Il Governo Parri

Il 24 novembre 1945 a Roma venne proditoriamente messo in crisi il  GOVERNO presieduto da FERRUCCIO PARRI (1890- 1981): l’unico governo italiano ispirato dalla Resistenza, fondato sul CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale) e con un Partigiano alla guida. Il Governo continuerà con attività provvisorie fino al 10 dicembre 1945.

Il Governo Parri era composto da una coalizione politica che comprendeva i partiti del CLN: Partito d’Azione, Partito Comunista italiano, Democrazia Cristiana, Partito Socialista italiano di unità proletaria, Democrazia del Lavoro, Partito Liberale italiano. Il Governo, inaugurato il 21 giugno del 1945, durò 157 giorni.

Il programma del Governo Parri era basato sulla difesa della sovranità dello Stato Italiano ( non sovranismo), su una pedagogia popolare repubblicana morale e civile, su un antifascismo radicale fondato sui valori e sulla Memoria della Resistenza e dei suoi Caduti, su un progetto di profonda giustizia sociale, su una forte laicità dello Stato, su un profondo lavoro per preparare la Costituzione, su una decisa lotta alla partitocrazia e su una netta equidistanza tra USA e URSS che si preparavano ad inaugurare la stagione della “Guerra Fredda”. Il progetto del Governo proponeva di risanare l’economia frenando l’inflazione galoppante; di avviare la ricostruzione materiale del Paese; di avviare la ricostruzione morale.

Il Partito d’Azione, con la sua profonda carica morale di tradizione mazziniana proveniente da Giustizia e Libertà dei FRATELLI ROSSELLI e il carisma guadagnato sul campo nella Resistenza, era l’anima di questo Governo insieme al Partito Socialista. Lo stesso Parri era stato tra i fondatori e segretario del Partito d’Azione.

Ma la Democrazia Cristiana con il Partito Liberale cominciarono a cedere alle pressioni degli Alleati (attraverso il ricatto degli aiuti all’Italia distrutta dalla guerra mediante vari piani di ricostruzione, come il piano Marshall che verrà varato nel 1947): essi  non consideravano affidabile un governo guidato secondo gli ideali della Resistenza e che reclamava la sovranità italiana insieme ad una profonda educazione morale e civile del popolo.

Membri stessi del governo, liberali e democristiani ( con il tentennamento degli altri), cominciarono una serrata critica all’azione di Parri fin dall’inizio di agosto del 1945 per arrivare alle dimissioni del governo il 24 novembre del 1945. Ciò che successe quindi fu veramente un “golpe bianco”.

Manifesto di sostegno del Governo Parri

La caduta del Governo Parri segnò l’inizio di una crisi dei valori resistenziali ( a parte dichiarazioni più o meno retoriche) e il principio di un lento oblio della Resistenza stessa (almeno fino agli inizi degli anni 60) a cui cercarono di opporsi, con estrema difficoltà, figure di politici e intellettuali di grandissimo spessore, azionisti e non (un nome per tutti: PIERO CALAMANDREI (1889- 1956)).

La caduta del Governo Parri provocherà nel 1947 anche lo scioglimento del Partito d’Azione ( il Partito della Resistenza per eccellenza), certamente con grande soddisfazione degli Alleati e dell’Unione Sovietica che temevano la sua intransigenza morale e politica. Al governo Parri seguiranno otto governi ( fino al 1953) guidati dal più affidabile democristiano Alcide De Gasperi (1881- 1954).

Il “golpe bianco” del 24 novembre provocò gravi effetti nel tessuto civile e morale italiano, anche con un lento indebolimento dell’antifascismo e una decisa perdita della sovranità dello Stato: ancora oggi  l’Italia ne paga le conseguenze.

Il 24 novembre è una giornata della vergogna perché si cominciò a relativizzare l’immenso e grandioso sacrificio di uomini e donne che, attraverso la Resistenza, avevano offerto la loro vita per la libertà (vera) dell’Italia e perchè venne meno definitivamente l’ideale di un’educazione morale e civile permanente del popolo.

Ferruccio Parri, nel radiomessaggio di presentazione del nuovo governo (23 giugno 1945), aveva pronunciato queste parole:

“Voi papà e mamme d’Italia, alle prese con lo spinosissimo problema giornaliero del pranzo e della cena, voi vedete in prima linea le necessità materiali. Lasciate che io metta in prima linea il lato morale […] è la premessa di tutto, la premessa di ogni risurrezione. Abbiamo bisogno di una lunga e tenace opera di educazione civile che ci liberi da un triste passato e da antiche eredità, che dia agli italiani il senso della serietà morale…”

 

 

vedi: La caduta del governo Parri

Il governo della Resistenza: IL GOVERNO PARRI

L'uomo della Resistenza: FERRUCCIO PARRI

La Costituzione figlia delle bande partigiane

L' anima della Resistenza

Un uomo "meridiano": CARLO LEVI


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