Lo stato d’israele è il pericolo più grande per il mondo. Un ginepraio di folle geo-politica, di una sconsiderata voglia di espansionismo territoriale, di culto della forza militare, di disumanità conclamata insieme a misticismi e pseudo-religiosità integralista e fondamentalista.

USA ed europa sono soggiogati dallo stato d’israele, che può fare ciò che vuole dovunque e comunque in barba a ciò che resta del diritto internazionale, proprio perchè irretiti dalla più devastante rete di lobby del mondo e dai servizi segreti ( Mossad e Shin Bet) più opprimenti e performanti del mondo, legati a triplo filo alla CIA americana e a MI6 e MI5 inglesi.

Ma ciò che è pochissimo chiaro ai più è che tutto questo malsano e tragico progetto di dominio si regge non solo su trame politiche e militari ma soprattutto su una metafisica pseudo-religiosa derivante da una lettura distorta e sionista della Bibbia ( profondamente traditrice del messaggio ebraico originale) che s’irradia nella mente dei governanti e della maggior parte dei cittadini dello stato d’israele.

Se si pensa quindi che il problema è solo netanyahu e i suoi compari significa non aver capito nulla dello stato d’israele.

Il termine Armageddon identifica principalmente due concetti fondamentali nella cultura ebraica: il significato biblico e spirituale legato alla fine dei tempi.

Armageddon (derivato dall’ebraico Har Megiddo, ovvero il Monte Megiddo, importante sito archeologico situato nel nord di Israele, al margine occidentale della Valle di Jezreel e noto storicamente sia come snodo commerciale e militare) indica il luogo dello scontro finale tra le forze del bene (guidate da Dio) e le forze del male.

Ma per lo stato d’israele sionista le forze del bene sono lui e le forze del male sono tutti gli altri non ebrei chiamati goim che debbono essere o soggiogati o distrutti per realizzare la venuta finale del mashiah ( il messia). A qualsiasi prezzo.

Leggete con attenzione l’articolo che segue e seguite, poi, il video con ancora più attenzione poichè è ricco di termini religiosi ebraici e biblici che ci possano permettere di capire un po’ di più la follia israeliana e il grande pericolo che incombe sul mondo.

Ed è importante ricordare che moltissimi ebrei nel mondo ed anche nello stato d’israele sono assolutamente contrari alla visione conquistatrice dello stato d’israele e alla sua totale amoralità e si oppongono fortemente alla manipolazione del messaggio biblico originario. (GLR)

 

V’invitiamo caldamente a rileggere questi articoli:

La vergogna di un’italia asservita ad israele.

L’america e il mondo al guinzaglio d’israele.

La piovra-israele sugli USA

Ragioni e conseguenze della follia USA-israele

israele, moni ovadia: “netanyahu genocida. basta col sionismo, creiamo uno stato laico per tutti”

 

 

 

Israele: Il conto alla rovescia per l’Armageddon

Ciò che sta accadendo attualmente in Israele è di fondamentale importanza, forse addirittura decisiva, per tutta l’umanità.  Netanyahu sta puntando tutto sulla costruzione della “Grande Israele”.

Si tratta di una politica puramente messianica ed escatologica, radicata nella teoria cabalistica del Messia vittorioso (“been David”), che apparirà dopo la venuta del Messia sofferente (“been Joseph”). Il tragico capitale di sofferenza accumulato durante l’Olocausto viene qui investito nella ricerca del potere, della grandezza e del terrore.

Questo orientamento ha ricevuto il sostegno di Trump – e, per estensione, quello degli Stati Uniti – il che gli conferisce una portata globale. Le sue manifestazioni più estreme furono apertamente formulate dal rabbino Dov Lior e dalle figure politiche israeliane Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich: tra queste figurano il genocidio dei palestinesi e la loro completa espulsione da Israele, la demolizione della moschea di al-Aqsa, la costruzione del Terzo Tempio, l’espansione territoriale “da mare a mare”, l’imposizione delle leggi noachidi sui “gentili” (non ebrei) sottomessi e la venuta del Messia e la sua successiva proclamazione a Re degli ebrei e Signore del mondo.

Da qui la distruzione di Gaza, l’occupazione del Libano meridionale, l’invasione della Siria e la guerra contro l’Iran. Questi non sono semplici piani, ma fatti assodati.

In Israele, dove dittatura, razzismo ed estremismo religioso coesistono pacificamente con democrazia e liberalismo, le elezioni hanno creato una situazione senza precedenti.

Gli oppositori di Netanyahu – i sionisti, in qualche modo più moderati, del blocco Eisenkot – potrebbero sospendere l’escalation escatologica, rinviando così a tempo indeterminato la strategia massimalista (ma fino a quando?).

Per raggiungere questo obiettivo, tuttavia, dovrebbero stringere un’alleanza con la “Lista Araba”, che ha ottenuto un notevole successo alle elezioni della Knesset. Gli arabi, adottando un approccio pragmatico, sono pronti a un simile accordo; accetterebbero quasi qualsiasi cosa, purché ponga fine all’era Netanyahu e alle sue politiche apertamente genocidarie. Resta da vedere se l’opposizione sionista sia disposta a compiere questo passo (Lieberman afferma di no).

Anche la posizione di Trump rimane incerta. Ha già perso molto, quasi tutto, a causa del suo sostegno incondizionato a Netanyahu e al sionismo aggressivo; potrebbe continuare su questa strada, oppure potrebbe decidere di fare marcia indietro. Significativamente, secondo alcune indiscrezioni, starebbe chiedendo a Netanyahu di mettere da parte i controversi Ben-Gvir e Smotrich (sebbene questa informazione si basi solo su fughe di notizie e voci provenienti dalla Casa Bianca). Questo potrebbe essere vero, ma è tutt’altro che certo.

All’interno della cerchia ristretta di Trump, i sionisti e i sionisti cristiani (protestanti estremisti) continuano a svolgere un ruolo decisivo, anche se Trump ha già alienato i suoi sostenitori tra i patrioti americani comuni, quelli del movimento MAGA originale, trasformandoli in acerrimi oppositori.

In definitiva, si scopre che Israele esercita un controllo sul Presidente degli Stati Uniti. Di conseguenza, i pensieri e le azioni dei suoi leader, politici e figure dell’opposizione, così come le coalizioni e le fazioni che emergono al loro interno, influenzano ogni essere umano sulla Terra.

La formazione di un governo in questo piccolo Paese mediorientale è diventata una questione di importanza globale. Il destino del progetto legato all’”Anticristo” è ora nelle mani di Eisenkot e della sua coalizione.

Israele funge da schermo su cui si dispiega la storia del mondo; è, nel senso più letterale del termine, il territorio di Armageddon. È su questo orologio che è inscritta la cronaca della fine dei tempi.

Alexander Dugin

Dottore russo in Sociologia e in Scienze Politiche, Dottore di Ricerca in Filosofia. Fondatore della scuola geopolitica russa e del Movimento Eurasiatico.

Articolo originale:   Israel: The Countdown to Armageddon

 

 

 

Cipro, Israele e Chabad: la rete invisibile

Il dopo elezioni in Israele: il presidente Herzog vedrà a stretto giro Netanyahu e Eisenkot per testare la possibilità di creare un governo di unità nazionale. Il successo elettorale e il ruolo dei partiti arabi e i possibili scenari politici per le prossime settimane a Tel Aviv. Ma sopra tutto questo lo spettro di un nuovo possibile attacco israelo-americano contro l’Iran all’indomani delle elezioni di midterm che si terranno Martedì prossimo 3 Novembre negli Stati Uniti.

Ci occupiamo di una questione di fondo clamorosa e totalmente fuori dai riflettori mediatici: Cipro è una testa di ponte tra Israele e l’Europa? Quali sono i legami nascosti con l’Italia? Esiste una rete di relazioni politiche, economiche, religiose e diplomatiche che collega la crescente presenza israeliana a Cipro con le organizzazioni impegnate a rafforzare i rapporti tra Israele e le comunità ebraiche internazionali? E quale ruolo svolge l’organizzazione Chabad-Lubavitch – di cui spesso ci occupiamo al Vaso di Pandora – in tutto questo?

Come si spiega l’accelerazione degli investimenti israeliani a Cipro, soprattutto dopo il 7 ottobre 2023? La presenza israeliana sull’isola è principalmente economica e residenziale, oppure sta assumendo anche una dimensione politica e strategica? 

Che rapporto c’è tra Brit Olam, il movimento che sta organizzando a Gerusalemme il congresso sulle Sette leggi di Noè, e il movimento Chabad Lubavitch? 

La nostra intervista al giornalista d’inchiesta e documentarista FRANCO FRACASSI e ARMANDO SAVINI, economista, saggista.

 

Ascolta e vedi qui:  Cipro, Israele e Chabad: la rete invisibile

 

 

 

“Il sonno della ragione genera mostri”
Francisco Goya (1746 – 1828), pittore e incisore spagnolo.
 
 
 
 
 

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