NOTIZIE del 7 /7/2025
Noi siamo un po’ dimenticarelli, no? Meglio per noi, invece, ricordare e ricordare bene ciò che è successo dal 2020 perchè nel passato prossimo è scritto ciò che ci faranno nel prossimo futuro… do you understand? Te capi? ‘O capisti?
Il Green Pass come esperimento dell’identità digitale
Se il green pass non garantiva l’interruzione della catena dei contagi, sorge spontaneo porsi la seguente domanda: il green pass era funzionale alla pandemia o la pandemia era funzionale al green pass? E se la pandemia era funzionale al passaporto vaccinale, a cosa era prodromico il green pass?
E’ interessante sottolineare che l’idea di un passaporto vaccinale è antecedente alla pandemia e risale al 2018, quando la commissione europea aveva stabilito una road map on vaccination. C’è un altro progetto, anch’esso concepito prima della pandemia, analogo per certi versi al passaporto vaccinale, che trova in quel particolare momento un humus favorevole per essere implementato. E’ l’Identità Digitale. Wired non ha dubbi in merito. Per la prestigiosa rivista scientifica l’app europea per l’identità digitale “di fatto è stata una versione ‘in piccolo’ del wallet”.
L’idea di un’identità digitale parte sicuramente da lontano, ma un punto di svolta lo si ha con la costituzione del’ID2020, una ONG che sostiene la necessità di un’identità globale. Interessante notare quali sono gli enti che partecipano all’iniziativa ID2020: Blackrock, Facebook, GAVI, Fondo Globale per le Donne, Google, IBM, Mastercard, Microsoft, Rock ad avere ruoli direttivi nella gestione feller Foundation, World Bank. In particolare Bill Gates (attraverso la Fondazione), Rockfeller Foundation e World Bank, oltre ad aver avuto un ruolo attivo nello sviluppo dell’identità digitale, oltre ad aver avuto un ruolo di primo piano nella gestione emergenziale, hanno tutti condotto esercitazioni (o fatto previsioni) su scenari pandemici.
La pandemia è stata l’occasione per testare su strada un progetto che aveva altre finalità? I soggetti coinvolti nello sviluppo di questa tecnologia hanno soltanto cavalcato gli eventi o hanno creato le condizioni per portare a compimento un progetto che necessitava di un evento catalizzatore per vincere le naturali resistenze da parte del pubblico?
Giorgio Bianchi
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Ecco la prova che Israele ha perso la guerra (e segnali che il conflitto sta per riprendere)
Al popolo americano non viene detto perché Israele ha accettato un cessate il fuoco con l’Iran. Sì, Israele stava rapidamente esaurendo gli intercettori di difesa aerea (il che lo rendeva più vulnerabile agli attacchi iraniani). Ma questa questione è solo di secondaria importanza. La vera ragione per cui volevano un cessate il fuoco era perché venivano sistematicamente polverizzati e avevano bisogno di fermare l’emorragia in fretta. Ecco perché Israele ha “gettato la spugna” meno di 2 settimane dopo la salva di apertura, perché l’Iran stava decimando un obiettivo dopo l’altro senza che se ne vedesse la fine. Così, Israele ha capitolato.
(No, non è Gaza ma Tel Aviv…)
Naturalmente, questa non è la storia che abbiamo letto nei media occidentali dove non c’è menzione della vasta distruzione di obiettivi strategici israeliani (da parte di missili balistici iraniani); Quella notizia è stata completamente omessa dalla copertura mainstream. Ma è per questo che Israele ha persuaso Trump a trovare una via d’uscita diplomatica; perché le perdite cominciavano ad aumentare e l’Iran non ‘mollava’….
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PANDEMIA: CURE NEGATE, VERITA’ OCCULTATE. “Autopsia” di una Sanità Moribonda: Intervista al dottor Garavelli, ex Primario di Malattie Infettive e Sindacalista Medico.
L’ex primario di Malattie Infettive dell’Ospedale Maggiore di Novara racconta la crisi del sistema sanitario, tra mancati riconoscimenti, fuga dei professionisti e il silenzio dei media. È un’analisi lucida e, per certi versi, impietosa quella offerta dal dottor Pietro Luigi Garavelli, medico infettivologo di lungo corso, già primario della struttura complessa di malattie infettive presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara. In un’intervista intensa rilasciata a “Gospa News”, il dottor Garavelli offre una lettura profonda della crisi che affligge la sanità italiana, con particolare attenzione alla dimensione locale, senza nascondere un forte senso di delusione nei confronti delle istituzioni sanitarie e politiche. Una voce autorevole, indipendente, spesso scomoda, che durante tutta la crisi pandemica non ha mai esitato a esporsi in nome della verità scientifica e del dovere morale del medico...
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PREMIER SLOVACCO SBOTTA AI GIORNALISTI CONTRO LE ARMI: “IN COSA DIAVOLO CI STANNO PORTANDO TUTTI?”
Ucraina, Gaza, Iran. Robert Fico non fa sconti: l’Europa sta sbagliando tutto. Il premier della Slovacchia ha parlato in una conferenza stampa della attuale e complicata situazione geopolitica, soprattutto in Medio Oriente. Ma non ha escluso il conflitto tra Russia e Ucraina, momentaneamente dimenticato dai media. “Ora le vostre telecamere esploderanno”, dice ai giornalisti. “Perché la Slovacchia non dovrebbe essere neutrale? In cosa diavolo ci stanno trascinando tutti? Tutti parlano di guerra. In che modo pensate che verranno spesi gli 800 miliardi di cui parla l’Unione Europea? Di quale guerra stiamo parlando? Contro chi?”.
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Francesca Albanese: “Le prove del genocidio in Palestina sono ovunque”
In questa intervista esclusiva a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato, denuncia con forza ciò che sta accadendo in Palestina: “Israele sta commettendo atti che costituiscono genocidio. Gaza è il cuore pulsante di un genocidio che non abbiamo potuto prevenire ma abbiamo l’obbligo di fermare”. Nel suo nuovo libro “Quando il mondo dorme” (ed. Rizzoli), Francesca racconta dieci storie vere per offrire uno sguardo umano e profondo sulla realtà palestinese: “La mia voce si appoggia a persone che hanno vissuto, amato e sofferto quella terra, per raccontare la quotidianità, l’occupazione, l’apartheid, il genocidio”. Parlare di genocidio non è solo una scelta etica, sottolinea, ma anche giuridica: “Il genocidio è la distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale. Questo è ciò che definisce l’articolo 2 della Convenzione ONU. E ciò che Israele sta facendo ai palestinesi rientra perfettamente in questa definizione”.
La relatrice ONU evidenzia, inoltre, come la giustificazione basata sulla lotta contro Hamas ricalchi narrazioni coloniali già viste nel corso della storia: “Durante il colonialismo si è sempre usata la sicurezza per reprimere e giustificare crimini. Oggi si ripete lo schema. I palestinesi vengono deumanizzati, tutti assimilati a terroristi. Anche i bambini”. “Queste erano le stesse logiche utilizzate dai tedeschi contro gli Herero e i Nama in Namibia: una popolazione che si era ribellata con violenza al colonialismo, perché il colonialismo è, di per sé, violenza — è spoliazione, segregazione razziale, espropriazione di terre e risorse. È questo che fa il colonialismo. E le popolazioni insorgono. Nel colonialismo d’insediamento, la storia ci mostra — e la letteratura lo ha ampiamente analizzato — che per reprimere le insurrezioni si è sempre fatto ricorso alla retorica della sicurezza e dell’autodifesa, usata per giustificare atti criminali, incluso il genocidio degli Herero e dei Nama, così come quello perpetrato contro i nativi americani”.
Per questo motivo, Francesca insiste: “Bisogna sempre guardare i fatti mantenendo la prospettiva delle vittime. Quando ci si limita alla cronaca, ad esempio analizzando solo gli attacchi ai coloni in Cisgiordania (come spesso usa fare la stampa mainstream, ndr), si rischia di perdere di vista il contesto più ampio, e con esso la verità storica”. La relatrice speciale ONU, infine ricorda come la tragedia del popolo palestinese cominci ben prima del 07 ottobre 2023 e ben prima della Nakba del 1948. Tutto ha inizio con la nascita del sionismo: “È inaccettabile che la conoscenza resti chiusa nei palazzi dell’ONU o nelle università. Oggi dobbiamo rompere gli argini e rendere consapevole l’opinione pubblica”.
Un appello chiaro: “La differenza oggi non la fanno i governi, ma le persone. Sono i popoli a doversi sentire responsabili delle scelte irresponsabili dei loro governi e invertire la rotta”.
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“Economia del genocidio”: il rapporto ONU che identifica le aziende che fiancheggiano Israele
“Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”. È questo il titolo dell’ultimo rapporto della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. Nel documento, Albanese esplora «i meccanismi aziendali che sostengono il progetto coloniale israeliano». Il rapporto scoperchia il proverbiale vaso di Pandora, mostrando chi guadagna da questa duplice operazione di cancellazione e sostituzione dei palestinesi dalla propria terra: dietro vi sono aziende belliche come l’italiana Leonardo, di sorveglianza tecnologica come Palantir, di commercio digitale come Amazon, ma non solo; si parla dell’industria alimentare di Tnuva, dei supermercati di Carrefour, dei colossi del turismo globale di AirBnB e Booking, delle ONG, delle università, dei fondi pensionistici. Una fitta rete di interessi che fa spesso capo ai maggiori gruppi finanziari del mondo, come Vanguard e Blackrock, e che risponde a quella domanda che tutti si pongono quando vengono quotidianamente esposti alle immagini atroci di ciò che accade a Gaza: come è possibile che il genocidio continui? La risposta, conclude il rapporto, è semplice: «perché è redditizio per molti»….
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Cisgiordania: Israele accelera la pulizia etnica autorizzando la distruzione di Masafer Yatta
L’organizzazione palestinese I giovani di Sumud, che si batte per i diritti del suo popolo, ha lanciato un appello denunciando come Israele abbia autorizzato la demolizione dei 12 villaggi palestinesi di Masafer Yatta. La pulizia etnica in corso da decenni in questa parte della Cisgiordania rischia così di giungere a una svolta, che determinerà l’espulsione delle quasi 3000 persone che abitano questi villaggi.
«Il 18 giugno 2025, il Consiglio Superiore di Pianificazione di Israele ha emesso una direttiva per la Firing Zone 918 a tutti i suoi sottocomitati, autorizzando il rifiuto delle obiezioni alla demolizione e le procedure di pianificazione», riporta l’appello dei giovani di Sumud. «Questo avviso, che rimane non divulgato al pubblico, afferma che l’addestramento militare è ora richiesto in tutta la Firing Zone 918». Ciò implicherà il diniego di tutte le richieste di costruzione avanzate nell’area dai palestinesi, così come la dismissione di tutte le procedure legali aperte dalle comunità contro gli ordini di demolizione delle proprie case…
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Bambini di Gaza: aiutarli si può
Tramite la rete è possibile contattare e aiutare direttamente la gente di Gaza. Per chi vuole contattare Nadia: http://t.me/nadinachannel
Massimo Mazzucco
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Vedere con attenzione questi docufilm sui DANNI DELLO PSEUDO-VACCINO e leggi QUI
NON È ANDATO TUTTO BENE – LE VERITÀ NEGATE SUL COVID19: https://rumble.com/v65t5rj-non-e-andato-tutto-bene-le-verit-negate-sul-covid19.html
Invisibili – regia di Paolo Cassina: https://playmastermovie.com/invisibili/
La Morte Negata – regia di Alessandro Amori: https://playmastermovie.com/la-morte-negata/
Sospesi – regia di Marcello Rossi e Walter Zollino: https://www.buzzz.blog/buzzz-on-demand
Per altre testimonianze di danni dello pseudo-vaccino LEGGERE QUI
912 studi scientifici sui danni del vaccino LEGGERE QUI
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