Il 20 aprile del 1946 muore a Roma dopo una lunga malattia ERNESTO BUONAIUTI (65 anni) presbitero, Antifascista, teologo e accademico.

Buonaiuti fu un grande studioso della storia del cristianesimo e fra i principali esponenti del Modernismo italiano. Il Modernismo fu un’ampia e variegata corrente filosofica e teologica del cattolicesimo europeo ( anche protestante) e si sviluppò tra la fine dell’ ottocento e gli inizi del novecento: era volto a ripensare il messaggio cristiano alla luce delle nuove istanze della società moderna e a sviluppare la comprensione e l’esposizione dei contenuti della fede attraverso l’esegesi biblica e l’approfondimento della filosofia cristiana legata a profondi studi della storia del cristianesimo della Chiesa e del fatto religioso nel mondo moderno.

Il Modernismo subì una forte serie di censure e di condanne ( con una dura “caccia alle streghe” che ricordava forme drammaticamente medievali) da parte delle gerarchie ecclesiastiche e in particolare da parte di papa Pio X che lo condannò  come eresia “sintesi di tutte le eresie” con l’enciclica Pascendi Dominici gregis del 1907 con conseguenti persecuzioni religiose e sociali dei maggiori autori modernisti.

Per questo Buonaiuti verrà scomunicato e dimesso dallo stato clericale per aver preso le difese del movimento modernista ma grazie ai nefasti Patti Lateranensi del 1929 subì gravi conseguenze sociali perchè il regno d’Italia lo esonerò dalle attività didattiche universitarie privandolo della cattedra di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Roma per essersi rifiutato, con pochi altri docenti universitari ( solo 12 su circa 1200 docenti),  di giurare fedeltà al regime fascista nel 1931.

Buonaiuti nacque a Roma in una numerosa famiglia della media borghesia e crebbe intorno a via di Ripetta. Fu ordinato prete nel 1903 dopo gli anni di studio trascorsi nel Pontificio Seminario Romano S.Apollinare a Roma ( dove ebbe per compagno di studi Angelo Roncalli futuro Giovanni XXXIII).

Già durante gli studi aveva dimostrato ben presto doti intellettuali fuori dal comune incorrendo però in sanzioni da parte dei superiori per la troppa libertà dimostrata nell’apprezzare le moderne impostazioni scientifiche delle discipline religiose. Fondò a soli 24 anni la Rivista storico-critica delle scienze teologiche per la diffusione della cultura religiosa in Italia e diresse in seguito la rivista Ricerche religiose. Queste riviste vennero poste poi all’Indice ecclesiastico dei libri proibiti.

Buonaiuti a destra e Angelo Roncalli seduto, giovani studenti

Nel 1915 diviene professore ordinario di Storia del Cristianesimo presso la Sapienza di Roma  e gli anni di insegnamento liberamente esercitato presso un Ateneo statale a dispetto delle censure ecclesiastiche gli permisero di formare uno straordinario gruppo di allievi tra i quali vi saranno futuri protagonisti del mondo culturale intellettuale  e antifascista italiano.

Il 25 gennaio 1925 fu colpito dalla scomunica ribadita più volte per aver preso le difese del movimento modernista soprattutto attraverso le sue prime opere. In seguito al Concordato del 1929 venne esonerato dalle attività didattiche e assegnato a compiti extra-accademici come direttore dell’Edizione Nazionale delle Opere di Gioacchino da Fiore. La cattedra universitaria poi gli fu tolta dallo stato fascista definitivamente nel 1931 a seguito anche di ripetute pressioni ecclesiastiche.

Seguirono anni di stenti economici (per via della sospensione dello stipendio) in cui s’impegnò nell’attività di conferenziere, sempre sotto l’osservazione della polizia segreta fascista, soprattutto presso gruppi protestanti e come professore ospite presso l’Università di Losanna in Svizzera dove tenne cicli di lezioni sulla storia del Cristianesimo non accettando mai di diventare professore ordinario perchè questo avrebbe richiesto da parte sua il passaggio alla chiesa cristiana riformata. I difficili anni di guerra furono passati con continue limitazioni alla sua libertà personale suscitate spesso da interventi ecclesiastici presso la polizia fascista.

Per questo dopo la fine della guerra Buonaiuti fu l’unico docente italiano non reintegrato nel ruolo di professore ordinario ( come era accaduto per gli altri colleghi ancora viventi che non avevano accettato il giuramento di fedeltà al Fascismo) sulla base di una discussa applicazione retroattiva (sostanzialmente ad personam) dei Patti Lateranensi che prevedeva il divieto per un sacerdote scomunicato di occupare una cattedra in una università statale: a favorire questo esito della vicenda ci furono non solo i cattolici della Democrazia Cristiana ma anche i comunisti e i liberali riuniti dalla comune ostilità ereditata dal passato contro il Modernismo visto come una corrente cristiana non facilmente inquadrabile ideologicamente nella polarizzazione tra laici e cattolici sotto il cui segno purtroppo nasceva il nuovo stato italiano.

Nella sua autobiografia (Il pellegrino di Roma 1945) Buonaiuti ricostruì il conflitto con la Chiesa cattolica della quale nonostante la scomunica continuò a proclamarsi figlio fedele.

La tomba di Ernesto Buonaiuti al Verano, Roma

Il giorno della sua morte il 20 aprile del 1946 gli venne rifiutata l’estrema unzione che il Vicariato aveva eccezionalmente permesso per un prete scomunicato a patto che sul letto di morte abiurasse tutte le sue posizioni teologiche per cui aveva operato e vissuto con grande sacrificio. Cosa che appunto Buonaiuti con altissima dignità non fece pur soffrendo come cattolico la mancanza dell’estremo sacramento.

È sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma. Dopo la sua morte nonostante numerose iniziative per la sua piena riabilitazione, soprattutto in questi ultimi anni, la chiesa ufficiale non ha ancora accettato di farlo e in parte anche lo stato italiano.

“La confessione cattolica, che del cristianesimo eterno è una manifestazione storica transitoria, si rivela senza dubbio in contrasto insanabile con i postulati della mentalità contemporanea.” E. Buonaiuti    1930

“Ho trascorso ore angosciose, rese tanto più gravose dai tentativi inumani compiuti intorno a me da altissimi dignitari ecclesiastici per indurmi a sconfessioni e a ritrattazioni… Ho resistito impavido. Ne sono fiero.” E. Buonaiuti    1945


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