Per un periodo ancora indeterminato la storia verrà fatta dalla potenza delle polizie e dalla potenza del denaro, contro l’interesse dei popoli e la verità dell’uomo. Ma forse proprio per questo è consentita la speranza. Visto che non viviamo più i tempi della  rivoluzione, impariamo almeno a vivere il tempo della rivolta. Saper dire no, sforzarsi, ciascuno nel posto che occupa, di creare  quei valori vitali senza i quali non potrà esserci alcun rinnovamento, conservare ciò che vale dell’essere, preparare quanto merita di esistere, provare a essere felici affinché il sapore aspro della giustizia ne risulti addolcito, ecco alcune buone ragioni di rinnovamento e di speranza. C’è un ricatto che ormai non riesce più a funzionare. Ci sono mistificazioni che, a questo punto, denunceremo con durezza.

Albert Camus  (1913- 1960),  1949

 

vedi:  Pensiero Urgente n.225)

La peste della memoria inutile


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