Archivio di Luglio 2014

Se Israele vuole l’eredità di quell’ebraismo ridotto in cenere, deve assumerne la piena eredità morale

Yad Vashem è il museo dell’Olocausto di Gerusalemme, il sacrario della Shoà, ma per gli israeliani è ben altro che questo. Quel luogo è per molti aspetti, il topos del senso stesso dell’esistenza di Israele come stato ebraico. Ogni cittadino, ogni fanciullo, ogni soldato, si reca in pellegrinaggio in quel luogo per assumere il pieno statuto identitario di ebreo israeliano. Ogni persona, dal semplice turista o viaggiatore, al più illustre politico in visita in Israele, quale che sia la ragione della sua presenza, sa che ha il dovere di rendere omaggio alle vittime dello sterminio nazista recandosi a Yad Vashem. Leggi il resto di questo articolo »

 

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Le organizzazioni dei partiti sono macchine per fabbricare voti. Dall’efficienza di queste macchine dipende il successo nelle elezioni e, in conseguenza, la composizione delle maggioranze e la formazione del governo centrale e delle giunte regionali, provinciali e comunali. In regime di suffragio universale (specialmente in un paese come il nostro, in cui la grande maggioranza della popolazione non sa neppure leggere l’orario ferroviario) le precisazioni programmatiche e l’idoneità delle persone ad assolvere il compito di legislatori, di amministratori e di controllori significano ben poco. Leggi il resto di questo articolo »

 

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 LA SENTENZA RUBY. BARBARA SPINELLI RITROVA NELLA PARABOLA DELL’EX CAV. IL DISPREZZO PER L’UMANO CHE FU DEL DIVIN MARCHESE.

La coincidenza delle date è già un segno, ominoso. Il 19 luglio 1992, Paolo Borsellino è trucidato a via D’Amelio, assieme a cinque ragazzi della scorta, per aver osteggiato la trattativa fra Stato e mafia. Ventidue anni dopo, il 18 luglio 2014, Silvio Berlusconi è assolto dai giudici della seconda Corte d’appello di Milano per l’affare Ruby.   La lezione di Borsellino:   ci sono assoluzioni comode.   I giudici hanno le idee chiare: non c’è stata concussione, dunque non è vero che l’ex presidente del Consiglio esercitò pressioni sui funzionari della Questura di Milano, la notte del 27 maggio 2010, per esigere, forte del potere che gli veniva dalla alta carica ricoperta, il rilascio immediato di Ruby, arrestata per ladrocinio. Le telefonate del premier ebbero come conseguenza il precipitoso affidamento di Ruby a Nicole Minetti, che la consegnò poi non ai servizi sociali ma a un’amica prostituta. Leggi il resto di questo articolo »

A  questo mondo si rassegna solo chi non ha bisogno di fare altrimenti. La rassegnazione è la filosofia di chi non è obbligato a lavorare sempre col dubbio di perdere il lavoro, a lottare sempre col dubbio di rimanere sconfitto nella lotta, a dormire sempre col dubbio di svegliarsi e di trovarsi affamati. La rassegnazione è la filosofia dei soddisfatti. Leggi il resto di questo articolo »

Firme contro l’autoritarismo per la democrazia partecipata

DOPO LA DENUNCIA, GLI INTERVENTI DI TANTI COSTITUZIONALISTI E I CONTRIBUTI DEI LETTORI IL “FATTO QUOTIDIANO” LANCIA LA PETIZIONE ONLINE: DIECI PUNTI PER LE BUONE RIFORME.

DA OGGI SI FIRMA Su ilfattoquotidiano.it   contro l’uomo solo al comando per una Democrazia partecipata.

Da oggi, su http://www.ilfattoquotidiano.it , raccogliamo le firme contro la “Democrazia Autoritaria” del combinato disposto Italicum-Senato delle Autonomie (come abbiamo illustrato nei 10 punti di domenica 6 luglio) e a favore di una “Democrazia Partecipata” con 10 proposte “aperte” elaborate con il contributo di alcuni fra i più autorevoli costituzionalisti. Eccole. Leggi il resto di questo articolo »

 NON È L’ITALIA che deve andarsene dall’Europa, come vorrebbero alcuni partiti, ma l’Europa che dovrebbe cacciarci a pedate nel sedere. Perché ci mancano gli standard minimi. Che non sono quelli economici e finanziari, che sono recuperabili e in parte recuperati, dall’odiatissimo, non a caso, governo Monti, ma etici, che sono irrimediabili. Non c’è settore della vita pubblica, e anche privata, che non sia corrotto. Parlamentari, presidenti di Regione, consiglieri regionali, personale delle abolende Province, sindaci, assessori, consiglieri comunali, Pubblica amministrazione, Guardia di Finanza, dai più alti ai più bassi livelli, polizia, vigili urbani. Non c’è luogo in cui la magistratura vada a ficcare il naso dove non salti fuori il marcio. E non ci sono distinzioni regionali: il Nord, con la sua ex ‘capitale morale’, Milano, vale il Centro e il Sud. Leggi il resto di questo articolo »

Stiamo precipitando verso il caos. Non vedo come ci potremo sal­vare. Lo Stato è in via di completa dissoluzione. Il governo non può fare alcuna politica seria perché l’ amministrazione centrale è putrida, disorganizzata dalla cosiddetta “epurazione” e non riesce più a ingra­nare negli organi esecutivi locali. Difficoltà enormi per le comuni­cazioni e i tra porti; impiegati con paghe mensili che non bastano a vivere una settimana; corruzione in tutti i campi; perduto ogni rispet­to della legge tutti tendono a farsi giustizia da sé; mancanza di car­bone e di materie prime; siccità che ha bruciato i raccolti; masse di operai abituati a riscuotere le paghe senza lavorare; estremismo de­magogico degli organizzatori sindacali [ … ]. Leggi il resto di questo articolo »

La Chiesa non deve tacere perché è in gioco l’ ethos politico. Non è la Chiesa ad essere in pericolo; è la natura stessa della politica e quindi della democrazia e, in ultima analisi, del costume sociale che sta alla base della democrazia. Lo mostrano diversi fenomeni e ne richiamo alcuni. 1) L’emergere di una certa defigurazione del primato del soggetto, che si traduce in un privilegio di fatto per chi sa rivendicare, con la forza del suo peso economico e sociale, i propri diritti individuali o di gruppo. Si tratta di un atteggiamento che contesta la funzione dello Stato nella tutela dei più deboli e alla fine mette a rischio lo stesso patto sociale che sottostà alla Costituzione, a vantaggio di assetti contrattuali più facili a piegarsi alle convenienze e alle maggioranze del momento. Leggi il resto di questo articolo »

IL PACCHETTO ISTITUZIONALE DI RENZI & B. MINA IL SISTEMA DI CONTRAPPESI FRA POTERI DELLO STATO.

Ecco cosa accadrà se le “riforme” di Renzi, Berlusconi & C. entreranno in vigore: un regime da “uomo solo al comando” senza opposizioni né controlli né garanzie. Cari lettori, scriveteci il vostro pensiero sul modo migliore di opporci al rischio di questo disegno incostituzionale e piduista. Leggi il resto di questo articolo »

C’è il Dio edito e il Dio inedito. Per esempio, la lotta fra atei e teisti è una lotta a livello dell’uomo edito, perché gli atei negano il Dio edito. E spesso fanno bene. Molte volte questo Dio edito non è che un tiranno insopportabile, è la cifra che sublima in sé e legittima tutte le forme di dipendenza, è l’autoritarismo portato a vastità metafisiche. Se noi leggiamo la Bibbia, vediamo che c’è un modo di parlare di Dio del tutto omogeneo all’homo editus, alla cultura, quindi un Dio guerrafondaio, sterminatore, e poi c’è il Dio inedito, nascosto, che è il Dio dei Profeti e che troverà la sua manifestazione in Gesù Cristo… Quando noi parliamo di Dio secondo l’homo editus lo assimiliamo a noi, lo trasformiamo a nostra immagine e somiglianza, per cui egli è aggressivo, vuole la sconfitta dei nemici. Le religioni hanno portato nel mondo l’aggressività distruttiva in nome del Dio edito, che non è il Dio nascosto.

Ernesto Balducci  (1922- 1992),  in  La coscienza dell’uomo planetario, 1993