IL SECONDO AVVENTO

Ruotando e roteando nella spirale che sempre più si allarga,

Il falco non può udire il falconiere;

Le cose si dissociano; il centro non può reggere;

E la pura anarchia si rovescia sul mondo,

La torbida marea del sangue dilaga, e in ogni dove

Annega il rito dell’innocenza;

I migliori hanno perso ogni fede, e i peggiori

Si gonfiano d’ardore appassionato.

 

Certo qualche rivelazione è vicina;

Certo s’approssima il Secondo Avvento.

Il Secondo Avvento! E le parole sono appena dette

Che un’immagine immensa sorta dallo Spiritus Mundi

Mi turba la vista; in qualche luogo nelle sabbie del deserto

Una forma dal corpo di leone e dalla testa d’uomo

Con gli occhi vuoti e impietosi come il sole avanza

Con le sue lente cosce, mentre attorno

Ruotano l’ombre degli sdegnati uccelli del deserto.

Nuovamente la tenebra cade; ma ora so

Che venti secoli di un sonno di pietra

Furono trasformati in incubo da una culla che dondola.

E quale rozza bestia, finalmente giunto al suo tempo avanza

Verso Betlemme per esservi incarnata?

 

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William Butler Yeats, poeta irlandese,   1865- 1939