Articoli marcati con tag ‘fichte’

… davvero la perfezione è il fine sommo e irraggiungibile dell’uomo, e un infinito perfezionamento è la sua destinazione. L’uomo esiste per migliorarsi sempre più dal punto di vista morale e per rendere migliore tutto ciò che lo circonda: sia nella sfera della sensibilità, sia anche, se lo consideriamo nell’ambito della società, dal punto di vista etico e, così facendo, per rendere se stesso sempre più felice.

J. Fichte,   filosofo tedesco  (1762- 1814), La missione del dotto (1794)

 

vedi: Pensiero Urgente n.210)

Fichte e l’intero movimento dell’idealismo tedesco si sono già difesi contro qualcosa che solo oggi si è pienamente dispiegato, contro la coscienza reificata, pigra, che prende il mondo così com’è. Hanno lottato contro il realista volgare che si accontenta senza ribellarsi della superficie della mera esistenza, e che non oppone alcuna resistenza a ciò che di fatto esiste, ma gli si adatta.

T.W. Adorno (1903- 1969), filosofo, sociologo tedesco, in  Terminologia filosofica (1973)

 

vedi:  Pensiero Urgente n.210)

Pensiero Urgente n.249)

Chi non è pensatore, ma ha tuttavia buon senso e memoria, comprende lo stato reale delle cose che si presentano ai suoi occhi, e ne prende nota. Egli non ha bisogno di altro, perché deve soltanto vivere nel mondo reale e farvi i suoi affari; e non si sente stimolato a riflessioni, di cui non vede l’immediata utilità. Egli non corre mai col pensiero al di là di questo stato reale, e non ne concepisce un altro; ma per il fatto stesso di essersi abituato a non pensare che alla realtà esistente, nasce in lui, quasi senza che se ne accorga, la supposizione che solo questa realtà esista, e solo essa possa esistere… La sua malattia incurabile è di scambiare l’accidentate con il necessario… Chi, al contrario, si è abituato non solo a riprodurre nel pensiero i! realmente esistente, ma anche a foggiarsi liberamente con il pensiero il possibile, non raramente trova che legami e rapporti delle cose totalmente diversi da quelli esistenti, sono altrettanto possibili, anzi più possibili, più naturali e conformi a ragione; egli trova che i rapporti realmente esistenti sono non solo accidentali, ma qualche volta pure bizzarri.

J.G. Fichte,  filosofo tedesco (1762- 1814),  in  ”Lo Stato commerciale chiuso”

 

vedi: Pensiero Urgente n.207)

Pensiero Urgente n.205)

Pensiero Urgente n.212)

Pensiero Urgente n.213)

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