Il 25 aprile del 1992 muore in un grave incidente stradale presso Cesena ERNESTO BALDUCCI (69 anni) presbitero, scrittore e teologo.

Quando morì padre Balducci stava tornando da un’ennesima conferenza, incentrata sul tema della Liberazione e svolta a San Giovanni in Persiceto ( Bologna), verso la Badia Fiesolana (Firenze) dove viveva con i suoi confratelli Scolopi.

Balducci fu una delle personalità di maggior spicco nella cultura del mondo cattolico italiano nel periodo che accompagnò e seguì il Concilio Vaticano II. Fu legato a figure come GIORGIO LA PIRA, LORENZO MILANI, MARIO GOZZINI, DAVIDE MARIA TUROLDO, PRIMO MAZZOLARI e a tanti altri del mondo dei cattolici democratici e di sinistra, intrecciando anche forti legami con numerose personalità del mondo laico come LELIO BASSO, Ernest Bloch, Roger Garaudy. Fu un protagonista assoluto della vividezza culturale e religiosa della Firenze tra gli anni cinquanta e novanta.

Balducci era originario di Santa Fiora (Grosseto), un paese di minatori sul Monte Amiata, e questo fatto sarà sempre considerato da lui l’ispirazione basilare per la sua formazione umana civile e religiosa in una chiave politica attenta alle istanze di giustizia dei più poveri: dai minatori dell’Amiata agli emarginati delle città e del Terzo Mondo.

Entrò da ragazzo nell’ordine religioso degli Scolopi e divenne sacerdote nel 1944 impegnandosi da subito, nella città di Firenze devastata dalla guerra, nell’organizzare scuole per i ragazzi delle famiglie senza casa. Entrò in rapporto con La Pira e nei primi anni 50 fondò il “Cenacolo“, un’associazione che univa l’assistenza di tipo caritativo a una forte attenzione ai problemi politici e sociali nonché ai temi teologici e spirituali. L’attività del Cenacolo fu al centro delle iniziative sulla pace promosse da Giorgio la Pira  a livello internazionale.

Nel 1958 fondò la rivista Testimonianze per riflettere su una fede cristiana e su una vita basata sul testimoniare attraverso le opere e l’impegno politico e sociale. La Curia diocesana di Firenze si pose ostilmente contro di lui  a causa soprattutto dell’opposizione di Pio XII verso le istanze innovative che nascevano nella Chiesa e questo gli valse l’allontanamento da Firenze e l’”esilio” a Frascati e poi a Roma dove seguì l’opera di Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II, del quale fu un attento sostenitore, impegnandosi nello studio e nella divulgazione del dibattito conciliare perchè tutti ne fossero a conoscenza.

Nel 1965 Paolo VI permise che Balducci potesse riavvicinarsi a Firenze e alla sua amata Badia Fiesolana e dai primi anni 70 egli diede inizio ad uno straordinario dialogo con il mondo legato al PCI  in nome dell’abbattimento di molte frontiere culturali e politiche. La sua delusione per quel che riteneva un mancato rinnovamento ecclesiale e religioso lo portò a un sempre più marcato distacco dai temi della riforma ecclesiale. Rimproverava alla Chiesa di essere rimasta troppo ancorata a una prospettiva ecclesiocentrica nonostante i dettami del Concilio.

Balducci e La Pira

Negli anni 80 fu un leader a livello nazionale ed europeo delle campagne per il disarmo nel pieno della Guerra Fredda e attraverso la rivista Testimonianze promosse molti convegni incentrati sul problema della pace e delle varie forme d’ingiustizia sociale e politica. Anche per questo fondò nel 1986  la casa editrice Edizione Cultura della Pace (ECP).

La sua riflessione divenne più vasta e ricca di articolazioni tesa a dare forti basi culturali a un nuovo “umanesimo planetario” e tutte le collane delle ECP  andavano in questa direzione. La cultura della pace divenne sempre più il paradigma per interpretare globalmente la realtà contemporanea e attraverso i suoi scritti ed un’instancabile attività di conferenziere, che lo portava per tutta l’Italia ed anche in Europa, propose sempre più i grandi “temi planetari” dei diritti umani e del rispetto dell’ambiente della cooperazione della solidarietà e della pace in una comunione culturale tra credenti cristiani e credenti in altro per superare ogni frontiera. Questo lo portò a denunciare l’eurocentrismo e fu tra i primi a cercare un ricco dialogo con l’Islam che interpretava come il “nesso vitale” tra l’Europa medievale con la cultura greca antica.

Il suo sogno, che espresse nella definizione “l’uomo planetario”, era quanto di più lontano dalla globalizzazione economica che distrugge l’uomo stesso e auspicava che le minacce alla sopravvivenza dell’umanità unificassero il destino di tutti nel rispetto assoluto della dignità umana e del non asservimento dell’uomo alle logiche di mercato. Balducci fu un Resistente del pensiero, della cultura dell’umanizzazione e della pace in un mondo odierno sempre più arido e conflittuale.

I resti di padre Balducci riposano nel cimitero di Santa Fiora. Così scrisse:

“La verità non la conosciamo che di riflesso, non soltanto la verità che ci supera, quella di cui parlano i filosofi, ma la verità che ci attende, che ci interpella nell’uomo che incontriamo, nel disgraziato che è ai margini della nostra strada.”

” La speranza è ciò che tu sei disposto a fare”

 

Vedi:  Pensiero Urgente n°114)

Due preti, vent'anni dopo...


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