“La proposta di prorogare per tutto l’anno lo stato d’emergenza è per molti versi discutibile. Lo è sia con riguardo alle attuali circostanze epidemiche, che non paiono esigere questa misura; sia per il significato simbolico che assume, dato che, socialmente, trasmette insicurezza e allarme ai cittadini, mentre politicamente sembra servire a sorreggere e rafforzare un governo sempre più sfilacciato.”

Carlo Galli in  Terrore sanitario (25). Emergenza infinita? (2)

 

Ma cos’hanno da nascondere?

Dunque non è bastato al Governo Giuseppe Conte-Rocco Casalino godere di una condizione irripetibile, con gran parte dell’informazione schierata compatta sulla sua linea del terrore a oltranza e con un’opposizione ancora piuttosto timida perché preoccupata di non farsi appioppare il marchio infame del negazionismo.

Nei riguardi della sentenza del Tar del Lazio, la quale aveva imposto di rendere pubblici gli atti del Comitato tecnico-scientifico che hanno determinato il lockdown più rigido d’Occidente, i geni che occupano la stanza dei bottoni si sono appellati immediatamente al Consiglio di Stato, ottenendo di mantenerne il segreto almeno fino al 10 settembre. Poi si vedrà.

Ora, da semplice cittadino ancora indignato e traumatizzato da una ferita democratica che sarà ben difficile guarire, soprattutto se gli uomini che gestiscono il potere a tutti i livelli proseguiranno su l’attuale strada liberticida, mi pongo una semplice domanda: ma questa gente cos’ha da nascondere?

Se è vero che la maggioranza del popolo italiano manifesta un incondizionato apprezzamento per il modo con cui l’Esecutivo giallorosso ha affrontato la pandemia, tenendoci chiusi in casa per due mesi e tempestandoci con milioni di multe solo se provavamo a mettere il naso fuori della porta (sebbene molti autorevoli studiosi ci dicono che i testi sacri dell’epidemiologia prescriverebbero esattamente il contrario, ossia stare all’aria aperta il più possibile), perché non renderli partecipi degli infallibili presupposti sulla base dei quali Giuseppe Conte, Rocco Casalino, Roberto Speranza, Nicola Zingaretti, Francesco Boccia e compagnia cantante hanno compresso oltre ogni immaginazione le nostre principali libertà costituzionali?

Che razza di democrazia è mai questa se dopo una lunghissima sospensione delle loro garanzie, peraltro comunicate di quando in quando in dirette televisive come se stessimo in un colossale reality show, agli italiani non vengono ancora spiegate con chiarezza le relative ragioni?

In questo senso il Governo, sostenuto da un Comitato di scienziati-stregoni che è stato in grado persino di ribaltare in 24 ore un protocollo con cui i treni avrebbero viaggiato in sicurezza occupando tutti i posti disponibili, costringendo il ministro della Sanità ad emanare una ordinanza che dimezza di nuovo i passeggeri, sta sostanzialmente fondando la sua azione su una sorta di dogma della religione del terrore.

Da questo punto vista il medesimo dogma, in quanto principio che si accoglie per vero e per giusto senza un esame critico o discussione, non è assolutamente compatibile coi sistemi evoluti fondati sulla trasparenza e la libera informazione, risultando assolutamente confacente con i metodi di chi continua a sfruttare una epidemia clinicamente morta da tempo per i propri personalissimi scopi. Scopi che nulla hanno a che vedere con la salute a la sicurezza dei cittadini.

Tant’è che, proprio a dimostrazione di quest’ultimo assunto, mi sembra interessante citare, allegandolo, un accurato lavoro del mio amico Silvano Silvi, tecnico che opera nel campo della sicurezza del lavoro, in cui egli dimostra, numeri alla mano, che in questi ultimi mesi la mortalità, al netto del Covid-19, è comunque ben più alta rispetto alla media degli ultimi anni.

Ciò tenderebbe a farci concludere che, proprio perché si stanno concentrando eccessive risorse in una guerra virale nei confronti di un nemico praticamente debellato, si trascurano tutte le altre patologie gravi, con esiti catastrofici per molti soggetti che ne soffrono.

E tutto questo i signori che credono di aver vinto la lotteria politica e professionale del Coronavirus non sono finora riusciti a nascondercelo. I numeri, come i fatti, hanno sempre e comunque la testa dura.

Claudio Romiti     L’Opinione   3/8/2020

 

 

Perché il governo vuole tenere segreti i documenti degli esperti sulla pandemia?

«Possiamo chiamare “biosicurezza” il dispositivo di governo che risulta dalla congiunzione fra nuova religione della salute e il potere statale con il suo stato di eccezione. Esso è probabilmente il più efficace fra quanto la storia dell’Occidente abbia finora conosciuto.

L’esperienza ha mostrato infatti che una volta che in questione sia una minaccia alla salute gli uomini siano disposti ad accettare limitazioni della libertà che non si erano mai sognati di poter tollerare, né durante le due guerre mondiali né sotto le dittature totalitarie».

Scrive così il filosofo romano Giorgio Agamben nel suo ultimo libro A che punto siamo? L’epidemia come politic(Quodlibet), opera che racchiude gli illuminanti testi scritti durante i mesi dello stato di eccezione per l’emergenza sanitaria.

Perché mantenere il segreto sui verbali degli esperti?

Lo stato di eccezione come ben sappiamo è stato finora prorogato al 15 ottobre. Intanto Repubblica dà notizia del fatto che il presidente del Consiglio vorrebbe tenere secretati i documenti del Cts alla base dei Dpcm emanati durante il lockdown di marzo e aprile.

Il governo ha infatti fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di rendere pubblici i verbali secretati del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile. Perché questa decisione? Cosa deve essere tenuto segreto alla popolazione?

Perché i cittadini devono essere trattati come soggetti minorenni da manipolare ed eterodirigere come se fossero incapaci di intendere e di volere?

“Una situazione tanto assurda quanto grave che potrebbe portare gli italiani nuovamente in una condizione di lockdown. Ma non è finita qui: il premier vorrebbe mantenere segreti i verbali sulle attività del Comitato tecnico-scientifico prodotti in questi mesi di emergenza Covid-19. L’ipotesi di una segretezza imposta da “ragione di ordine pubblico” fa immaginare quanto possa essere poco pulita la coscienza di chi ha preso determinate decisioni”, scrive Luca Sablone dalle colonne de Il Giornale a cui rimando per approfondimenti

In nome della biosicurezza

I poteri dominanti sembrano aver deciso di sfruttare come un pretesto la pandemia per stringere le maglie del controllo sociale e traghettarci, mansueti disorientati e spaventati, verso una dittatura sanitaria, abbandonando i paradigmi della democrazia per sostituirli con nuovi provvedimenti e dispositivi governativi  basati sulla “biosicurezza” (parafrasando Agamben).

La paura (inoculata quotidiana dai media mainstream, dai loro bollettini dei morti e dalla loro criminologia sanitaria) e la minaccia della salute, infatti, hanno indotto nell’opinione pubblica l’idea che si debba per forza scegliere tra salute e libertà per poter tornare a sentirsi “sicuri”.

Si è convinta la popolazione della necessità di cedere libertà, privacy, diritti fondamentali e acconsentire mansuetamente, mostrando una cieca e passiva obbedienza nei confronti dell’autorità. Pena il discredito sociale, le shitstorm (tempesta di escrementi, n.d.r.)in stile mafioso, la colpevolizzazione, il ricorso alle fallacie, persino… i TSO!

Il potere, che non si indentifica con la politica ma semmai la sfrutta e la dirige da dietro le quinte, approfitta dei momenti di crisi per orientare l’opinione pubblica in modo sempre più sofisticato, imponendo inoltre un principio di autorità: in un orizzonte in cui tutto rischia di confondersi e sparire sotto il peso delle immagini, in cui tutto diventa “relativo” e virtuale, per capire che cosa sia vero e cosa falso è necessario fare riferimento a un’autorità esterna per avere rassicurazioni e sapere come orientare le proprie scelte.

Da qua la nascita e moltiplicazione di task force per arrivare all’approvazione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle fake news. Perché la dottrina dello shock riesce a ottenere su vasta scala ciò che la tortura ottiene su una singola persona in una cella per interrogatori.

L’esempio più chiaro è stato lo shock dell’11 Settembre, che, per milioni di persone ha generato una forma di paralisi psicologica, spingendole ad accettare misure di restrizione della privacy e della libertà che fino al giorno prima sarebbero state impensabili.

Nell’attuale società se non si usa la tortura fisica vera e propria, si instilla nell’opinione pubblica la percezione di una minaccia costante, in modo da tenere la popolazione sotto shock in maniera più sottile e permanente ma altrettanto efficace e ottenere il consenso su provvedimenti che sarebbero stati altrimenti impensabili in un ordinario stato delle cose.

Siamo di fronte a quanto descritto da Agamben, ossia la creazione di uno “stato di paura” che può degenerare in una dittatura sanitaria.

Enrica Perucchietti in https://enricaperucchietti.blog 1/8/2020

 

 

Francesco Amodeo, giornalista: DEVONO AVERE IL CORAGGIO DI DIRLO: CONTE STA AGENDO PEGGIO DEL “DITTATORE” ORBÁN

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=srcjoBojMR4&feature=emb_rel_pause

3/8/2020

 

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“L’arma migliore di una dittatura è la segretezza, l’arma migliore di una democrazia è la trasparenza.”

Edward Teller (1908- 2003), fisico nucleare ungherese

 

 



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Bannon dietro le quinte


 

 


 


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