In attesa che la gabbia digitale si chiuda veniamo derubati del passato e delle tradizioni, derubati di un  presente che sia senza politiche del terrore sanitario, climatico e bellico, derubati di un futuro che abbia ancora un senso umano e civile.

In attesa che la gabbia digitale si chiuda veniamo derubati della nostra identità e sovranità personale e posti sempre più sotto un controllo totale con le scuse più varie. E noi ci caschiamo.

In attesa che la gabbia digitale si chiuda veniamo intruppati in scuole dall’apprendimento nozionistico e non umanistico e progressivo, veniamo  ammaestrati come scimmie attraverso l’azione manipolatoria del mainstream, veniamo racchiusi in orizzonti limitati chiamati specializzazioni, compiti, missioni e mestieri.

In attesa che la gabbia digitale si chiuda veniamo impoveriti ed annientati in conflitti bellici che sono normali routines di macelleria, veniamo privati di una vita umana da un controllo pervasivo, asfissiante, con reclusione fisica e mentale e veniamo avvelenati da virus, bacilli e porcherie sparse a piene mani nell’ambiente attraverso una geoingegneria diabolica e bio-laboratori di morte.

In attesa che la gabbia digitale si chiuda definitivamente si prepara inesorabilmente l’abisso del transumanesimo, con la nostra complicità per ignavia.

Il Grande Reset è soprattutto digitale con conseguente “nuova normalità” per tutti noi, la “nuova normalità” da mandria di mucche decisa dalla criminale aristocrazia finanziario-usuraia: l’èlite di iper-miliardari e di banchieri autonominatisi dio.

V’invitiamo ad ascoltare e leggere con grande attenzione i video e gli articoli che oggi vi proponiamo per capire l’enorme imbroglio e la gigantesca devastazione sociale della tanto decantata “quarta rivoluzione industriale” in cui ci troviamo. Poveri noi!   (GLR)

Rileggete:

Governo invisibile del mondo, manipolazione occulta di massa e… democrazia

Il cuore nero e il futuro che ci attende

Verso la dittatura digitale (35). Id digitale: schiavitù a vita.

E mentre siamo distratti o indifferenti…

Verso la dittatura digitale (34). La gabbia si sta chiudendo.

 

 

Le quattro rivoluzioni industriali (e il mondo del lavoro)

Alcune domande sul tema del lavoro dopo la quarta rivoluzione industriale.

  • La quarta rivoluzione farà aumentare i posti di lavoro o, invece, sottrarrà posti di lavoro?
  • Quali lavori rimarranno di competenza dell’uomo, una volta che le macchine intelligenti potranno fare molti di quei lavori che oggi è ancora l’uomo a fare?
  • Quali lavori potranno essere fatti esclusivamente dalle macchine?
  • Quali lavori dovranno essere fatti dalle macchine con l’aiuto dell’uomo?
  • Quali sono i lavori del futuro, che ancora non esistono, ma che inevitabilmente nasceranno?

Giacomo Coccolini

Ascolta e vedi qui: Le quattro rivoluzioni industriali

 

 

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (parte 1)

Giorgio  Bianchi

Ascolta e vedi qui: La quarta rivoluzione industriale 1 

 

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE (parte 2)

Giorgio Bianchi

Ascolta e vedi qui:  La quarta rivoluzione industriale 2

Dal villaggio globale al grande fratello IA

Molti anni fa venne coniata l’espressione villaggio globale, che non era per nulla una constatazione del fatto che il mondo fosse diventato più piccolo, bensì esprimeva la speranza delle classi dominanti che ci fosse un unico sindaco per tutti, una sola giunta di straricchi e un’unica ideologia.

Per questo il termine villaggio si adattava molto meglio di città globale come sarebbe stato più lecito aspettarsi.

Le città sono più complesse, hanno quartieri popolari, e quartieri alti, zone ben servite e zone abbandonate, vie piene di negozi e strade desolate, librerie e caffè sport, bei palazzi e catapecchie: insomma la città è un luogo di contraddizione e di scontro, quanto meno potenziale, che è quasi un’offesa all’idea globalista nella quale tutti – e particolarmente i cosiddetti perdenti – devono essere entusiasti (uso appositamente un termine totalmente cretino del linguaggio aziendalese) della loro condizione e subordinazione.

In effetti però il mondo del potere si è molto ristretto nell’ultimo mezzo secolo tanto da parere più che un villaggio, un condominio dove gli intrecci sono sorprendentemente vicini ancorché invisibili. La portineria e il personale di servizio, che conoscono almeno in parte questi collegamenti, tacciono per mantenere il posto e avrete capito che la metafora riguarda i media.

Così accade, per esempio – come illustrato nel libro appena uscito di Frédéric Baldan, un ex lobbista di Bruxelles, dal titolo Ursula Gates che il massimo potere europeo, espresso dalla von der Leyen, era profondamente compromesso con una serie di soggetti come la Fondazione Bill e Melinda Gates, il Wellcome Trust, il World Economic Forum e l’industria farmaceutica, “uniti dall’obiettivo di aggirare le normative di sicurezza per accelerare la vendita dei nuovi vaccini”.

Il meccanismo con cui questa comunione d’intenti si poteva realizzare concretamente era la nomina di consulenti “indipendenti” che in realtà erano pagati dalla Fondazione Gates, la quale aveva contatti organici con tutti gli altri soggetti elencati ed era, allora come oggi, il pontefice massimo della fede vaccinista e dei relativi affari miliardari contro i quali la società è incapace di tutelarsi.

Di qui la possibilità, anzi la necessità, delle trattative private al cellulare per l’acquisto di una esorbitante quantità di vaccini e la caduta di ogni cautela nei confronti di farmaci mai sperimentati. Anzi introducendo un obbligo de lege e de facto ad assumerli.

Ma vedete, non è esattamente di questo che voglio parlarvi, bensì del tentativo non solo di rimpicciolire il mondo a un villaggio, ma di ridurre al minimo lo spazio mentale delle persone facendo con i loro cervelli quello che molte tribù di indigeni americani amavano fare con le teste dei nemici: le essiccavano rendendole piccole come orribili bambole.

Tale mutazione si ottiene in molti modi e l’ultima è quella detta Intelligenza Artificiale.

Questa, generalmente incarnata per ora nelle varie chat intelligenti e sempre più spesso inserita nei navigatori, non opera più attraverso una selezione delle fonti, ma sostanzialmente tramite la produzione delle frasi statisticamente più ricorrenti: l’IA non bada alla consistenza o all’autorevolezza, ma solo alla plausibilità e correttezza linguistica, dimostrandosi così incredibilmente stupida.

In questo senso non sono tanto importanti gli errori che pure ci sono e in quantità rilevante, ma il meccanismo stesso di riduzione del mondo.

Facciamo un esempio: milioni, miliardi di persone fanno domande alle chat e ricevono risposte che essi giudicano corrette e che ripeteranno nei loro messaggi, post, like e quant’altro. Tutto questo finirà nei database a cui i moduli di Intelligenza Artificiale attingono, per cui alla fine l’IA non farà che ripetere se stessa e le possibili alternative finiranno per scomparire perché statisticamente e linguisticamente irrilevanti.

Riguardo all’effetto si tratta della televisione del terzo millennio, ma con risultati molto più efficaci, pervasivi e in qualche modo più sofisticati rispetto al Page ranking di Google che già di per sé nascondeva molti dei possibili risultati di una ricerca. La mitizzazione dell’Intelligenza Artificiale farà il resto, cancellando i dubbi nella più parte dei credenti.

Questo naturalmente è al netto delle operazioni di propaganda da cui i moduli LLM non sono certo esenti: perciò siamo di fronte al più pericoloso e subdolo dei grandi fratelli da cui siamo dominati, magari pensando di essere liberi come l’aria.

https://ilsimplicissimus2.com/    26/10/2025

 

L’Europa costruisce una sorveglianza di massa con la scusa della protezione dei minori

Come i funzionari si nascondono dietro le leggi per sorvegliare la popolazione

Il 14 ottobre 2025, i ministri europei si sono riuniti per votare il “Regolamento per prevenire e combattere gli abusi sessuali sui minori”. Dietro un titolo eticamente inattaccabile, la proposta – nota come Chat Control – cela la creazione di un’infrastruttura tecnica capace di scansionare ogni messaggio, immagine e video prima della crittografia.

In teoria, si tratta di una misura contro lo sfruttamento dei minori; in pratica, di un sistema di sorveglianza universale che erode il principio della comunicazione privata. Emblematicamente, le comunicazioni governative e militari ne restano escluse, riservando la privacy a chi legifera più che a chi subisce le leggi.

La presidenza danese ha sostenuto con forza l’iniziativa, mentre l’opposizione della Germania ha bloccato il voto, rinviando il progetto. Tuttavia, l’architettura normativa rimane viva: una volta realizzata, una simile infrastruttura difficilmente potrà essere smantellata….

Il Chat Control non è solo una misura di sicurezza: è una decisione strutturale sulla natura stessa della società digitale. O la crittografia resta uno strumento di libertà e di protezione dei dati, oppure diventa una facciata dietro cui ogni comunicazione è sottoposta a monitoraggio. Non esistono vie intermedie….

L’Europa si trova così di fronte a un bivio: scegliere se difendere la privacy come fondamento della libertà civile o accettare una sorveglianza preventiva come nuovo paradigma politico. L’architettura del controllo, intanto, attende solo di essere costruita.

Continua la lettura qui:  Europa e sorveglianza di massa

 

 

Studioso, consulente organizzativo e autore americano (1925-2015)

 

 

Vedi: DALLA  RETE: l’informazione libera.

Articoli che vi raccomandiamo di leggere e rileggere:

RASSEGNA STAMPA

INDICE ARTICOLI

GLR NOTIZIE

Per acquistare il nostro Calendario Laico dei Santi   QUI

Vedete il nostro video  ” Il dovere della Memoria“:  QUI

INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA

vedi:   QUI

 

Canale Telegram del “Gruppo Laico di Ricerca

https://t.me/gruppolaico

Vedete ed ascoltate anche qui:

Nella Poesia e Nella Memoria

 

 

Subscribe to our newsletter!