Il 10 settembre del 1943 verso le 14 viene ucciso all’inizio di viale Giotto (Roma) combattendo per la difesa di Roma RAFFAELE PERSICHETTI (28 anni) insegnante, Partigiano e Azionista.

Persichetti era figlio di un famoso chirurgo romano, studiò al Liceo “Visconti” a Roma ma ottenne la licenza liceale da privatista al liceo “Mamiani”. Si laureò in lettere e, dopo la laurea, divenne ufficiale di complemento nel 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” e poi  professore di storia dell’arte, prima all’Istituto “De Merode” e poi al Liceo “Visconti”, facendosi apprezzare per le sue doti d’intellettuale e di democratico.

Nel solaio soffitta del Liceo Persichetti aveva organizzato un deposito di volantini antifascisti e nell’aula di scienze sottostante organizzava riunioni. Nella primavera del 1940, quando una squadraccia di fascisti irruppe al “Visconti” per costringere studenti e insegnanti a partecipare ad una manifestazione a favore della guerra, Persichetti accorse in difesa di un collega sacerdote malmenato e fu a sua volta duramente colpito al capo a bastonate.

Pochi mesi dopo, richiamato alle armi, fu inviato prima sul Fronte occidentale e poi su quello greco-albanese, come tenente dei “Granatieri di Sardegna” ma fu messo in congedo definitivo per una ferita.

Nel 1942, Raffaele Persichetti aderì al Partito d’Azione.

Dopo la fuga del re Vittorio Emanuele III l’ 8 settembre 1943 da Roma Persichetti, insieme a PILO ALBERTELLI (1907- 1944), fu tra gli appartenenti al Partito d’Azione che si riunirono alle prime ore del 9 settembre 1943.

Durante l’incontro, i presenti furono informati, da una telefonata proveniente dall’ospedale Cesare Battisti (oggi ospedale Forlanini), dei combattimenti in corso tra i tedeschi e i militari italiani al ponte della Magliana, visibili dalla terrazza dell’ospedale. I convitati decisero immediatamente di agire pur essendo senz’armi.

Persichetti (in abiti civili a destra) a Porta San Paolo poche ore prima di essere ucciso

Nel corso dei primi scontri avvenuti in Porta San Paolo, il 10 settembre, Persichetti si trovava nella sua abitazione di Corso Rinascimento. Da lì si recò con il tram n.8 insieme all’amico scrittore Vasco Pratolini, sul luogo del combattimento: in abiti civili e sommariamente armato giunse sulla linea del fuoco di Porta San Paolo intorno alle 12,30 circa e si pose subito al comando di un drappello di Granatieri di Sardegna rimasto senza guida contro le forze tedesche.

Nel pomeriggio i Granatieri ricevettero l’ordine di ritirarsi, ma il tenente Persichetti, già ferito gravemente a una spalla, decise di non indietreggiare; verso le 14,00, armato di moschetto e con le cartucce sull’abito civile in un scontro quasi corpo a corpo all’inizio di viale Giotto, venne colpito da una raffica di mitra alla testa, sacrificandosi per la difesa di Porta San Paolo.

MARIA TERESA REGARD (1924- 2000), studentessa iscritta al Partito comunista e futura gappista, accorsa per fornire vettovaglie ai combattenti insieme ad altre donne, lo vide cadere e accanto a Persichetti combatteva ADRIANO OSSICINI (1920- 2019) del movimento dei cattolici comunisti. A Persichetti è stata conferita la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria e i suoi resti riposano al cimitero del Verano a Roma.


Il 10 settembre 1943 verso le 7 del mattino viene ucciso durante i combattimenti per la difesa di Roma vicino a Monte Testaccio MAURIZIO CECATI (17 anni): è forse il primo caduto civile nella Resistenza Italiana cui è riconosciuta la qualifica di Partigiano.

Il 10 settembre 1943 verso le 10 del mattino viene ucciso durante i combattimenti per la difesa di Roma presso i Mercati Generali sulla via Ostiense  il fruttivendolo MARIO RICCIOTTI (forse 42 anni): stava lavorando quando prese il fucile di un soldato italiano caduto nei combattimenti e cercò di fermare l’avanzata delle truppe tedesche sulla via Ostiense.

 

Caduti per la difesa di Roma del 9/10 settembre 1943

414 militari italiani

156 civili ( 27 donne)

 

La nostra memoria sia un atto di gratitudine e di riconoscimento a Persichetti, Cecati e Ricciotti  e, attraverso di loro, a TUTTI GLI ALTRI civili e militari che tra il 9 e il 10 settembre 1943  offrirono la loro vita per la difesa di Roma, dando così inizio alla Resistenza italiana affinchè l’Italia potesse ritrovare la dignità della libertà e della democrazia.

 

Vedi:  "La crisi benefica della Resistenza": 8 settembre

 


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