capo della task force in Puglia, candidato alle Regionali, il 14 agosto 2020 in un’intervista all’Ansa aveva lanciato l’allarme riguardo al ricovero di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni in “condizioni severe”: «Hanno delle polmoniti provocate dal Covid-19 e per questo è stato necessario il ricovero».

I dati ufficiali, però, mostravano altro: nel Bollettino Epidemiologico Regionale, fornito ogni giorno dalla Regione Puglia, si trovavano infatti solo due ospedalizzazioni: quella di una donna 63enne ricoverata nell’unità di Malattie Infettive di Bisceglie l’11 agosto e quella di un uomo 83enne ricoverato in Rianimazione al Policlinico di Bari il 12 agosto. Nessuna traccia, insomma, dei cinque ragazzi in “condizioni severe”.

Le altre fake news sul ricovero di giovani dopo le folli notti in discoteca

Negli stessi giorni è stata diffusa la notizia che una ragazza rientrata a Palermo da Malta avesse contratto il coronavirus e fosse stata ricoverata in terapia intensiva. La direzione sanitaria competente dell’ospedale Cervello, raggiunta telefonicamente dai senatori Lello Ciampolillo e Carlo Martelli, ha invece smentito la notizia, dichiarando che «la terapia intensiva del reparto Covid è vuota».

Stessa dinamica per la notizia diffusa ad agosto relativa al ricovero in terapia intensiva di una ventenne romana dopo essere stata per una settimana in Sardegna e aver frequentato con le amiche alcuni famosi locali di Porto Cervo come il Billionaire, il Just Cavalli club, la discoteca The Temple e il Canteen di Poltu Quatu.

I quotidiani, come nei casi precedenti, hanno condiviso la notizia sottolineando l’emergenza contagi tra i giovani che, dopo le “folli notti in discoteca”, sarebbero rientrati a casa infetti alla fine delle vacanze con l’evidente intento di trattare i ragazzi come “irresponsabili” e “criminali”, facendone l’ennesimo capro espiatorio.

Lo Spallanzani ha dovuto diffondere un comunicato per «smentire categoricamente qualunque falsa notizia relativa alla presenza di una “ventenne romana” in terapia intensiva».

Un’altra fake news riguarda la notizia del ricovero a Padova in terapia intensiva di una bambina di soli 5 anni, positiva al Covid. Dopo aver terrorizzato l’opinione pubblica sdoganando l’idea che si sia abbassata l’età dei contagi portando proprio questo caso a esempio, il governatore veneto Luca Zaia è intervenuto per chiarire che «la patologia che l’ha portata all’interno del reparto di terapia intensiva non è il coronavirus bensì tutt’altro», parlando di una “malattia rara” di cui sarebbe affetta la piccola.

Il problema è che, come nei casi precedenti appena elencati, anche questa notizia falsa non è stata smentita dai media di massa, se non da pochissimi che hanno riportato le parole di Zaia, preferendo pertanto continuare a terrorizzare le persone.

Da quando le indiscrezioni e i pettegolezzi sono diventati notizie e si diffondono bufale, storie inventate senza verificarle? Da quando la propaganda è ormai indistinguibile dall’informazione?

Il paradosso è che sull’ondata dell’emergenza sanitaria si è avuto il pretesto per oscurare quei contenuti sul web che non si allineano alla narrativa mainstream e si sono battezzate task force ed è stata approvata la Commissione parlamentare sulle fake news. Queste misure repressive evidentemente non si applicano a tutti: gli esperti dell’informazione ne sono immuni.

Siamo cioè di fronte a un bipensiero, tanto ipocrita quanto schizoide, che riecheggia il motto dei maiali ne La fattoria degli animali di Orwell: Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

Anche in questo caso, alcuni membri della comunità sarebbero “più uguali degli altri”: a loro sarebbe permesso manipolare l’opinione pubblica e, in particolare, coloro che sono considerati “semplici spettatori”, ossia quel gregge che va orientato nelle proprie scelte in modo che non si svegli e, soprattutto, non esprima il proprio pensiero in modo libero e critico.

Postilla finale

Mostrare che l’informazione diffusa dai media di massa è sempre più superficiale, non verificata, se non addirittura falsa e indistinguibile dalla propaganda non significa difendere il tal soggetto (tipo Briatore) o un altro (Kim (il presidente della Corea del Nord, n.d.r.) lo danno per morto o in coma ogni tre settimane). Né significa diventare negazionisti o essere cospirazionisti.

Significa auspicare che cessino la strumentalizzazione e la disinformazione costante con cui si continuano a terrorizzare le masse, manipolare ed eterodirigere il consenso.

Le reazioni sguaiate, esagerate, di pancia di questi mesi sono la conseguenza del clima di psicosi che si è volutamente indotto nell’opinione pubblica, facendo inoltre ricorso al Divide et Impera e mettendoci gli uni contro gli altri.

Perché la paura è una delle tecniche auree per disorientare e manipolare le masse e tenerci perennemente divisi a combattere tra noi fa solo il gioco del potere.

In particolare è da biasimare il bipensiero per cui sarebbe lecito creare task force contro le fake news volte a censurare l’informazione indipendente e il web, quando queste vengono diffuse anche e costantemente dai media di massa.

Enrica Perucchietti    in https://enricaperucchietti.blog 28/8/2020


 

Non c’è più per il Covid… Ma era in coma dal 2017! Ecco come funziona la narrazione

Diego Fusaro, filosofo

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=cM6QmIvkrN4

 

ANNO I DEL REGIME SANITARIO

 


“Demagogo. Uno che predica dottrine che sa false a gente che sa cretina.”

Henry Louis Mencken (1880- 1956), giornalista e saggista statunitense

 

 

 

Articoli che vi raccomandiamo di leggere per approfondire:

Clikka sotto al “tag” terrore sanitario

Clikka sotto al “tag” stato terapeutico

Terrore sanitario (33). Terrorismo mediatico dovunque

Terrore sanitario (32). La tragedia della nuova “normalità”.

Dittatura digitale (6). La nuova inquisizione.

Onu, rischio catastrofe diritti umani

 



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