Nessuno più del Grande pittore spagnolo Francisco Goya (1746-1828) ha raffigurato la follia della guerra nelle magnifiche acqueforti della parte finale della sua vita. Ma soprattutto ha raffigurato la follia del sonno della ragione che produce in continuità mostri di ogni tipo.
Quella stessa follia che abita i crani di chi purtroppo governa la nostra ( o meglio loro) tragica europa.
Una follia guerresca che ha soprattutto il fine di rafforzare la militarizzazione ed l’autoritarismo nei paesi europei, il vero scopo del cosiddetto esercito europeo.
Una guerra (guerre) a servizio del progetto criminale globale chiamato Grande Reset, voluto e gestito dall’aristocrazia finanziario-usuraia per costruire la sua governance globale e la nostra riduzione in schiavitù.
Insomma, guerre ( quella ucraina, quella in Palestina ed altre sparse per il mondo) dirette soprattutto verso di noi, contro di noi, contro i nostri diritti e libertà e autonomie.
Se poi per ottenere questo ci sono cataste enormi di morti e stiamo sfiorando la guerra nucleare e stiamo precipitando in una crisi economica devastante poco importa. Il sonno della ragione genera mostri. (GLR)
V’invitiamo a leggere qui:
Una guerra nella guerra (5): Una guerra per il Grande Reset.
Una guerra nella guerra (4). Una guerra per il dominio del mondo.
Una guerra nella guerra (3). Una guerra contro te e me.
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“Los desastres de la guerra” acquaforte di Francisco Goya (1810)
L’Unione Europea contro la realtà: l’Europa verso il baratro
Il cosiddetto contro-piano europeo sull’Ucraina è uno dei documenti politici più surreali che mi sia mai capitato di leggere.
Qualunque cosa si possa pensare su una determinata guerra, il “principio di realtà” è un criterio fondamentale per qualsiasi atto che intervenga sulla situazione.
E qui il principio di realtà è davvero molto semplice: le condizioni della guerra sono sfavorevolissime alla classe dirigente ucraina e ai suoi danti causa della UE e della NATO che l’hanno foraggiata da decenni.
I soggetti perdenti non hanno alcuna possibilità di imporre condizioni che sarebbero invece proprie di una forza militare che avesse vinto largamente.
Il piano Trump discusso con i russi si colloca invece nell’ambito della considerazione realistica di una guerra vinta dalla Federazione Russa. È impostato non in termini di guerra totale o di “debellatio” dell’Ucraina, ma come l’ultima chance di un accordo con margini negoziali, una base per chiudere la vicenda e assicurare un quadro di sicurezza continentale in grado di reggere nel tempo con confini ridisegnati ma non incendiari.
È, forse, l’ultima finestra realistica per chiudere la guerra evitando un collasso incontrollabile.
Un riassetto, cioè, che comporta la rinuncia a tutti gli obiettivi di massima che vorrebbero coloro che hanno armato l’Ucraina:
• smembrare la Russia,
• creare una versione funzionale del vecchio arnese geopolitico denominato “Intermarium” (un blocco di Stati tra Baltico, Mar Nero e Mar Adriatico che funga da piattaforma permanente anti-russa),
• riformattare l’Unione Europea in senso sempre più militarizzato e dipendente da Washington.
– I sonnambuli che guidano gli Stati europei scelgono invece la più totale sfrontatezza rispetto a dati materiali che li condannano. Scelgono dunque di sabotare l’ultima occasione per evitare le condizioni di una guerra totale, esattamente perché puntano a una guerra totale.
– Come un giocatore di poker che ha perso una mano decisiva, raddoppiano la posta della loro rovina, trascinando tutti i popoli nel loro disastro.
– Ieri alla manifestazione oceanica di Roma convocata e salutata dal Neotatuato e da Pičernobil c’erano meno di cento persone.
Significa che i sonnambuli No Pax hanno il totale sfavore del popolo.
Dobbiamo trasformare questo dato importante in azione politica nostra, costantemente.
Possiamo togliere acqua al mulino della guerra.
Pino Cabras, https://www.ariannaeditrice.it/ 24/11/2025
“Merde!” La pax europea spiegata da Cambronne
Qualche giorno fa il quartier generale della Nato a Kiev è stato centrato da un missile ipersonico e tra le macerie del bunker, a prova di missili occidentali, ma non di quelli russi, ci sono molti alti ufficiali francesi: Macron, impegnato in una riunione, è sbiancato quando ha ricevuto la notizia e per un faccia di bronzo come lui non dev’essere facile. Non c’è alcun dubbio, il dio degli eserciti ha abbandonato la Nato: gli ucraini nonostante i colossali apporti di armi, di denaro e anche di uomini sotto mentite spoglie, sono irrimediabilmente sconfitti, si arrendono ogni giorno a centinaia e il generale inverno farà il resto. Questo a Washington l’hanno capito e hanno prodotto un piano di pace che seppure inattuabile in tutti i 28 punti in cui è articolato, costituisce tuttavia una base di discussione che riconosce in qualche modo alla Russia una vittoria parziale e nasconde sotto il tappeto la sconfitta occidentale…….
La follia della governance europea consiste appunto nel pensare che la Russia ci possa ricascare, ma per quanto pazza e in preda a un delirio, i suoi vaneggiamenti non sono poi così assurdi come sembrano: il piano in 24 punti è pura carta straccia che nasconde quello vero in un solo punto, ovvero tentare in qualche modo di far vivere il conflitto Ue – Russia in modo da poter in qualche modo militarizzare le società europee e sdoganare una nuova era di autoritarismo………
Ma l’oligarchia europea non vuole una vera e propria guerra dalla quale uscirebbe totalmente sconfitta: va alla ricerca di ogni mezzo e pretesto per tenere in piedi uno stato ambiguo di belligeranza, formalmente indiretta, che consenta di attuare i piani sociali che ad essa si accompagnano. Ecco perché tenta in ogni modo di conservare la carcassa dell’Ucraina che ha cinicamente macellato nell’assurda idea che davvero potesse sconfiggere la Russia, quantomeno nella parte di controfigura della Nato. ……
La fine della guerra infatti sarebbe anche la fine della governance europea…..
Continua la lettura qui: La pax europea spiegata da Cambronne
PIANO DI GUERRA DELL’EUROPA
Giorgio Bianchi
Ascolta e vedi qui: Piani di guerra dell’Europa
I 28 punti affondano l’Ucraina, ma a Mosca non basterà
In seguito a una serie di dichiarazioni di senso contrario, i vertici istituzionali russi hanno confermato di aver ricevuto il piano da 28 punti predisposto dall’amministrazione Trump per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo il presidente Putin, la bozza «può costituire la base per un accordo con l’Ucraina […]. Alcuni dettagli del piano, però, devono essere discussi […]. Siamo pronti a continuare a combattere qualora non si dovesse raggiungere un’intesa». Il presidente Zelensky, invece, ha dichiarato in riferimento al piano da 28 punti che «questo è uno dei momenti più difficili della nostra storia.
Allo stato attuale, l’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O l’accettazione dei difficili 28 punti, o un inverno estremamente duro, il più duro, e ulteriori rischi […]. Gli Stati Uniti si aspettano una risposta da noi». Il leader ucraino ha quindi aggiunto che, «siamo fatti d’acciaio, ma arriva sempre un momento in cui anche il metallo più temprato non è più in grado di resistere. Dobbiamo rimetterci in sesto, riprenderci, fermare le lotte interne. Il Paese deve lavorare in unità. Non dobbiamo confondere chi sia il nemico. Non abbiamo tradito l’Ucraina allora (il 24 febbraio), e non la tradiremo ora. So che la gente è con me». La guerra è quindi finita?
Giacomo Gabellini
Ascolta e vedi qui: I 28 punti affondano l’Ucraina
Ucraina? L’Unione Europea ne esce sconfitta
Alessandro Orsini
Ascolta e vedi qui: Unione Europea sconfitta
Ucraina, l’Ue prova a boicottare il piano Trump: «integrità territoriale e Nato al fronte»
Sono 24 i punti della controproposta dell’Europa al piano degli USA per la pace tra Russia e Ucraina. Bruxelles non vuole rimanere spettatrice di un disegno negoziale a guida americana e al vertice di Ginevra ha avanzato il suo piano alternativo che riflette gli «interessi internazionali» di Kiev. La bozza, che cancella quattro punti del piano americano, rivendica l’integrità territoriale ucraina, garanzie di sicurezza analoghe all’articolo 5 della NATO e un percorso aperto verso l’Alleanza atlantica. Per il Segretario di Stato USA Marco Rubio si è tenuto «l’incontro più produttivo finora» e si augura che si possa «chiudere entro giovedì», data di scadenza fissata proprio dal presidente Donald Trump. Cauta la premier italiana Giorgia Meloni che, da Johannesburg, tenta una mediazione, sottolineando la disponibilità di Trump a rivedere il piano in chiave compatibile con gli interessi nazionali ucraini…..
Continua la lettura qui: L’UE boicotta il piano di trump
Non c’è pace per la Ue
Sembra una barzelletta, ma purtroppo è il riassunto dello stato dell’Unione Europea.
Ogni volta che americani e russi si mettono anche solo lontanamente a parlare di pace, da Bruxelles a Strasburgo fino all’ultimo editorialista embedded scatta lo stesso riflesso pavloviano: scandalo, tradimento, “umiliazione dell’Europa” e, ovviamente, “dell’Ucraina”.
Guai a trattare, guai a fermare la carneficina, guai a mettere in discussione il verbo atlantico: l’unica opzione ammessa è “la vittoria”, possibilmente totale, definitiva, cosmica.
Di chi e a quale prezzo non è dato sapere, ma non disturbiamo i manovratori con domande così volgari.
L’Unione Europea intanto, quella vera, non quella dei discorsi gonfiati di retorica, è ridotta a ciò che i suoi stessi leader fingono di non vedere: un cadavere politico che pretende di fare la morale a chiunque, ma che nessuno prende più sul serio.
Ventisette più uno, con l’Ucraina a mezzo servizio, che brontolano contro Washington e Mosca accusandole di “umiliarli”.
Per essere umiliati bisognerebbe prima esistere, politicamente; qui invece siamo al punto che se togli i comunicati stampa e le conferenze sulla “resilienza”, resta solo il vuoto….
Continua la lettura qui: Non c’è pace per l’Europa
Europa ridotta a cadavere politico
È al limite dell’incredibile. Quello che era accaduto dopo l’incontro Trump-Putin in Alaska, nello scorso settembre, si sta ripetendo in queste ore dopo l’annuncio del piano russo-americano in 28 punti per la fine delle ostilità in Ucraina: ossia i dirigenti dell’Unione europea, politici di lungo corso e di corta intelligenza, confortati e direi sobillati dai comunicatori – pseudo-giornalisti, pseudo-comunicatori, pseudo-esperti – provano a mettersi di traverso. Guai a trattare! Usa e Russia stanno umiliando l’Europa oltre che l’Ucraina! Vogliamo la vittoria!
Ecco una meravigliosa identità di vedute tra gli uni e gli altri, in nome dei “valori della democrazia” e del “prestigio dell’Europa”: quale? Essendo ridotta a un cadavere politico, non si comprende come questa Europa dei 27 e mezzo (l’Ucraina), potrebbe parlare, esser ascoltata, ed essere credibile……
Continua la lettura qui: Europa un cadavere politico
Allarme rosso. Con la scusa della “guerra ibrida” vogliono imbavagliare politica e informazione
Nella riunione del Consiglio Supremo di Difesa di lunedì, il ministro della Difesa Crosetto ha presentato un rapporto su “Il contrasto alla guerra ibrida“(https://www.difesa.it/assets/allegati/83696/non-paper_il_contrasto_alla_guerra_ibrida.pdf ) curato dallo stesso Ministero e dagli apparati di intelligence. Si tratta di un documento che merita la dovuta attenzione e deve suscitare altrettanto allarme.
Alla presenza del presidente Mattarella, della premier Meloni, del Capo di Stato Maggiore, di vari ministri e del sottosegretario Mantovano con delega sui servizi segreti, la riunione ha preso in esame scenari e contromisure di guerra che avranno serie e gravi ripercussioni sulla vita politica e democratica del paese.
Il Rapporto è un documento di 119 pagine che contengono valutazioni e analisi strategiche sulle guerre ibride – ossia non convenzionali – dalle quali l’Italia si sente minacciata da parte di potenze straniere, in particolare Russia, Cina e Iran ma con particolare attenzione sulla prima.
Il carattere non convenzionale di una guerra ibrida, ne rende indefiniti i confini e i fattori, consentendo di leggere come atti di “guerra ibrida” il sabotaggio di una infrastruttura come un attacco hacker, ma anche un articolo di giornale o una campagna elettorale non allineata. Se qualcuno pensa che si stia esagerando, purtroppo si tratta di affermazioni testuali contenute nel rapporto presentato dal ministro Crosetto.
“Nel dominio ibrido, l’impatto cognitivo prevale su quello fisico: lo scopo non è soltanto infliggere un danno, ma seminare incertezza, sfiducia e paura – si legge nel rapporto del Ministero della Difesa – “Anche senza evidenze incontrovertibili, la sensazione collettiva di vulnerabilità può generare conseguenze strategiche tanto gravi quanto — o persino più — di un attacco apertamente dichiarato”….
Continua la lettura qui: La scusa della guerra ibrida
INGIUSTIZIA È FATTA
Manlio Dinucci
Ascolta e vedi qui: Ingiustizia è fatta
(per la questione europea vedi dal minuto 13)
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” Il sonno della ragione produce mostri” Acquaforte di Francisco Goya (1797)
ANNO VI DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
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INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA
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