Il 21 dicembre 2025 alle ore 16.03 è il Solstizio d’Inverno.
La luce riprende a crescere. Inizia un nuovo anno.
Il 21 dicembre 2025 è il vero Capodanno perchè legato ai ritmi della natura: il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione minima. Ed avvengono la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno: le giornate cominciano ad allungarsi fino al giorno del Solstizio d’Estate ( 21 giugno 2026 alle ore 08.24).
I nostri capodanno sono convenzioni legate alle varie culture e alle varie religioni e cadono in vari giorni dell’anno. Invece il Capodanno del Solstizio d’Inverno è comune a tutti gli umani perchè è un evento naturale non culturale o religioso.
Comunque in molte culture, soprattutto antiche, il giorno del Solstizio era festeggiato e veniva celebrato con grandi fuochi, candele, falò che servivano a radunarsi per festeggiare le nozze della notte più lunga con il giorno più corto. La rinascita del mondo, della Terra e, con Lei, degli uomini/donne.
Questi fuochi volevano essere come un aiuto che gli uomini davano al Sole all’inizio della sua ricrescita (anche se l’allungamento delle giornate non è un processo immediato. Per vari giorni intorno al giorno del solstizio, la durata delle ore diurne continuerà ad essere più o meno la stessa...).
Il Solstizio d’Inverno ricalca anche la simbologia della morte e della rinascita, incarna la morte del vecchio dio Sole e la nascita del Sole giovane e pieno di vitalità.
Presso l’antica Roma veniva anche celebrato in questi giorni il 25 dicembre, il “Dies Natalis Soli Invicti”, il giorno della rinascita del Sole Invitto che ricalcava feste antichissime di svariate civiltà. Chiamato anche dies lucis, questo giorno corrispondeva con i primissimi effetti visibili dell’allungamento delle giornate, iniziati il 21 dicembre.
La chiesa cattolica, a partire dal IV secolo, si appropriò in maniera inopportuna e scorretta di tale festa ponendo la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre ( data di cui non c’è alcuna prova storica perchè non si sa quando è nato Gesù di Nazareth) soltanto per sovrapporsi alla festa pagana del Sole nascente. Ricordiamo che la Chiesa Cristiana dei primi tre secoli, ancora non compromessa con il potere imperiale romano e quindi ancora non cattolica, invece non aveva nessuna festa del Natale e tutto era incentrato soltanto sulla Pasqua-Pentecoste.

La Dea Angerona
Nel giorno del Solstizio d’Inverno, il 21 o 22 dicembre, veniva celebrata anche la morte dei semi nella Terra, la Grande Madre Terra, che li conserverà nel suo grembo fino al loro germogliare in primavera. Presso la Roma arcaica, tra il 17 e il 23 dicembre, si celebravano i Saturnalia ( giorni di festa in onore del dio Saturno e della sua mitica età dell’oro) e in particolare, il 21 dicembre, si celebravano anche i Divalia dedicati alla dea Angerona ( di antichissima origine indoeuropea) per cui questa festa veniva chiamata anche Angeronalia.
Quindi il Solstizio d’Inverno del 21 o 22 dicembre era sotto l’egida di Saturno e, soprattutto, di Angerona.
Angerona era la dea del Silenzio e degli amori segreti più profondi, la dea dell’interiorità silenziosa e intima, e veniva rappresentata con l’indice della mano destra sulla labbra chiuse.
Un invito che la Grande Madre Terra ( di cui Angerona era una delle tante rappresentazioni mitiche) faceva a tutti affinchè la rinascita del Sole coincidesse con una rinascita interiore, con una maggiore comprensione di sè stessi, con una maggiore capacità di percepire e ritrovare l’essenziale. Oltre il chiasso, le grida, le feste stupide, il continuo parlare a vuoto dei resilienti di ogni tempo.
Così il Solstizio d’Inverno non era solo un fenomeno astronomico ma diventava (diventa?) un evento di umanizzazione e miglioramento personale.
Per questo il 1 gennaio era dedicato al dio Giano, Ianus, il dio che apre le porte, il dio del passaggio da uno stato all’altro, il dio dai due volti contrapposti: questa festa completava ciò che era iniziato il 21 o 22 dicembre, come speranza di un vero passaggio da un modo di vivere oscuro e servile ad un’esistenza più luminosa, più dignitosa, più libera. Il passaggio dal volto della rassegnazione e della mediocrità al volto della rivolta e della grandezza d’animo.
Se la Luce riprende a crescere io debbo fare più luce dentro di me e fuori di me e sempre più avere forza per Resistere al degrado umano provocato da questa dittatura pseudo-sanitario, pseudo-ecologico e digitale in corso insieme a guerre e genocidi folli: tutti espressione del progetto criminale globale chiamato Grande Reset, voluto e gestito dall’aristocrazia finanziario-usuraia, per una folle e orrenda “nuova normalità” che vuole ridurci a “nuda vita” e porci tutti sotto totale controllo e sorveglianza.
Una Luce nuova e un Silenzio interiore per ritrovare la dignità umana che stiamo tutti perdendo.
La via del Silenzio è quella per poter accendere, con il Sole, questa Luce. E sappiamo quanto abbiamo bisogno del Silenzio che illumina nella nostra epoca, così dispersiva, caciarona, superficiale e cinica, e soprattutto in questo momento storico in cui prevale l’ottudimento generale e trionfa una paura irrazionale e un servilismo verso il potere avvilente. Soprattutto mentre assistiamo in diretta al genocidio spaventoso a Gaza ( insieme a quelli del Sud-Sudan e del Congo) con la complicità degli USA, dell’ europa, dell’italia e fondamentalmente con l’indifferenza quasi generale.
Il 21 dicembre 2025 è Capodanno: quali auguri farci nel tempo di una dittatura sanitario-ecologico-digitale come quella che attraversiamo, nel tempo delle false emergenze continue (climatiche, ambientali, energetiche, economiche, belliche e sanitarie) gestite dal progetto criminale globale chiamato Grande Reset, nel tempo del cinismo generale, nel tempo della morte dell’anima?
Se proprio vogliamo farci degli auguri v’invitiamo a leggere o rileggere qui: AUGURI? MA QUALI AUGURI?
Per tutto questo noi rinnoviamo l’invito a non partecipare a nessuna ipocrita festa ( in famiglia o tra amici) di questo periodo “natalino-capodannico-befanico”.
Sarà una forma di rispetto profondo per il dolore e la morte che bambini, donne e uomini stanno subendo a Gaza e altrove.
Sarà la nostra testimonianza di fronte agli indifferenti da cui siamo circondati.
Pure, nonostante tutto, vi/ci auguriamo di rigenerarci, di migliorarci personalmente, di ritornare umani, di continuare a riferirci testardamente a Valori, Principi ed Ideali e, soprattutto, di trovare e vivere una profonda INDIGNAZIONE (leggi QUI), per ciò che sta accadendo, che possa portare ciascuno di noi a vivere e confermare un serio impegno Resistenziale.
Vi/ci auguriamo di essere uomini/donne che Resistono come fecero, nelle loro situazioni di oppressione, i Santi presenti nel nostro Calendario Laico dei Santi: il 2026 infatti sarà un anno molto difficile e gravido di decisioni del potere sempre più opprimenti per gli uomini/donne liberi nella logica perversa del Grande Reset: possibili altri sviluppi tragici delle guerre in corso ( con conseguenti gravi ricadute economiche per tutti), l’approdo sempre più pervasivo alla valuta digitale, all’identità digitale e al dominio in ogni ambito dell’intelligenza artificiale per chiudere lentamente ma inesorabilmente intorno a noi una gabbia digitale.
Per cui vi/ci auguriamo di continuare ad essere o diventare finalmente uomini/donne CONSAPEVOLI e IN RIVOLTA, qualsiasi prezzo costi!
E vi/ci auguriamo di ritrovare in tutto questo orrore “l’estate invincibile” che Albert Camus aveva scoperto di avere in sè.
FORZA E ONORE! ORA E SEMPRE RESISTENZA!
Gruppo Laico di Ricerca
V’invitiamo a leggere o rileggere:
“Il Natale atroce” di Pasolini
ANNO VII DEL REGIME SANITARIO-ECOLOGICO-DIGITALE
Articoli che vi raccomandiamo di leggere e rileggere:
DALLA RETE: l’informazione libera.
Per acquistare il nostro Calendario Laico dei Santi QUI
Vedete il nostro video ” Il dovere della Memoria“: QUI
INCONTRI DEL GRUPPO LAICO DI RICERCA
vedi: QUI
Canale Telegram del “Gruppo Laico di Ricerca”
Vedete ed ascoltate anche qui:
Subscribe to our newsletter!





