Archivio di Novembre 2011
presso: CENTRO SOCIOCULTURALE GARBATELLA
Via A. Caffaro 10 ROMA
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Fissiamo il dito e non vediamo la luna. Monti è il dito, la luna è la Terza Repubblica. Il mondo che verrà non appartiene a Napolitano, a Letta o a Monti per ragioni di età e di pensiero. Le nuove generazioni ricostruiranno il Paese o lo distruggeranno in modo definitivo. L’attuale classe politica è un puro effetto ottico, come quando nella pupilla permane a lungo la luce di una lampada. Dobbiamo toglierci gli occhiali e guardare la realtà con nuovi occhi. Un’Italia senza più i vecchi punti di riferimento porterà incertezze, spaesamenti, paure, ma anche grandi opportunità di cambiamento. In questi anni abbiamo vissuto, come popolo, non al di sopra delle nostre possibilità, come si dice comunemente, ma al di sotto delle nostre possibilità. Siamo così abituati al degrado che lo diamo per scontato, ineluttabile. Leggi il resto di questo articolo »
Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori.
Platone, V sec. a.C.
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Gli italiani non hanno più alcuna fiducia nel governo, nei partiti, nelle riforme. Nemmeno più nelle istituzioni. A parte forse, come dicono alcuni sondaggi, nella figura del Presidente della Repubblica. La loro sfiducia nei confronti del futuro è altissima. Soprattutto quella dei giovani che non credono più che studiare e impegnarsi possa servire a qualcosa. E allora si indignano. E hanno ragione. Perché quando la fiducia crolla, forse non resta altro che indignarsi nella speranza che qualcuno li ascolti, li prenda sul serio, cominci a chiamare le cose col proprio nome e, smettendola di raccontare loro solo tante bugie, si rimbocchi le maniche per affrontare una volta per tutte i problemi del Paese. Ma quale fiducia si può ancora avere in una classe dirigente che non ha fatto altro che tradire sistematicamente le promesse, raccontare menzogne e negare la realtà? Come si può ancora chiedere la fiducia dei cittadini quando, di fronte alla crisi mondiale del neoliberalismo, il nostro presidente del consiglio è solo capace di promettere ancora una volta di fare “quella rivoluzione liberale per la quale siamo scesi in campo”? Leggi il resto di questo articolo »
Nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia
PIER PAOLO PASOLINI
veniva ucciso barbaramente dalle trame oscure del nostro Paese.
… sono come un gatto bruciato vivo,
pestato dal copertone di un autotreno,
impiccato da ragazzi a un fico,
ma ancora almeno con sei
delle sue sette vite,
come un serpe ridotto a poltiglia di sangue
un’anguilla mezza mangiata
le guance cave sotto gli occhi abbattuti,
i capelli orrendamente diradati sul cranio
le braccia dimagrite come quelle di un bambino
un gatto che non crepa…
… La morte non è
nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi.
(P.P. Pasolini da ” Poesie in forma di rosa”, 1964)






