Orrore e affari. Dietro il genocidio di Gaza, dietro la guerra russo-ucraina, dietro i genocidi in Sudan e nel  Congo in corso ma ignorati dal mainstream, dietro la crisi economica che le guerre provocano e che tocca e toccherà sempre più tutti noi, dietro la morte che invade il nostro disgraziato pianeta da ogni lato.

Orrore e affari dietro le false pandemie e i suoi morti per falso vaccino, dietro la falsa crisi climatica che sta mettendo in ginocchio l’economia, dietro la gabbia digitale ( non falsa) che si sta chiudendo intorno a noi e che distruggerà la nostra identità personale.

Orrore e affari dietro le false paure indotte dalla politica del terrore indetta dai padroni del mondo dell’aristocrazia finanziario-usuraia, la gestrice del progetto criminale in corso chiamato Grande Reset e che molti, troppi di noi si ostinano ad ignorare ed anche questo è un orrore.

Orrore e affari dietro il rendere l’assurdo, l’insensato, il pazzesco, l’irragionevole, il disumano, l’idiotico, l’ignorante una normalissima normalità normale che ci “normalizza” come mostri. 

Orrore, anche senza affari, dietro l’abituarsi all’orrore ( anche della foto che segue), ai genocidi, alle guerre, alle cataste di morti, al vedere calpestati i diritti umani e sociali da governi criminali e che tanto sangue sono costati, all’essere senza Memoria, senza cultura, senza senso critico, alla violenza senza fine del potere, all’indifferenza dei più.

L’orrore.  (GLR)

 

V’invitiamo a ri-leggere:

Una guerra che non serve… ma che serve!

“Hanno fatto un deserto e lo chiamano pace”

La quarta rivoluzione industriale e la chiusura della gabbia.

Governo invisibile del mondo, manipolazione occulta di massa e… democrazia

Il cuore nero e il futuro che ci attende

 

Immagini come questa provenienti dalla Striscia di Gaza non sono propaganda; mostrano semplicemente la realtà: migliaia di bambini piccoli sono gravemente malnutriti e, anche se sopravvivono, rimangono fisicamente disabili a vita. Ma il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sostiene che le notizie sulla fame nella Striscia di Gaza sono “una bugia”.

 

 

LADRI DI TERRA: VIAGGIO NELLA PALESTINA OCCUPATA

di Michele Crudelini (Byoblu TV)

Ascolta e vedi  qui:  Viaggio nella Palestina occupata

 

 

LA DEMOLIZIONE DEI DIRITTI UMANI

Manlio Dinucci

Ascolta e vedi qui:  La demolizione dei diritti umani

 

 

FUGA da GAZA

Franco Fracassi  Davide Rossi

Ascolta e vedi qui:  Fuga da Gaza

 

 

No Other Land

A Masafer Yatta, villaggio palestinese della Cisgiordania, le ruspe israeliane distruggono le case e la speranza. Basel documenta la violenza con la sua videocamera, mentre Yuval, giornalista israeliano, prova a raccontarla al mondo. Un’amicizia possibile oltre i muri. Oscar 2025 per il miglior documentario.

Ascolta e vedi qui: No other land

(occorre fare l’accesso a Raiplay)

 

 

Il genocidio di Gaza e la complicità globale

Un crimine che non nasce da solo

Il genocidio in corso nella Striscia di Gaza non è un evento improvviso né isolato. È il risultato di un processo lungo, costruito su decenni di occupazione militare, impunità politica e complicità internazionale.

Come documenta con precisione il rapporto presentato alle Nazioni Unite dalla relatrice speciale Francesca Albanese, si tratta di un crimine collettivo, in cui Stati terzi hanno avuto un ruolo determinante nel fornire supporto diplomatico, militare, economico e persino “umanitario”, consentendo a Israele di trasformare l’occupazione in una macchina di distruzione sistematica.

Dietro le macerie di Gaza non ci sono solo bombe e soldati. Ci sono governi che forniscono armi, porti che accolgono navi cariche di materiale bellico, banche che finanziano industrie, imprese che forniscono tecnologia dual-use, diplomazie che esercitano veti e silenzi che valgono come complicità. Il genocidio, come sottolinea il rapporto, non è mai opera di un solo attore.

Il quadro giuridico: obblighi chiari, responsabilità ignorate……

Continua la lettura qui:  Gaza e la complicità globale

 

 

Shock economy a Gaza: le imprese italiane in fila per la ricostruzione

Nonostante il cessate il fuoco, proseguono le stragi di palestinesi da parte dell’esercito israeliano a Gaza, ma questo non ha impedito alle grandi imprese di tutto il mondo – comprese quelle italiane – di cominciare a guardare con interesse alla fase della ricostruzione fiutando la possibilità di fare affari d’oro grazie ai finanziamenti internazionali.

È quella che in senso lato si può definire shock economy, la tendenza ad approfittare di crisi di qualsiasi tipo per mettere in atto azioni di speculazione economico-finanziaria che vanno soprattutto a beneficio di una élite economica.

Tra le principali imprese italiane, quelle che punterebbero a partecipare al business della ricostruzione compaiono Webuild, Ansaldo Energia, Saipem e Maire. Secondo la rivista Fortune Italia, «Le aziende europee avranno una corsia privilegiata nelle gare per la ricostruzione».

La Banca Mondiale ha stimato in oltre 80 miliardi di dollari la cifra per smaltire le macerie e ricostruire Gaza e, insieme alle Nazioni Unite, ha già pubblicato diversi bandi per finanziare la ristrutturazione del territorio martoriato dalla guerra, tra cui il “Procurement Plan 2025-2027” con sovvenzioni iniziali per il progetto di riedificazione.

L’Organizzazione mondiale per la sanità (OMS), invece, ha indetto un bando per apparecchiature mediche destinate agli ospedali palestinesi, la maggior parte dei quali sono interamente da ricostruire.

La Banca Mondiale ha conferito a Gaza lo status di “special conflict-affected“, facilitando così l’accesso delle aziende ai bandi. Degli ottanta miliardi almeno venti andranno spesi nei primi tre anni e questo ha già attirato l’attenzione di grandi gruppi industriali, tra cui quelli europei e italiani……..

Continua la lettura qui Affari a Gaza

 

 

 

 

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