Questo articolo lo abbiamo già pubblicato il 25 aprile del 2021 e non crediamo che sia superato, anzi.

Il progetto criminale globale chiamato Grande Reset sta dispiegando ancora i suoi artigli attraverso l’emergenza pseudo-sanitaria con l’aggravamento, oggi 25 aprile 2022, di una “guerra nella guerra” ( vedi QUI) che non deve servire ad altro che ad affrettare la realizzazione dei 17 punti dell’Agenda 2030 stabilita dal WEF di Davos: l’attuarsi di una “nuova normalità” poggiata su stati terapeutici, sulla biopolitica e, soprattutto, con l’avverarsi della “società del controllo” attraverso la digitalizzazione pervasiva e distruttiva delle nostre vite, dei nostri diritti, della nostra dignità umana.

Il tragico fascismo di sempre sotto nuove vesti.

Soprattutto impera il covidismo, l’humus, il terreno avvelenato in cui alligna la malapianta del Grande Reset. Non aggiungiamo altro. L’articolo ( e quelli indicati a fine pagina) parla da sè a chi ancora ha conservato UMANITA’, DIGNITA’, PENSIERO CRITICO, LIBERTA’.

Ora e sempre RESISTENZA! (GLR)

 

 

 

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Si avvicina il 25 aprile.

Sarà veramente curioso vedere come un paese, ridotto a campo di detenzione, festeggi la sua “liberazione”.

Sarà veramente curioso con che coraggio parte degli italiani, carcerati ormai da più di un anno, celebrino questa ricorrenza.

Sarà paradossale, a dir poco, sentire sempre le solite prediche sulla libertà e sul pericolo fascista fatte da chi avalla e sostiene la tirannia odierna.

Sarà stucchevole, ci possiamo mettere la mano sul fuoco, ascoltare i consueti discorsi istituzionali su quanto sia importante vivere in democrazia, fatti da chi oggi ci fa vivere in dittatura.

Poseranno qualche corona di fiori, faranno qualche foto e ci ricorderanno che dobbiamo essere grati a chi ci sta salvando dall’estinzione.

Sarà curioso vedere come i sostenitori dell’uguaglianza a tutti i costi e dell’abolizione dei confini ritengano lecito un pass semplicemente per spostarsi di regione o per andare allo stadio.

La verità è che siamo prigionieri in casa nostra.

La verità è che non c’è nulla da festeggiare.

Ma per carità continuate a dare dei cattivi ai negazionisti, ai no vax ed ai fascisti.

Sono loro la causa di tutti i mali.

Osannate chi vi ha liberato.

Adorate chi vi tiene in catene.

Festeggiate il 25 Aprile.

Versate pure una lacrimuccia per l’ennesimo discorso vuoto del vostro presidente della Repubblica che vi ricorda com’erano terribili i totalitarismi di destra del ’900.

Sentitevi pure liberi, se ci riuscite.

Siete le marionette perfette del nuovo “teatrino” terapeutico.

The show must go on. ( lo spettacolo deve continuare, ndr)

WI,   Messaggio che circola in Rete,  4/2021

 

 

E si, sarà veramente curioso vedere come la bolsa retorica politica nostrana celebrerà il 25 aprile come se il Grande Reset non fosse, come se quella Liberazione del 1945, costata tanto sangue e sacrificio, non fosse annullata dal Grande Reset e dai suoi complici nostrani, politici e covidioti. E si, sarà veramente curioso… (GLR)

 

 

Klaus Schwab: “Il Covid è l’occasione per un ‘reset’ mondiale”

 

Vedi e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=H_Szaa_wecY

20/11/2020

 

La società progettata dal Grande Reset, la “nuova normalità”:

imposizione di un unico governo globale. Dissoluzione di stati nazionali ed identità. Distruzione di economie nazionali e delle economie locali delle piccole imprese. Egemonia delle multinazionali, di Big Money e Big Pharma.

Cancellazione dei diritti sociali e delle Costituzioni. Stati a regime sanitario con vaccini e mascherine perenni. Abolizione della proprietà privata. Controllo di ogni cittadino e addomesticamento. Digitalizzazione totale dell’esistenza.

E si, sarà veramente curioso vedere come mettere in rapporto un 25 aprile non ipocrita e retorico con tutto questo bel programmino non riconoscendolo come il nuovo-vecchio fascismo.

Dimenticavamo: ma il covidiota non dice che il termine Grande Reset è un’invenzione di giornalisti o scrittori “negazionisti”? (GLR)

 

 

Carlo Levi

Noi non possiamo oggi prevedere quali forme politiche si preparino per il futuro: ma in un paese di piccola borghesia come l’Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi, quelle ideologie; ricreeranno uno Stato altrettanto, e forse più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetueranno e peggioreranno, sotto nuovi nomi e nuove bandiere, l’eterno fascismo italiano.

Carlo Levi (1902- 1975), in Cristo si è fermato a Eboli, 1945


 

 

Piero Calamandrei

Oggi le persone benpensanti, questa classe intelligente così sprovvista di intelligenza, cambiano discorso infastidite quando sentono parlar di antifascismo. […] Finita e dimenticata la resistenza, tornano di moda gli «scrittori della desistenza»: e tra poco reclameranno a buon diritto cattedre ed accademie.

Sono questi i segni dell’antica malattia. E nei migliori, di fronte a questo rigurgito, rinasce il disgusto: la sfiducia nella libertà, il desiderio di appartarsi, di lasciare la politica ai politicanti.

Questo il pericoloso stato d’animo che ognuno di noi deve sorvegliare e combattere, prima che negli altri, in se stesso: se io mi sorprendo a dubitare che i morti siano morti invano, che gli ideali per cui son morti fossero stolte illusioni, io porto con questo dubbio il mio contributo alla rinascita del fascismo.

Dopo la breve epopea della resistenza eroica, sono ora cominciati, per chi non vuole che il mondo si sprofondi nella palude, i lunghi decenni penosi ed ingloriosi della resistenza in prosa. Ognuno di noi può, colla sua oscura resistenza individuale, portare un contributo alla salvezza del mondo: oppure, colla sua sconfortata desistenza, esser complice di una ricaduta che, questa volta, non potrebbe non esser mortale.

Piero Calamandrei (1889 – 1956), da Il Ponte, Ottobre 1946

 

 

 

Ferruccio Parri

… È la cosa che mi pesa di più. Man mano che mi sono fatto una conoscenza più profonda del popolo italiano, ho toccato i suoi aspetti di scarsa educazione civile e politica. Mi riferisco alla parte prevalente del Paese, non a tutto il Paese.

Questo rafforzarsi costante del mio pessimismo, questa constatazione progressiva della non rispondenza della maggior parte del popolo è una delusione forte per uno che ha sempre ritenuto e ritiene di dover fare qualcosa per la vita pubblica

Ferruccio Parri  (1890- 1981), da un’intervista del 1972


 

 

 

 

ANNO III DEL REGIME SANITARIO

 

 

L’articolo di oggi prosegue con questo che segue, pubblicato anch’esso per il 25 aprile del 2021 e che crediamo che non sia superato, anzi:

Un 25 aprile da dittatura.


Per approfondire questi articoli cliccate sui “tag” che trovate in fondo alla pagina.

In particolare leggete:

Quel campionato che iniziò a Milano il 6 maggio 1945.

NON MOLLARE

I bei carri armati di una volta...

9 marzo 2020: un' orribile data piantata nel cervello come un paletto.

1/2/2022: UN APARTHEID ITALIANO

Considerazioni al tempo del regime sanitario (16). "Viver come bruti"

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (18). Eco-sanitar-digital fascismo.

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (13). Una catastrofe occidentale.

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione (17). Stritolati tra vaccini e digitale.

La voglia di Uno che ci liberi dalle nostre libertà

L' anima della Resistenza

Considerazioni al tempo del regime sanitario (25). Abbasso il covidismo!

 

E leggete la GRL-NOTIZIE QUI


 

GLI INDIFFERENTI DI OGGI SI CHIAMANO “RESILIENTI”

 

 


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