Cancel culture, riscrivere la storia, censura sempre più invadente, distruzione del libero pensiero, anzi del pensiero tout-court, tirannia digitale invasiva.
Il progetto criminale globale chiamato Grande Reset, gestito e voluto dall’aristocrazia finanziario-usuraia che domina veramente il Pianeta (attraverso politici ed istituzioni corrotte e ricattabili), ha come scopo principale la nostra disumanizzazione e la costruzione di una “nuova normalità” distopica di ebeti.
Tanto per l’èlite di super-banchieri, iper-finanzieri e mega tecnocrati siamo una massa di “inutili” esseri, possibilmente da eliminare (con crisi climatiche provocate, false pandemie, guerre e crisi energetiche, impoverimenti indotti) e con i suoi “inutili” libri, testimonianza di culture obsolete e da cancellare. Appunto.
Noi del GLR vogliamo preoccupare. Sanamente preoccupare, allarmare, impensierire, inquietare per aiutare a liberarci da una “tranquillità” malata, intrisa solo di preoccupazioni ordinarie e personali.
Una “tranquillità” inconsciente ed inconsapevole su cui l’aristocrazia finanziario-usuraia costruisce il suo progetto criminale globale chiamato Grande Reset. Sia che ci crediamo o no. (GLR)
V’invitiamo a rileggere:
Verso la dittatura digitale (25). Preoccupiamoci: il cervello come campo di battaglia.
Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (43). Esseri inutili di tutto il mondo, preoccupiamoci!
Verso la dittatura digitale (12). Internet dei Corpi, il fine del Grande Reset.
Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (51). Transumanesimo: la fine dell’Umanità.
Se l’ Intelligenza Artificiale distrugge i libri
E’ celebre la definizione di capitalismo di Joseph Schumpetern (economista austriaco, 1883-1950) : distruzione creatrice.
L’ansia di fare tabula rasa, di ri-creare il mondo senza limiti a immagine e somiglianza del febbrile tipo umano del capitalista-imprenditore animato dal desiderio di innovare per guadagnare e dominare ha raggiunto il suo apice con lo sviluppo della tecnologia informatica ed elettronica.
L’ultima tendenza è rendere ogni cosa immateriale, una bolla tecnica controllata da chi ha scoperto i segreti dell’ordine naturale e li piega ai propri interessi. Di dominio ben più che di arricchimento.
Si può affermare che la nuova geopolitica ha per oggetto il controllo prima, il superamento poi della creatura umana.
Lo strumento più raffinato, l’innovazione più disruptiva ( ciò che spezza una continuità, interrompe un processo o produce un cambiamento improvviso e radicale) è l’Intelligenza Artificiale.
Siamo arrivati al punto che l’I.A. – ossia i suoi padroni, gli Altman, i Karp, i Thiel e pochi altri – stanno distruggendo a tappe forzate il patrimonio comune più alto dell’umanità, i libri che custodiscono e trasmettono il sapere umano.
Anthropic, Open AI, Palantir e le altre aziende tese all’onnipotenza tecnologica, compresa Amazon, acquistano biblioteche intere, specie testi rari e antichi, si appropriano delle ultime copie di manuali tecnici, scientifici, storici, filosofici e di ogni altro testo utile ai loro fini; scansionano il contenuto e poi lo distruggono.
Immagazzinare fisicamente libri cartacei costa troppo, meglio cancellare la traccia di millenni di conoscenza umana dopo averla messa a disposizione dei modelli previsionali e predittivi – gli LLM, large linguistic model– dell’Intelligenza Artificiale.
Sapere non è più per tutti, ma oligopolio di un grumo di giganti privati.
Forse l’ossessione di Peter Thiel per la figura biblica dell’Anticristo è un capitolo ulteriore del mondo al contrario. Per il tecnocrate filosofo l’Anticristo contemporaneo è la resistenza all’accelerazione tecnologica e alle sue possibilità. Lucida follia rovesciata di geni ossessionati dal dominio e dalla propria personale caducità.
Non è certo la prima volta che i libri, il lascito ai posteri di ogni ambito della cultura, sono oggetto di distruzione.
Sono noti il rogo di testi storici e filosofici ordinato dal primo imperatore cinese nel 213 a.C, la distruzione della biblioteca di Alessandria – summa della sapienza antica – da parte dell’invasore maomettano nel VII secolo, il falò delle vanità ( arte, libri, abiti, gioielli) dell’allucinato Savonarola nella Firenze di fine secolo XV, l’incendio nazista nel 1933, la distruzione di libri imposta da Mao Tze Tung negli anni tragici della cosiddetta rivoluzione culturale.
In Fahrenheit 451, distopia letteraria di Ray Bradbury (scrittore USA, 1920-2012) ambientata nell’America del XXI secolo, i libri sono vietati e un corpo specializzato ha il compito di rintracciare gli ultimi esemplari per distruggerli.
Ma ciò che viene compiuto dalla cupola tecnocratica e tecnolatrica padrone dell’I.A. è del tutto inusitato, non solo nelle modalità. La cultura viene sottratta alla fruizione libera, acquisita per nutrire l’I.A. e poi distrutta per motivazioni economiche ed ostentare il monopolio assoluto sulla conoscenza: padroni del passato per dominare il presente e ipotecare il futuro.
Tutto diviene semplice traccia elettronica.– teoricamente indelebile – trasferita nei magazzini virtuali, i clouds, le nuvole elettroniche che uniscono la potenza di calcolo dei grandi data center agli algoritmi di apprendimento automatico.
Tutto viene sottratto all’umanità che ha prodotto per millenni conoscenza per accumulo di esperienze; tutto diventa “ cosa loro”. Non si perde completamente, come nei roghi antichi, ma è privatizzata. Sarà disponibile a discrezione, scegliendo con cura chi avrà accesso, perché, a che scopo e a quale prezzo.
Si chiama “progetto Panama”, sino a pochissimo tempo fa negato e secretato.
(Il Progetto Panama (Project Panama) è un’iniziativa segreta dell’azienda di intelligenza artificiale Anthropic che ha comportato l’acquisto, la scansione distruttiva e il macero di centinaia di migliaia di libri cartacei (fino a circa 2 milioni secondo alcune stime) per addestrare il chatbot Claude, assistente virtuale basato sull’I.A.) (GLR)
L’intero scibile umano si trasforma in materiale disponibile ( il Bestand (fondo-risorsa) di Heidegger (filoso tedesco, 1889-1976), ma solo per la tecno oligarchia dominatrice del tempo presente.
Non si sfugge alla prigione tecnocratica, si diventa plastilina nelle mani di chi è in grado di nascondere o rendere fruibile il sapere secondo interesse o capriccio.
A noi resta un nichilismo smemorato , spensierato, colmato a richiesta e dietro pagamento attraverso lo schermo dello smartphone e la scatola magica dell’ Intelligenza Artificiale, cornucopia postmoderna della dea Atalanta.
Forse chi scrive parla pro domo sua, in quanto autore di oltre dieci libri, ma vorrebbe che l’ oblio di ciò che ha scritto e pensato avvenisse per scelta e per la legge del tempo, non per sottrazione deliberata da parte di pochi potenti che si appropriano di tutto, materiale e immateriale, lo immagazzinano nella dimensione virtuale e ne fanno oggetto di allenamento intensivo per il cervellone artificiale che oltrepassa tutte le intelligenze che una volta chiamavamo umane.
Non solo la cupola tecnocratica si impadronisce delle risorse del pianeta, acqua, fonti energetiche, porzioni sempre più ampie del territorio per dedicarle ai giganteschi apparati da alimentare continuamente, raffreddare, ingrandire a scapito dell’antiquata civiltà degli uomini e della persistenza dei viventi, ma la trasforma in trust privato della conoscenza e dell’intelligenza, destinata a decadere nel residuo homo (non più) sapiens. Schiavitù assoluta per de-umanizzazione.
E’ obsoleto anche lo studio di Howard Gardner (psicologo USA, 1943) sull’intelligenza umana. Le sue conclusioni verranno rinchiuse nel cloud, a disposizione esclusiva della tecnostruttura e dei suoi servi più eminenti ?
Gardner identificò nove tipologie differenziate di intelligenza umana, più una decima, speculativa, ciascuna deputata a differenti settori del nostro agire. Intelligenza logico-matematica; linguistica; spaziale; musicale; cinestetica o procedurale; interpersonale; intrapersonale; naturalistica; filosofico-esistenziale.
Dopo di lui, Antonio Battro (psicologo argentino, 1936) e Percival J. Dunham identificarono una nuova tipologia, l’intelligenza digitale. Successivamente Gardner fece una sintesi delle abilità necessarie nell’età contemporanea proponendo una classificazione alternativa: intelligenza disciplinare, sintetica, creativa, rispettosa ed etica, dopo aver esaminato diverse attitudini, dall’intelligenza tecnologica a quella digitale, mercantile, emotiva e perfino spirituale.
Lo psicologo americano ha lavorato per il re Prussia ? Probabilmente sì, se l’I.A. si appresta a sostituirci nelle decisioni, nelle iniziative, perfino in certi ambiti della creatività.
Dunque l’homo sapiens è una creatura fungibile, fastidiosa perché ancora dotata di giudizio e raziocinio.
Perciò, dopo averla ridotta a puro impulso ed esecutrice immediata dei propri istinti con la cantilena dei “diritti”, i padroni universali hanno ogni interesse a ridurne il numero.
Umanità inutile è un’espressione usata apertamente da Yuval Harari (filosofo israeliano, 1976) e Bill Gates.
Una volta incorporata nel magazzino universale dell’Intelligenza Artificiale l’intera produzione intellettuale e scientifica dell’uomo, messo da parte per inservibilità pratica il suo pensiero etico, morale, spirituale, bruciata o resettata ogni sua traccia, il mondo di Fahrenheit 451 sarà perfettamente realizzato.

La residuale futura umanità insipiens regredirà ad animale dalla scarsa dotazione istintuale, la nostra condizione primigenia. I più abili diventeranno cyber uomini al servizio della megamacchina.
E non ci sarà un Guy Montag (Guy Montag è un personaggio immaginario e il protagonista del romanzo distopico Fahrenheit 451 di Ray Bradbury) ribelle a salvare i libri, accaparrati dai signori dell’Intelligenza Artificiale.
Aveva ragione Martin Heidegger: solo un Dio ci può salvare. Ma lo vorrà?
Roberto Pecchioli, https://www.ereticamente.net/ 23/8/2026
Roberto Pecchioli (1954), studioso di geopolitica, economia e storia, svolge un’intensa attività pubblicistica in ambito saggistico. Collabora con riviste e siti web di cultura e informazione indipendente.

Via col vento
ANNO VII DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
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