Niente è cambiato: si fa credere di essere minacciati da un’altra “razza”

Valentina Pisanty, docente e semiologa, ha scelto in questo suo ultimo libro (Educare all’Odio, La difesa della razza 1938-1943, La Biblioteca di Repubblica – L’Espresso) di fare tesoro dell’insegnamento di Umberto Eco, suo maestro.

Nel suo Fascismo Eterno (Nave di Teseo), Eco aveva offerto la versione più chiara e più drammatica del come nasce il comportamento persecutorio detto “fascismo”. È un lavoro lungo e paziente in cui diligentemente si accumulano tutte le perversioni di persona contro persona, gruppo contro gruppo, forte contro debole, inventando, elaborando e accreditando l’idea che esista una razza pura e che la tua sia la tua, contro cui grava una minaccia.

Valentina Pisanty ha dimostrato subito, con il suo primo testo importante, La fastidiosa questione delle camere a gas, il senso del discorso di Eco: l’odio si fabbrica.

La realtà c’entra poco e anzi disturba. Non è certo dalla realtà che gli attuali predicatori di odio (mi riferisco non al nazismo, ma alla sua nuova incarnazione, il sovranismo) traggono la sequenza secondo cui i migranti vengono forzati ad abbandonare comodi villaggi, ad affollare i barconi e a fingersi profughi di guerre che non ci sono per vivere poi a carico di bravi popoli che lavorano.

Se sfogliate lo studio della Pisanty sulla difesa della razza, vi accorgete che non c’è differenza fra la qualità dell’imbroglio e la totale falsità degli argomenti di allora (gli ebrei) e di adesso (i profughi).

Allora c’era un complotto ebreo contro le razze pure per dominare il mondo. Adesso un immenso business trasporta i “negri” a cura di personaggi come il miliardario ebreo Soros, creando un portentoso giro d’affari e facendoci invadere da una razza estranea e inferiore (“oranghi”, dice un capo leghista) che sradica i nostri valori e, a seconda delle leggende, sarà la nuova razza padrona o la merce schiava che estirpa il sano e copioso lavoro italiano E tutto ciò, naturalmente, per dominare il mondo.

Leggete il lavoro accurato ma anche in molte parti incredibile della Pisanty e capite perchè Fontana, ministro della Famiglia (Lega) vuole abolire la Legge Mancino che vieta manifestazioni di razzismo. E il ministro dell’Interno non vuole che si interrompa il bello di una partita solo perchè i giocatori “negri” sono insultati per tutto il tempo da cori di odio.

La scuola dell’odio ha ripreso a dare i suoi frutti. Prima lezione: buttar via le coperte di un senza casa che muore di freddo. Quanto ai “negri”, cosa importa se restano a lungo nel mare d’inverno. Valentina Pisanty parla del 1939. Ma spiega perchè.

Furio Colombo       Il Fatto  14 gennaio 2019

 

Vedi:  Come il governo ricorda la Shoah

Il cambiamento porta molte pene

L’educazione civica all’odio

Se il fascismo rischia di tornare


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