
Per anni chi parlava di geoingegneria è stato liquidato come complottista, allarmista o visionario. Oggi, però, il tema entra sempre più spesso nel dibattito pubblico: si parla di modifica del clima, gestione della radiazione solare, inseminazione delle nuvole e tecniche capaci di intervenire sull’atmosfera.
Se non esistesse questa attività di geoingegneria, mi dovrebbero spiegare perché nel sito dell’Unione Europea noi troviamo dei bandi europei per finanziare programmi di geoingegneria. I più importanti sono l’Horizon Europe e Life.
Mi devono spiegare come mai l’Università dell’Aquila sta formando ingegneri specializzati in geoingegneria. L’Unione Europea ha anche aumentato il budget per per Horizon Europe nei prossimi anni.
Avv. Frida Chialastri
Se è tutto vero, allora arriva una domanda centrale: vogliamo davvero che tutto questo avvenga sopra le nostre teste?
In questa intervista torniamo a occuparci di “Cieli Blu”, la proposta di legge promossa dall’avvocato Frida Chialastri. Obiettivo: vietare le attività di geoingegneria sui cieli italiani. Un’iniziativa che richiama il principio di precauzione, la tutela della salute, la difesa dell’ambiente e il diritto dei cittadini a conoscere ciò che accade nello spazio sopra le loro città.
“Cosa dice il principio di precauzione? Che se un’attività può essere rischiosa e non si hanno le prove che sia totalmente innocua, se vi è anche solo la remota probabilità che sia rischiosa per l’uomo e per l’ambiente, deve essere vietata.
Questo principio è anche alla base del testo unico di funzionamento dell’Unione Europea, che io richiamo nel preambolo della legge, l’articolo 191, e chiaramente è presente anche nella nostra Costituzione.
Quindi quello che in realtà fa questo disegno di legge è dire ai nostri governanti e al legislatore: rispettiamo la legge. Rispettiamo questo principio. Devono vietare l’attività di geoingegneria sui cieli italiani perché compromette la salute dell’uomo, perché è e potrebbe essere, rischiosa per la salute dell’uomo e per l’ambiente”
Avv. Frida Chialastri
Al centro del confronto anche le intese tra Italia e Stati Uniti, i riferimenti alla normativa europea e internazionale, i possibili rischi per l’uomo e per l’ecosistema, e il percorso della raccolta firme per portare il tema nelle sedi istituzionali.
Dove si firma? Quali sono le tempistiche? E cosa prevede davvero il disegno di legge? Tutto questo nell’intervista all’avv. Chiara Chialastri.
Non è più soltanto una questione di cielo. È una questione di trasparenza, salute pubblica e sovranità.
Ascolta e vedi qui: L’ITALIA PUÒ DIRE NO ALLA GEOINGEGNERIA? ECCO LA LEGGE
VI RACCOMANDIAMO DI RILEGGERE QUI:
GLR-NOTIZIE-FLASH 93. – DIFENDIAMO I CIELI BLU. 10/5/2026
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Il DDL “CIELI BLU” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il giorno 5 maggio 2026
1 – Firma Online CLICCA QUI
2 – Firma in Comune
Aspettate ad andare il Comune per firmare, stiamo inviando tutte le PEC ai Comuni d’Italia e pubblicheremo l’avvenuta ricezione, a quel punto ognuno potrà recarsi al suo Comune di residenza e chiedere di firmare.
Si può andare a firmare solo ed esclusivamente nel proprio Comune di residenza.
3 – Firma in piazza
Ci vuole qualche giorno (preparazione e spedizione moduli necessari).
Nei punti di raccolta firme, con la presenza del certificatore delle firme, saranno predisposti due moduli, uno per i residenti in loco, l’altro per quelli fuori Comune.

ANNO VII DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA
vedi QUI
IL DOVERE DELLA MEMORIA
Gli stolti di Dio
Dizionario biografico laico dei Santi
vedi qui: il-libro-del-gruppo-laico-di-ricerca
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