In queste poche frasi c’è tutto. Pasolini ha visto con largo anticipo quali danni avrebbe prodotto il “neocapitalismo” nella sua versione “tecnofascista” (dittatura digitale) oggi imperante, quello mascherato di “progressismo dei diritti civili”, di “politicamente corretto”, di “cultura della cancellazione della tradizione e della storia”. Pasolini fu il primo ad usare il termine “tecnofascismo”.

 

“I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa.

Va aggiunto che il consumismo può creare dei “rapporti sociali” immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo); sia, com’è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili.

In ambedue i casi lo spazio per una reale alterità rivoluzionaria verrebbe ristretto all’utopia o al ricordo: riducendo quindi la funzione dei partiti marxisti ad una funzione socialdemocratica, sia pure, dal punto di vista storico, completamente nuova.”

Pier Paolo Pasolini

(dal testo dell’intervento che Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto tenere al Congresso del Partito Radicale del 4 novembre 1975, testo che fu letto postumo, in quanto Pasolini fu barbaramente ucciso due giorni prima)

 

Il testo integrale dell’intervento di Pasolini al Congresso del Partito Radicale lo trovi qui:   Intervento al Congresso del Partito Radicale * Pier Paolo Pasolini

 

 

Pasolini aveva capito la trasformazione del potere in finanziario nel 1975. Oggi verrebbe definito un complottista. L’unico modo che abbiamo per batterli è capire i loro progetti a lungo termine, capire le interconnessioni tra tutti questi eventi. Perché sennò loro saranno sempre 10-50-100 mosse avanti a noi.

Però se tu capisci dove vogliono arrivare, se tu capisci gli strumenti con i quali esercitano il potere, la digitalizzazione, portare tutto nel mondo digitale, un mondo piccolo, controllabile in cui ogni tuo passo ogni tuo battito viene registrato allora potresti difenderti.

Immagina di avere un orologio che misura i battiti, quando guardi una trasmissione viene registrato il momento in cui tuo cuore batte di più, capire quale è la parola che ti esalta, ciò che ti commuove, come viene modificato il Ph del tuo sangue in determinati momenti piuttosto che in altri.

Una volta ti facevano le domande ‘ti piace il rosa o ti piace in rosso’ e in base a quelle cercavano di profilarti. Oggi sanno ciò che pensi, ciò che dici, conoscono i tuoi parametri biometrici, la tua storia medica, la tua cartella clinica. Conoscono tutte le relazioni dei tuoi amici, conoscono quello che dici con i tuoi amici, hanno le foto delle tue vacanze, hanno i tuoi messaggi che tu ti scambi, ti geolocalizzano, sanno dove vai. Sanno esattamente adesso quante persone stanno qui, chi è vicino a cosa, chi parla con cosa e volendo sanno anche chi dice cosa.

Tu ti rendi conto che il tecnofascismo non è che deve arrivare, è già arrivato, è già tra noi. E se non li fermiamo ora, non li fermiamo più

Giorgio Bianchi, fotoreporter   maggio 2022

 

Ri-leggi qui: Pensiero Urgente n.325). Un’oscura logica di potere.

 

 

INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA

vedi: QUI

 

IL DOVERE DELLA MEMORIA

Gli stolti di Dio

Dizionario biografico laico dei Santi

vedi qui:  il-libro-del-gruppo-laico-di-ricerca

 

 

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