Un uomo nell’intimo della sua coscienza può escludere esplicitamente ogni riferimento al divino e al contempo vivere nel modo più autentico, cioè servendo il bene, la giustizia, la ricerca della verità, la bellezza. E viceversa un uomo può professarsi credente….e tuttavia rappresentare la negazione più drammatica del bene e della giustizia: la storia della Chiesa offre migliaia di esempi al riguardo… Il senso del messaggio spirituale di Gesù, del resto, consisteva proprio in questo primato della concretezza etica rispetto alle idee dottrinali proclamate a parole: “Non chi dice ‘Signore, Signore’…ma chi fa la volontà del Padre”, prospettiva che Gesù realizzava preferendo ai clericali del suo tempo (scribi. farisei, sacerdoti) altre tipologie più laiche di persone quali pubblicani, prostitute, poveri, pescatori. Per una vita autentica la fede in Dio non è necessaria.

Vito Mancuso, teologo    La Repubblica  26 febb. 2010

 

vedi: Discorso sulla laicità ai tempi della collera

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