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Un governo, il nostro, che vuole di fatto la morte degli italiani e a questo si prepara. Un governo, il nostro insieme con altri folli ed idioti governi europei, vuole di fatto la morte dei nostri figli, del nostro futuro.
Questo è il governo che molti italiani hanno voluto e votato. E possiamo stare tranquilli, per modo di dire, che un governo di altro “colore” non avrebbe agito differentemente da questo attuale perchè l’aria mefitica che ormai si respira nel mondo politico (e non solo) è un’aria di follia guerresca, di pazzia mortale, di ottundimento totale, di assoluta a-moralità.
Ma la cosa più assurda e ridicola è che la maggioranza di noi è preoccupata di nulla se non di conservare e salvare la propria normalità esistenziale come se niente fosse. Certo, grazie alla manipolazione criminale della pseudo-informazione del mainstream ma anche alla nostra personale smisurata egoistica pigrizia ed incoscienza umana e morale.
Di questa voglia cieca di salvare a tutti i costi una pseudo-normalità esistenziale personale ed infantile ( illudendoci, peraltro), ignorando l’ombra di morte che si allarga sempre di più soprattutto sui nostri figli e nipoti, ci dovremmo profondamente vergognare: per questo v’invitiamo a rileggere qui: Pensiero Urgente n.332). Il mondo è cambiato.
Comunque, ascoltiamo con grande attenzione ciò che dice Alessandro Orsini e poi fate un po’ come vi pare. Ma ricordiamo almeno, una buona volta, che Stati, governi e politica in generale non vogliono e non vorranno mai il nostro bene. C’è la Storia e l’attualità ad insegnarlo, se lo vogliamo capire. (GLR)
Il 4 maggio 1938 muore dopo una lunga malattia nel campo di concentramento di Sonnemburg ( oggi Polonia) CARL VON OSSIETZKY (49 anni) giornalista tedesco, oppositore al nazismo e Premio Nobel per la pace nel 1935.
Vedi: La Resistenza di un Premio Nobel: CARL VON OSSIETZKY
Il 4 maggio 1938 muore dopo una lunga malattia nel campo di concentramento di Sonnemburg ( oggi Polonia) CARL VON OSSIETZKY (49 anni) giornalista tedesco, oppositore al nazismo e Premio Nobel per la pace nel 1935.
Carl von Ossietzky, un eroe della pace
La sua nomina al Premio Nobel per la pace del 1935, un gesto di sfida al nazismo che teneva il pacifista in galera, fu accolto da Hitler come un’offesa personale
E Carl von Ossietzky? Sarebbe davvero un peccato se il 2018 se ne andasse via, tra gli anniversari della febbre spagnola, della fine della Grande Guerra o dell’infamia delle Leggi Razziali del 1938 senza ricordare un gigante del giornalismo, dell’opposizione al nazismo, della pace su cui da troppo tempo si è posata la polvere.
Nato ad Amburgo nel 1889, figlio di un piccolo funzionario d’origini tedesche e polacche, orfano a sette anni, cresciuto dal nuovo marito della madre con idee schiettamente democratiche, assunto giovanissimo come impiegato amministrativo ma presto attirato dal giornalismo, Carl von Ossietzky cominciò a scrivere nel 1911 sul «Das freie Volk», l’organo ufficiale dell’Unione Democratica
Pacifista convinto, arruolato a fine guerra sul fronte occidentale, collaboratore del Berliner Volks-Zeitung e poi del settimanale berlinese Die Weltbühne, si tirò addosso molto presto le ostilità di tutti i vertici militari. Soprattutto con un’inchiesta sul riarmo tedesco vietato dal trattato di Versailles e la rifondazione della Luftwaffe con l’addestramento di piloti in Unione Sovietica. Rivelazione che gli costò un processo e la condanna (poi amnistiata) a otto mesi di carcere.

Ossietzky prigioniero nel lager, 1934
La svolta tragica arrivò con la vittoria di Adolf Hitler nelle elezioni del gennaio 1933. Strenuo avversario del militarismo, dell’autoritarismo e del nazionalsocialismo, Ossietzky venne arrestato il 28 febbraio 1933, il giorno stesso dell’incendio al Reichstag, il Parlamento di Berlino, un mese esatto dopo la nomina del Führer a cancelliere.
Rinchiuso prima nel carcere di Berlino, poi nei lager di Sonnenburg e di Papenburg-Esterwegen, ne sarebbe uscito solo nel 1938, ottant’anni fa, per morire (prigioniero) in un sanatorio. La sua nomina al Premio Nobel per la pace del 1935, un gesto di sfida al nazismo che teneva il pacifista in galera, fu accolto da Hitler come un’offesa personale. Al punto di vietare a tutti i cittadini tedeschi, da quel momento, di accettare il Nobel in qualunque disciplina.
Nello stesso anno, nella stessa Stoccolma, nella stessa Svezia di Alfred Nobel, per una delle disorientanti contraddizioni della storia, il Parlamento svedese varava la legge che, in nome dell’eugenetica, stabiliva la sterilizzazione dei disabili. Legge in buona parte anticipatrice di quelle hitleriane che avrebbero portato alla decimazione dei portatori di handicap.
Gian Antonio Stella Il Corriere 27 novembre 2018
Ossietzky è stato il primo Premio Nobel per la pace morto in carcere. Recentemente il secondo è stato LIU XIAOBO (1955- 2017, scrittore, docente, difensore dei diritti umani cinese e Premio Nobel per la pace nel 2010) arrestato dalle autorità cinesi nel 2008 e morto in un carcere il 13 luglio 2017. ( Vedi: [intlink id=”20601″ type=”post”]{{empty}}[/intlink])
I resti di Carl von Ossietzky riposano in una tomba d’Onore nel cimitero Pankow di Berlino.
Nel 1974 la giornalista Oriana Fallaci intervistò Willy Brandt (1913- 1992), allora Cancelliere Federale della Germania, che così disse:
“Ossietzky era un simbolo, un martire”.
Così scrisse Ossietzky:
“L’antisemitismo è collegato attraverso il sangue al nazionalismo che è il suo miglior alleato “.
Vedete il nostro video ” Il dovere della Memoria“:QUI
IL DOVERE DELLA MEMORIA
Gli stolti di Dio
Dizionario biografico laico dei Santi
vedi qui: il-libro-del-gruppo-laico-di-ricerca
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