L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo...”

Così recità il primo articolo della nostra Costituzione. Teresa Mattei (1921-2013), grande Partigiana poi nota pedagogista e membro dell’Assemblea Costituente, subito dopo l’approvazione di questo articolo, nel 1947, disse orgogliosamente:

La sovranità è nelle mani nostre, nelle mani del popolo e paritariemente in quelle di ogni cittadino; con questo la Repubblica ci ha fatto diventare cittadini e non sudditi“.

Ed invece la storia italiana dal 1945 in poi è stata una storia di sudditi e di sudditanza della nostra Nazione prima per la Guerra Fredda, oggi per il progetto criminale globale chiamato Grande Reset e per le varie follie degli USA. Domani chissà…

Sudditi e sudditanza verso i vincitori della Seconda Guerra Mondiale: gli Anglo-Americani. Inghilterra e USA. E dietro a tutto il “Mucchio selvaggio“.

C’è un documento che rimarrà nei secoli, una condanna all’ ignominioso atto di resa, mascherato di pace, firmato a Parigi nel 1947 dai nostri Governanti di allora. In base a tale trattato l’Italia divenne una nazione a sovranità limitata e soggetta alle disposizioni delle cosiddette potenze alleate. Vinti e Umiliati e ridotti in catene.

Il filosofo Benedetto Croce ebbe la dignità di dirlo a chiare lettere nel suo intervento all’Assemblea Costituente che doveva ratificare ( cioè accettare senza condizioni) il Trattato di Pace.

Il primo Governo eletto dopo la Liberazione (???) nel 1945, il Governo Parri composto di combattenti della Resistenza ( leggi QUI), se fosse durato difficilmente, molto difficilmente avrebbe accettato il Trattato di Pace e per questo il deep-state anglo-americano ( sostenuto da forze oscure italiane) provvide affinchè cadesse dopo appena cinque mesi ( leggi QUI).

E quando, proprio nel 1947, si tentò una via di scelte politiche e sovrane fu approntata la terribile strage di contadini di Portella della Ginestra, in Sicilia, per far capire all’Italia chi comandava ( leggi QUI).

E quando Enrico Mattei (1906-1962), già ex Partigiano e capo delle Brigate partigiane di ispirazione cattolica, tentò, come presidente dell’ENI, una via di approviggionamento energetico sovrana e autonoma da quella imposta dagli anglo-americani, beh morì in un “provvidenziale” incidente aereo a Bascapè il 27/10/1962.

E quando Pier Paolo Pasolini ( 1922-1975) nella sua fremente ricerca ( che proseguiva quella portata avanti dal giornalista Mauro De Mauro ( 1921-1970) è fatto “provvidenzialmente” scomparire da Cosa Nostra il 16/9/1970) stava per avvicinarsi alla verità sull’assassinio di Mattei e sulla P2 e la stava scrivendo nel suo ultimo romanzo “Petrolio“, beh incontrò dei “provvidenziali” feroci “froci” che lo uccisero a bastonate il 2/11/1975.

E quando Aldo Moro (1916-1978) tentò di affermare di nuovo una politica nazionale, di dialogo con il PCI, autonoma e sovrana, beh fu ucciso da “provvidenziali” brigatisti rossi il 9 maggio 1978.

E quando Bettino Craxi (1934-2000) da presidente del consiglio, pur essendo certo non un esempio di politico specchiato e democratico, ebbe un sussulto di sovranità italiana l’11 ottobre del 1985 e oppose i carabinieri ai marines inviati dal presidente Usa Reagan sulla pista di Sigonella, in Sicilia, beh iniziò il suo irrimediabile declino politico e di potere fino ai tempi di Mani Pulite.

E quando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non si limitarono a fare i cacciatori di mafiosi ordinari ma cominciarono a curiosare nel mondo oscuro politico ed economico con cui Cosa Nostra era in rapporti, beh sapete come è andata a finire.

E persino il super atlantista Silvio Berlusconi ( 1936-2023) fu costretto alle dimissioni il 12/11/2011 del suo IV governo, con un’azione economica del Consiglio d’Europa, per fargli pagare la sua posizione politica a favore di Gheddafi, attraverso l’ENI, e Putin, cosa assolutamente inaccettabile agli occhi degli anglo-americani, e per aprire la strada al ben più affidabile governo del famigerato Mario Monti.

E quando in altre decine di occasioni l’Italia cercò vie autonome e sovrane di politica nazionale, di economia, di politica estera ci furono subito stragi, bombe, strane morti, P2Gladio, servizi segreti e massonerie sempre deviati, strategie della tensione portate avanti da sedicenti Neri o Rossi o Grigi o reali mafiosi di Cosa Nostra in vivida collaborazione. Una storia di sudditanza che doveva essere continuamente ricordata e riaffermata anche con il sangue.

Una triste storia di sovranità limitata fino all’epoca del Grande Reset, progettato e voluto dal “Mucchio selvaggio” dell’aristocrazia finanziario-usuraia con le sue pseudo-pandemie, le sue pseudo-emergenze climatiche e la sua reale digitalizzazione forzata di ogni aspetto della vita. E con finti governi che fintamente decidono ciò che è stato deciso altrove.

Non è un’altra storia, è la stessa storia cominciata già dal 1945. Una tragica storia di sudditanza scritta in quel Trattato di Pace del 1947, soprattutto nella parte ancora segretata che nessuno ancora oggi conosce ( e che non conobbero neanche i Padri costituenti) tranne i Pochissimi che sanno tutto, tutto possono e su tutto vegliano.

E si, ha proprio ragione Padre Dante: ahi serva Italia…

Dovremmo, dobbiamo fare nostre le parole piene di indignazione e vera dignità italiana ( non ridotta al pallone o al tennis o alla Ferrari) di Benedetto Croce. Dovremmo, dobbiamo ognuno di noi personalmente!

Lo dobbiamo agli Uomini/Donne del Risorgimento e della Resistenza che versarono il loro sangue per un’Italia sovrana e libera. (GLR)

 

 

 

La memoria spettrale degli italiani

LA MEMORIA SPETTRALE DEGLI ITALIANI: COME SI PUO’ CAMBIARE LE COSE SE NON SI E’ COMPRESO NULLA DI QUANTO ACCADUTO?  

E’ possibile pensare d’invertire l’attuale corsa dell’Italia verso il precipizio se, preliminarmente, non si diffonde una comprensione storica delle cause che ci hanno condotto a questa situazione?

La domanda si pone perché, rispetto alla maggior parte degli eventi cruciali della storia recente italiana, la maggioranza della popolazione possiede esclusivamente una memoria spettrale, ovvero un ricordo traumatico ma deprivato della comprensione di cosa sia effettivamente accaduto.
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Gli eventi su cui oggi sussiste soltanto una memoria spettrale, sono tutti correlati alla sovranità: ovvero a quel processo storico avviatosi negli anni ’70 del secolo scorso che ha visto la sovranità dell’Italia passare da una condizione limitata – qual era stata a partire dal secondo dopoguerra – a uno stato di semi-totale azzeramento.  Gli eventi in questione sono i seguenti:
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1) GLI ANNI DI PIOMBO
Riguardo ai fatti di quel decennio che va dal 1969 a circa il 1981, si può dire sia venuta meno ogni memoria storica al punto che, attualmente, è ovunque riscontrabile un grado d’ignoranza talmente elevato – unito a isterie moraliste, storiografie iper-complottiste e via dicendo – da rendere perdita di tempo qualsivoglia discussione sull’argomento.
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2) TANGENTOPOLI
Un colpo di stato avvenuto col sostegno straniero, che ha cancellato le forze democratiche e fondatrici della Repubblica, ancora oggi viene percepito dal gregge-massa come un evento eroico e a difesa del bene pubblico.
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3) LA SECONDA REPUBBLICA E LE RIFORME
Tangentopoli e l’inchiesta Mani Pulite funsero da levatrici per la nascita d’una stagione di riforme neoliberiste ed eversive dell’ordine costituzionale chiamata Seconda Repubblica. Dopo trent’anni di svendita del patrimonio pubblico, di privatizzazioni, di demolizione dei diritti del lavoro e di smantellamento del potere dell’istituzione parlamentare, quella che un tempo era la quinta potenza economica mondiale, si ritrova oggi con il numero di popolazione sotto la soglia di povertà quadruplicato rispetto a prima, un sistema industriale ai minimi termini, un’ecatombe delle piccole imprese, un collasso della coesione sociale evidenziato dalla metà della popolazione che diserta le elezioni. 
Eppure, una vasta parte di opinione pubblica è ancora convinta che, se le cose sono andate così male, è perché di quel genere di riforme non ne sono state fatte abbastanza. 
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4) L’11 SETTEMBRE 2001
La vicenda storica che ha inaugurato lo stato d’emergenza permanente e l’avvento della post-verità (cioè la fine d’ogni concezione comune sul vero e sul falso), viene interpretata ancor oggi dai più secondo la versione ufficiale di grattacieli crollati per il calore del carburante malgrado tutti abbiano avuto davanti agli occhi, invece, sequenze video mostranti polverizzazione immediata di mura e acciaio. 
Da questo venir meno d’un piano epistemico condiviso, è disceso il fatto che oggi la maggioranza non abbia idea del perché quel fatto sia avvenuto.
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5) LA DESTITUZIONE DI BERLUSCONI NEL 2011
Non troppo dissimilmente da quanto avvenuto vent’anni prima con Mani Pulite, magistratura, media, servizi segreti e capi di stato stranieri, col coordinamento della Presidenza della Repubblica, hanno contribuito a destituire un premier democraticamente eletto per avviare uno stato d’emergenza finanziario che ha portato a modifiche della Costituzione volte a sottrarre agli organismi elettivi ogni potere di decidere intorno all’economia (e dunque a sottrargli potere decisionale tout court).
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6) L’EMERGENZA PANDEMICA
Dallo stato d’emergenza si è alfine passati allo stato d’eccezione e, con esso, sono partiti il capitalismo della sorveglianza, il sistema di credito sociale volto a condizionare i diritti civili alla condotta e alla conformità politica, la messa in discussione dell’habeas corpus, la dissoluzione sociale definitiva attraverso l’imbozzolamento della nuda vita nel digitale
Tutto questo, col pieno consenso d’una maggioranza che, ancora oggi, sarebbe disposta a replicare quella dinamica di assoluta sottomissione.
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7) L’EMERGENZA CLIMATICA
La paura per un ambiente divenuto ostile – con le cartine del meteo nei telegiornali viranti verso il colore rosso al fine di suscitare inquietudine – ha portato dal timore d’un pericolo tangibile a quello verso l’indefinito e l’invisibile e, quindi, alla repulsione verso il tempo presente.
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8 ) L’EMERGENZA DI GUERRA 
Così come l’ambientalismo padronale ha promosso il disgusto verso il tempo presente, lo stato di guerra continuo ha cancellato ogni visione collettiva e condivisa del tempo futuro: ovvero ha certificato il noto assioma secondo cui chi non possiede un passato – ovvero non lo ha compreso – neppure può disporre d’un futuro.

Riccardo Paccosi, https://www.ariannaeditrice.it/ 30/1/2026

 

 

Il caso italiano

Kenneth Waltz, nel suo libro “Teoria della politica internazionale”, afferma che l’obiettivo primario di uno Stato debba essere l’evitare di essere dominato da un altro Stato.

Ora, so perfettamente che l’Italia (da sola) non può di certo ambire al ruolo di grande potenza. Siamo un Paese decrepito, de-industrializzato e privo di risorse. E lo stesso Waltz ricorda che non è solo la forza militare a generare potere, ma anche il possesso, la gestione e/o il controllo di risorse critiche e strategiche.

Per questo motivo, grandi potenze sono anche quelle che hanno capacità di “isolarsi” e di rinunciare (nel caso) all’interdipendenza con altre regioni globali (oggi, forse, solo la Russia potrebbe farlo; sempre meno gli USA che non possono prescindere dal loro dominio finanziario globale per rimanere in piedi – non a caso si parla di un uomo di BlackRock a capo della FED). Questo, inoltre, rende difficilmente immaginabile il sogno di una “Europa potenza” senza suddetto controllo/gestione di risorse (che possono arrivare solo da sud o da est).

Detto ciò, tornando al caso italiano (ma la cosa è comune ad altri Stati europei), colpisce il fatto che il principio base di esistenza di uno Stato (evitare il dominio di un altro) non abbia alcun valore per la nostra politica che, anzi, fa tutto il possibile per rendere più facile il dominio dell’altro: industria strategica svenduta; telecomunicazioni in mano ad asset della CIA; magistratura influenzabile da elementi esterni al Paese; cybersicurezza ceduta ad Israele; presenza di milizie e servizi di intelligence stranieri in occasione di eventi sportivi; senza considerare le continue umiliazioni che abbiamo subito sul piano internazionale almeno dalla distruzione della Libia in poi, non ultima la ridicola pantomima del nostro ministro degli esteri che è arrivato a giustificare lo sfregio all’Arma dei carabinieri perché fatto da un soldato israeliano e non da un colono (come se facesse una qualche reale differenza).

Non solo, uno “Stato debole” come l’Italia, in linea teorica, dovrebbe stare molto più attento al commettere errori nello scenario internazionale. Abbiamo margini di errore minori.

Invece, continuiamo a persistere imperterriti nei medesimi errori strategici in nome di un asservimento ormai obsoleto e rovinoso.

Primo fra tutti, l’incapacità geopolitica di valutare concretamente la nostra posizione geografica. Probabilmente, qualcuno è convinto che ci troviamo nel Golfo del Messico e non nel Mediterraneo.

 Daniele Perra, https://www.ariannaeditrice.it/ 28/1/2026

 

 

Sudditanza

E’ stata ventilata la possibilità che durante il periodo delle Olimpiadi di Milano Cortina le nostre forze di sicurezza siano affiancate da elementi dell’ICE (Immigrations and Customs Enforcement) col pretesto di proteggere JD Vance, vicepresidente degli Usa e Marco Rubio, segretario di Stato.

Dal ministro degli interni Matteo Piantedosi e tantomeno dal Presidente del consiglio Giorgia Meloni è avvenuta una secca e precisa smentita su questa eventualità. Al contrario Attilio Fontana, Presidente della regione Lombardia, l’ha confermata anche se poi, da buon rappresentante della Lega, non quella di Bossi ma di Salvini, ha fatto qualche passo indietro.

Anche solo ventilare questa possibilità, cioè che uomini dell’Ice affianchino le nostre forze di polizia, è indice, come ha notato Avs, di una perdita di sovranità sul nostro territorio.

E questa è la questione principale, senza però dimenticare i metodi feroci, spietati e largamente illegali dell’Ice, contestati anche all’interno degli Stati Uniti. Dopo l’assassinio di Renee Nicole Good è recente quello di Alex Pretty, un infermiere attivo nel campo della terapia intensiva e definito invece da Donald Trump un “terrorista”. Tutte le immagini documentano che Pretty non aveva nessuna intenzione aggressiva. Buttato a terra da quelli dell’Ice prima è stato colpito dai gas lacrimogeni e poi freddato con dieci colpi di pistola.

La violenza dell’Ice è tale che diversi Stati Nord americani, a cominciare dal Minnesota, dove sono avvenuti l’omicidio di Pretty e della Good, hanno chiesto che l’Ice si “levi letteralmente dai coglioni”, come avevamo scritto in un nostro precedente articolo.

L’Italia è suddita degli Usa dalla fine della Seconda guerra mondiale, basi americane anche nucleari sono in Italia e militari americani godono di una sorta di immunità anche quando commettono, volontariamente o per un eccesso di disinvoltura, reati di diritto comune.

Non è stato mai perseguito e condannato il pilota americano “Rambo”, Richard J. Ashby, che volendo fare il fenomeno e volando a bassissima quota in territorio alpino aveva reciso le funi di una funivia provocando la morte di venti persone. Se ne è tornato negli States e chi s’è visto s’è visto. Non sono stati mai processati né tanto meno perseguiti i militari americani di base, soprattutto a Napoli, che periodicamente stuprano le donne del capoluogo campano.

Ed è anche inaccettabile che ci accorga oggi e solo oggi delle violenze dell’Ice perché sono stati minacciati dei giornalisti italiani. Le violenze dell’Ice c’erano state già prima e ci saranno anche dopo tanto che qualcuno l’ha paragonata alla Gestapo, col timore che voglia introdurre i suoi metodi razzisti (ma questo è fare un torto ai nazisti) anche in Italia.

Ma in questa occasione, anche solo suggerendo la presenza dell’Ice a Milano per collaborare con le nostre forze di polizia, si è superato ogni limite di decenza.

E’ dalla fine della Seconda guerra mondiale che l’Italia, con l’eccezione di Andreotti quando era ministro degli Esteri e per un breve periodo e molto limitatamente di Craxi, è suddita degli yankee.

Col governo Meloni, dati i legami della premier non solo con gli Usa ma anche personali con Donald Trump, questo soccombismo ha raggiunto e superato i limiti che abbiamo cercato di documentare.

In Italia gli Stati Uniti non hanno di nessun regime change, il regime che c’è attualmente gli basta e anche gli avanza (è stata la Meloni a definire l’aggressione al Venezuela “legittima”) ma mentre gli stessi americani denunciano le violenze dell’Ice (per cui negli Stati Uniti è in atto una quasi guerra civile con milioni di cittadini americani, bianchi, non solo neri o afro) noi non si fa un plissé, a meno che non colpiscano giornalisti italiani.

Ma solo questo fatto ci dice che noi siamo sudditi degli americani più degli stessi americani.

Massimo Fini, https://www.ariannaeditrice.it/ 28/1/2026

 

 

 

 

 

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