La nostra “ineffabile” meloni ha dichiarato giorni fa, mentre erano in corso le manifestazioni degli abitanti dei paesi coinvolti dall’olimpiade invernale “Milano-Cortina” per i danni irreversibili creati nei loro territori, che chi è nemico delle olimpiadi è nemico dell’italia…..
Commentare queste affermazioni sciocche ma comunque para-fasciste crediamo sia inutile: chiunque di noi che abbia almeno un paio di sinapsi cerebrali che funzionano ne può trarre tutte le conseguenze.
Ma comunque queste affermazioni sciocche e para-fasciste unite all’assoluto disinteresse per i problemi delle popolazioni intorno a Cortina sono un’ulteriore spaccato del precipitare del nostro tristo paese in un vortice di oscurità morale, politica e sociale. Che riguarda tutti: potenti e gente comune.
Pensando che il nostro tristo paese è il secondo fornitore di armi ad israele che conduce un genocidio innominabile a Gaza e che sta spendendo un mare di soldi per riarmo e guerre alla faccia di gravissimi bisogni sociali: ce lo ricordiamo tra olimpiadi e san remi?
Ancora una volta lo sport è servito, serve e servirà per una bassa propaganda trionfalistica tradendo, prima di tutto, lo sport stesso. (GLR)

IL TRIONFO
Paolo Borgognone Matteo Brandi
Ascolta e vedi qui: IL TRIONFO
Sport e Olimpiadi: propaganda, business e controllo di massa
In questo video metto in discussione uno dei dogmi più intoccabili della società moderna: lo sport come valore assoluto e indiscutibile. Analizzo il lato oscuro dello sport spettacolo e dell’agonismo di massa, mostrando come eventi globali come le Olimpiadi (Milano-Cortina 2026) vengano utilizzati come strumenti di propaganda, distrazione di massa e gigantesco business finanziario.
Lo sport agonistico non nasce per farci stare bene: nasce per creare vincitori e vinti, idoli e falliti, bandiere e nemici. Una logica che viene interiorizzata fin dall’infanzia e che si riflette poi nel lavoro, nella politica e nelle relazioni umane.
Matteo Gracis
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Olimpiadi 2026: Quante bugie.
Le Olimpiadi possono essere un incontro preziosissimo, che mette insieme comunità, popolazioni, valori importanti e che allo stesso tempo intrattiene e genera opportunità per i territori. Ma questo si fa se si considerano le opportunità che servono a chi abita quei territori, a chi ogni giorno si sveglia e non dovrebbe essere costretto a chiedersi se sia troppo costoso il posto dove vive o se ci sia un futuro lì per la propria famiglia, un posto dove mandare i più piccoli a nuoto o dove godersi un film o un pomeriggio di giochi.
Costruire come si è costruito, e in più “di nascosto”, con un progetto politico che non ha a che vedere con lo sviluppo della comunità e della montagna come spazio vivo ma solo con la realizzazione di un grande parco giochi in cui investire, non è lungimirante.
È un danno grosso calato dall’alto sugli abitanti che si sentono come “un granello di sabbia in un ingranaggio enorme”. Abbiamo approfondito i siti interessati dai lavori, parlando con chi abita quei luoghi, in un dialogo che va avanti da più di 5 anni.
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ANNO VII DEL REGIME SANITARIO- ECOLOGICO- DIGITALE
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