“Cerchiamo di svegliarci perché poi è stupido ogni volta ricadere sempre negli stessi errori e non rendersi conto della realtà.
Destra e sinistra sono la stessa cosa, sono entrambi due facce della medaglia dell’ideologia liberista che viene portata avanti dai gruppi sovranazionali che dovremmo abbattere riscattando la nostra sovranità.
Nessuno nell’arco parlamentare ci salverà mai e nessuno fa riforme nel nostro interesse: sono sempre e solo peggiorative.
Ogni volta che esce fuori una riforma bisogna solo capire dov’è l’inganno, perché l’inganno c’è sempre.” (Avv. Marco Mori, 18/3/2026)

REFERENDUM costituzionale sulla RIFORMA della GIUSTIZIA
In Italia il 23 marzo 2026 (e la domenica precedente, 22 marzo) si svolgerà un referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Gli elettori saranno chiamati a confermare o respingere una legge costituzionale approvata dal Parlamento che modifica l’ordinamento giudiziario italiano.
Il cuore della riforma riguarda:
1. la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri;
2. la creazione di due Consigli superiori della magistratura distinti per funzioni;
3. l’istituzione di una Alta Corte disciplinare per i magistrati.
Franco Fracassi
Ascolta e vedi qui: Referendum sulla giustizia
Separazione delle carriere, come la pensava Paolo Borsellino? Parla il fratello Salvatore
Ascolta e vedi qui: Come la pensava Paolo Borsellino?
SARÒ FRANCO
Franco Fracassi
Ascolta e vedi qui: SARÒ FRANCO
Le parti del video dedicate al problema del referendum:
minuti: 16.40 – 31.28
SARÒ FRANCO (2)
Franco Fracassi
Ascolta e vedi qui: SARÒ FRANCO
Le parti del video dedicate al problema del referendum:
minuti: 13.00 – 53.00 ( la follia di nordio)
minuti: 1.03 -1.17 (senza regole)
minuti: 1.25 – 1.29 ( il referendum ha a che vedere con la Costituzione)
Obiettivo del referendum? Controllare la magistratura
Matteo Saudino
Ascolta e vedi qui: Obiettivo del referendum? Controllare la magistratura
Perché al referendum voto NO
Matteo Gracis
Ascolta e vedi qui: Perché al referendum voto NO ❌
Manomettere l’indipendenza del giudiziario
La riforma Nordio non ha nulla a che vedere con le questioni attinenti al funzionamento del servizio-giustizia: non interviene sulla durata dei processi, sulle dotazioni amministrative degli uffici giudiziari, sull’edilizia, sul potenziamento dei riti alternativi, sulle carenze di personale. Non è insomma una riforma volta a migliorare la qualità del servizio-giustizia a tutela dei diritti dei cittadini…..
…. modificare la disciplina costituzionale della magistratura non ha nulla a che vedere con il buon funzionamento dell’amministrazione della giustizia, non rende la giurisdizione più efficiente, né più resistente nella tutela dei diritti fondamentali dei cittadini a fronte dei possibili abusi di poteri pubblici o privati.
Dietro questo progetto di riforma vi è la palese ispirazione ad abbattere il livello di indipendenza reale della magistratura per porre rimedio allo “scandalo del potere diviso”.
Sbarazzarsi dei poteri di controllo è il passaggio obbligato per la trasformazione di un ordinamento democratico in una democrazia illiberale sul modello ungherese o turco. In conclusione, siamo in presenza di un mutamento istituzionale profondo, una vera “riforma epocale” che concorre con altre riforme a demolire i tratti salienti dell’ordinamento repubblicano cancellando i lasciti della Resistenza.
Continua la lettura qui: Manomettere l’indipendenza del giudiziario
Dieci ragioni per votare NO al referendum sulla riforma Nordio
Leggi qui: 10 ragioni per votare NO al referendum
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ANNO VII DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
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