Per la prima volta nella storia vediamo il capo di uno stato che si considera civile parlare apertamente come un assassino, dicendo del capo religioso di un paese che ha aggredito: «lo uccideremo», e degli abitanti di quel paese: «li massacreremo». Né Hitler né Stalin hanno mai parlato così. E tuttavia non solo quest’uomo non viene incolpato e deposto, ma i capi di stato delle cosiddette democrazie occidentali lo approvano, accettando implicitamente che i politici si esprimano oggi pubblicamente come forse nemmeno gli assassini osano fare tra loro.

Che cos’è è un stato che, ignorando ogni forma di diritto, assassina metodicamente o rapisce i capi degli stati che dichiara a suo arbitrio nemici? Eppure è questo che avviene con l’approvazione o il silenzio imbarazzato dei paesi europei. Ciò significa che noi viviamo nel tempo in cui lo stato ha gettato le sue maschere giuridiche e agisce ormai secondo la sua vera natura, che è in ultima analisi il terrore. È probabile, tuttavia, che questa situazione estrema sia letteralmente tale, che, cioè, la deposizione delle maschere coincida con quella fine della forma stato, senza la quale una nuova politica non sarà possibile.

Giorgio Agamben, filosofo, 5/2 /marzo/2026

 

 

Ri-leggete qui:  Pensiero Urgente n.321). L’incubo delle canaglie.

 

 

INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA

vedi: QUI

 

IL DOVERE DELLA MEMORIA

Gli stolti di Dio

Dizionario biografico laico dei Santi

vedi qui:  il-libro-del-gruppo-laico-di-ricerca

 

 

 

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