
Il cuore di nero di trump. Il cuore nero degli USA e dell’Occidente. Il cuore nero dell’europa. Il cuore nero d’israele. Il cuore nero dell’aristocrazia finanziario-usuraia e delle banche. Il cuore nero dei politici di ogni risma e di ogni istituzione. Il cuore nero degli affaristi e delle industrie. Il cuore nero dei guerrafondai.
Il cuore nero dei cinici e degli indifferenti. Il cuore nero dei ritorti su se stessi, sempre. Il cuore nero di chi si è abituato all’orrore. Il cuore nero di tanta gente comune. Il cuore nero di chi guarda da un’altra parte.
Un immenso cuore nero incombe sul nostro futuro prossimo e mette sempre più a rischio il continuare ad avere un cuore rosso… se lo abbiamo ancora.
Ciò che vi proponiamo oggi in questo articolo complessivo disegna il cuore nero della nostra disgraziata epoca. Un “Cuore di tenebra” come lo descrisse lo scrittore britannico-polacco Joseph Conrad (1857-1924) nel suo capolavoro del 1899 o il film Apocalypse Now di F.F. Coppola del 1979, adattamento del racconto di Conrad all’epoca della guerra nel Viet Nam. Forse bisogna rileggere il racconto e rivedere il film per capire il cuore nero della modernità.
Ascoltate con attenzione i video, leggete con attenzione gli articoli, prendete appunti. Buona riflessione sul cuore nero. (GLR)
Rileggete: Guerra e solo guerra!
GLI USA IN GUERRA E IL GRANDE INGANNO
e soprattutto: Uno scempio!
TRUMP: “GRAZIE MILLE, BIBI. OTTIMO LAVORO”
“Produciamo le migliori armi al mondo e ne abbiamo fornite molte a Israele.”, ha dichiarato Trump nel suo discorso alla Knesset. Da quando Trump è entrato in carica il 20 gennaio 2025, la sua Amministrazione ha approvato quasi 12 miliardi di dollari in importanti vendite militari a Israele. Ora pianifica nuove vendite di armi a Israele per un valore di 6 miliardi di dollari.
Il presidente Trump ha dichiarato nel suo discorso al parlamento israeliano: “Desidero esprimere la mia gratitudine a un uomo di eccezionale coraggio e patriottismo. Ce n’è solo uno, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Bibi, ti prego di alzarti. Sei un uomo molto popolare. Sai perché? Perché sai come vincere. Grazie mille, Bibi. Ottimo lavoro. Penso che, come hai detto Bibi, la pace si ottiene attraverso la forza. Ed è proprio questo il punto. Gli Stati Uniti hanno l’esercito più grande e potente che la storia del mondo abbia mai visto. Posso dirvi che abbiamo armi che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Produciamo le migliori armi al mondo e ne abbiamo tantissime. E, francamente, ne abbiamo fornite molte a Israele.
Bibi mi chiamava continuamente: ‘Puoi procurarmi quest’arma? Quell’arma, quell’altra arma?’. Alcune non le avevo mai sentite nominare, Bibi, eppure le producevo io. Ma te le avremmo procurate. E sono le migliori. Le hai usate bene. Ci vuole chi sappia usarle, e tu ovviamente le hai usate molto bene. Così tante che Israele è diventato forte e potente, il che alla fine ha portato alla pace.”
I dati ufficiali confermano che gli Stati Uniti hanno fornito a Israele almeno 21,7 miliardi di dollari in aiuti militari dall’inizio della guerra a Gaza il 7 ottobre 2023. Inoltre, sia sotto l’amministrazione Biden che sotto quella Trump, sono stati stipulati accordi per la vendita a Israele di armi e servizi militari per un valore aggiuntivo di decine di miliardi di dollari nei prossimi anni. Dall’ottobre 2023 al maggio 2025 Israele ha ricevuto dagli Stati Uniti 940 navi e aerei cargo carichi di armi, ha dichiarato il Ministero della Difesa israeliano il 27 maggio 2025.
L’Amministrazione Trump ha accelerato la fornitura di armi a Israele, comprese bombe da 2000 libbre (circa una tonnellata che Israele ha usato per distruggere a Gaza condomini, ospedali, infrastrutture idriche e altri obiettivi civili. Nel febbraio 2025 il Dipartimento di Stato dell’Amministrazione Trump ha notificato al Congresso tre vendite di armi a Israele: 35.529 bombe da 2000 libbre Mk-84 e BLU-117 e 4000 testate penetranti I-2000 per 2 miliardi di dollari; 5000 bombe da 1000 libbre e kit di guida JDAM per 675 milioni di dollari; bulldozer Caterpillar D9 per 295 milioni di dollari.
A marzo il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che, da quando Trump è entrato in carica il 20 gennaio 2025, la sua Amministrazione ha approvato quasi 12 miliardi di dollari in importanti vendite militari a Israele. Ora l’Amministrazione Trump pianifica nuove vendite di armi a Israele per un valore di 6 miliardi di dollari. Tra queste 30 elicotteri AH-64 Apache dal costo di 3,8 miliardi di dollari, che quasi raddoppiano l’attuale flotta israeliana di elicotteri militari, e 3.250 veicoli d’assalto del costo di 1,9 miliardi di dollari.
Oltre agli Stati Uniti, hanno fornito armi importanti a Israele soprattutto Germania e Italia. La Germania ha fornito fregate e siluri, munizioni e servizi militari.
L’Italia ha fornito elicotteri e cannoni per le navi da guerra israeliane. L’Italia inoltre produce a Cameri (Piemonte) componenti del caccia statunitense F-35 anche per altri paesi in possesso di tale caccia, tra cui Israele che lo ha usato anche per bombardare Gaza. Si aggiunge a questo il fatto che tra non molto la base aerea di Trapani-Birgi, in Sicilia, diventerà il primo centro internazionale di addestramento per piloti dei caccia statunitensi F-35 al di fuori degli Stati Uniti. Il nuovo centro formerà piloti i non solo italiani, ma anche di paesi alleati che usano i caccia ‘F-35, compresi anche quelli israeliani.
Manlio Dinucci
Ascolta e vedi qui: Grazie bibi…
Verso la Terza Guerra Mondiale
Il massacro in Palestina e il conflitto in Ucraina sono purtroppo soltanto i primi gironi dell’inferno che si affaccia sul “cortile” di casa nostra. Società militarizzata, economia di guerra, propaganda e censura, sono concetti che si stanno facendo rapidamente largo nelle nostre vite e presto costituiranno una sorta di “Nuova Normalità”.
Con Giorgio Bianchi cercheremo di capire meglio come evolveranno gli scenari ucraino e mediorientale e per quale motivo queste situazioni, strettamente correlate, ci riguardano molto da vicino.
Giorgio Bianchi
Ascolta e vedi qui: Verso la terza guerra mondiale
L’illusione della pace: il vuoto dietro gli accordi delle élite
Celebriamo gli accordi di pace, ma ignoriamo il sistema che continua a riprodurre la guerra
Dovremmo sentirci sollevati. Il nuovo accordo di pace tra Israele e Hamas, la liberazione degli ostaggi, la promessa, per quanto fragile, di una tregua dopo mesi di orrore: tutto questo porta un respiro di speranza. Ogni guerra deve finire, e ogni cessate il fuoco merita di essere accolto.
Eppure, dietro il sollievo, resta un’inquietudine. Ci siamo già passati: i discorsi solenni, le strette di mano, le dichiarazioni di “pace storica”. Ma questi rituali raramente toccano le forze che rendono possibile la violenza. Congelano i conflitti, gestiscono il risentimento, rassicurano i mercati, ma non trasformano le condizioni di vita di chi abita le rovine.
Anche l’indignazione selettiva dei movimenti di sinistra rivela una confusione profonda: concetti come resistenza, liberazione e anti-imperialismo vengono applicati a corrente alternata, senza riuscire a costruire un’analisi organica che vada oltre il semplice definirsi anti-sistema.
Il problema non è l’ipocrisia, ma la cecità, ovvero l’ostinazione a leggere con lenti di un’altra epoca un mondo radicalmente cambiato. Perché ciò che stiamo vivendo non è solo una successione di guerre, ma lo sfilacciarsi di un intero ordine mondiale.
Le crisi di Gaza e dell’Ucraina, le tensioni tra Cina e Occidente, la fragilità economica di Europa e Stati Uniti: tutto questo è sintomo di una contraddizione più profonda. Abitiamo un’epoca di straordinaria capacità produttiva e di paralisi sociale: povertà nell’abbondanza, disoccupazione in un mondo di bisogni insoddisfatti, insicurezza in mezzo al progresso tecnologico….
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Israele continua a fare a pezzi la tregua: strage di civili e valico di Rafah ancora chiuso
La tregua tra Israele e Hamas, concordata nove giorni fa a Sharm el Sheik, appare già compromessa.
Nella notte di venerdì, l’esercito israeliano ha colpito un autobus nel quartiere di Zeitoun, a Gaza City, uccidendo undici persone, tra cui donne e bambini. Un portavoce dell’agenzia di protezione civile palestinese, Mahmoud Bassal, ha riferito alla BBC che i morti appartengono tutti a una stessa famiglia, che stava rientrando in città per controllare la propria casa. L’esercito israeliano ha confermato di avere colpito il bus, sostenendo che si trattasse di un veicolo sospetto. L’episodio è avvenuto mentre dovrebbe essere in corso un cessate il fuoco, parte dei primi accordi di pace mediati dagli Stati Uniti.
Hamas ha denunciato che Israele ha violato l’accordo di cessate il fuoco, in vigore dal 10 ottobre, 47 volte, con attacchi contro la popolazione che hanno causato la morte di 38 persone.
In una dichiarazione ufficiale, il governo di Gaza parla di «attacchi deliberati» e «crimini di fuoco diretto contro i civili». Secondo Hamas, l’esercito israeliano continua a operare con carri armati e droni in diverse aree della Striscia, in violazione del diritto internazionale umanitario.
Nonostante l’intesa, i raid israeliani sono, infatti, proseguiti in diverse aree della Striscia e il valico di Rafah, principale punto di passaggio verso l’Egitto e fondamentale per gli aiuti umanitari, resta chiuso «fino a nuovo avviso», su ordine del governo israeliano, aggravando una situazione umanitaria già drammatica….
Continua la lettura qui: Israele fa a pezzi la tregua.

L’eccezionale criminalità di Netanyahu, Blair e Trump deve finire.
Questi tre agenti dello Stato Profondo hanno formato una congrega per operare come fornitori in prima linea di un re-branding aziendale della penisola palestinese di Gaza.
Tony Blair è già un criminale di guerra riconosciuto, essendo stato personalmente responsabile dell’omicidio di massa di 300.000 cittadini iracheni, sulla base del fatto che Saddam Hussein era in possesso di “armi di distruzione di massa”.
Non c’erano armi del genere, come ha affermato con forza il consigliere speciale del governo, il dottor David Kelly, e ha pagato la sua vita per farlo.
Ma l’audace menzogna di Blair ha scatenato la guerra in Iraq del 2003 e il bombardamento dei cittadini e delle infrastrutture di quel tragico paese. Un’azione sanzionata dal presidente George Bush e guidata dalle forze di terra statunitensi sotto il brutale generale ‘Rambo’ Schwarzkopf….
Continua la lettura qui: Eccezionale criminalità ( in lingua inglese)
Gli Stati Uniti hanno speso oltre 31 miliardi di dollari per aiutare Israele negli ultimi due anni
Il Cost of War Project della Brown University ha calcolato che il sostegno militare totale degli Stati Uniti a Israele negli ultimi due anni è costato ai contribuenti statunitensi oltre 30 miliardi di dollari. Israele ha ricevuto oltre 21 miliardi di dollari in aiuti militari dagli Stati Uniti e Washington ha bombardato l’Iran e lo Yemen per Tel Aviv.
Secondo lo studio, gli Stati Uniti hanno fornito a Israele decine di migliaia di bombe e altre armi in seguito all’attacco di Hamas nel sud di Israele due anni fa. Le armi americane hanno alimentato il genocidio di Israele a Gaza.
L’uccisione di massa a Gaza con armi statunitensi ha spinto un numero crescente di americani ad opporsi agli aiuti militari e alla vendita di armi a Israele. Tuttavia, la crescente opposizione alla relazione speciale che Washington ha con Tel Aviv non ha portato il presidente Joe Biden o Donald Trump a ridurre il flusso di armi verso Israele….
Continua la lettura qui: USA spese per israele (in lingua inglese)

Un’immensa Palestina
Il mondo rischia di diventare una immensa Palestina. Lo hanno capito i milioni di persone scese in strada che, schierandosi per la Palestina, hanno preso le parti dei diritti umani, che hanno espresso la volontà di sentirsi una comunità integrale, senza confini. E questi milioni sono diventati rappresentanti anche di chi è rimasto a casa e hanno fatto piazza pulita dei critici per forza, scettici perché reazionari, e dei violenti telecomandati, provocatori pronti per le prime pagine.
Non dominano ancora l’odio e la provocazione ma serpeggiano. Ve ne siete accorti: nelle relazioni personali, nei social, tutto è a rischio di fraintendimento, di intolleranza.
Non si fanno sforzi per capire, vogliamo giudicare in fretta e, soprattutto, non siamo disposti a sorprenderci, ad amare le novità. Il sospetto ha sostituito il dubbio, si lasciano aperte ferite che noi stessi abbiamo provocato.
Per di più si sono aperti, o riaperti, fronti ancora più gravi. La violenza, i delitti contro le donne, contro chi è stata amata fino al giorno prima hanno delle precise responsabilità ma derivano dall’idea che si possa comunque prevaricare quando le cose vanno in una direzione opposta a quanto voluto. Idee malsane che trovano ascolto nelle nuove patologie estreme della vita quotidiana.
Nel dominio pubblico si fa strada l’arroganza di chi governa, di chi pensa di fare piazza pulita perfino del senso comune. Siamo in uno dei punti più bassi della storia recente….
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ANNO VI DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
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