«Eppur si muove.» Sembra che, subito dopo aver abiurato davanti all’Inquisizione la tesi secondo la quale la Terra gira attorno al Sole, Galileo abbia mormorato: «Eppur si muove.» A distanza di alcuni secoli, l’autoderisione tipicamente italiana ha usato questa frase per qualificare il funzionamento della Penisola. Niente vi funziona benissimo. I servizi pubblici sono approssimativi, la frode fiscale e sociale è notevole, il clientelismo e il nepotismo neanche si nascondono. Eppure questo paese ha conosciuto uno sviluppo economico favoloso. La sua creatività è immensa. I suoi paesaggi, il suo patrimonio e la sua arte di vivere fanno sognare il mondo intero. Tutto questo resta vero anche oggi. Ma, ahimè, oggi dobbiamo aggiungere una parola alla battuta galileiana: l’Italia si muove male, anzi sempre peggio. Il paese è uno dei più indebitati d’Europa. Le imprese incontrano difficoltà, come ha sottolineato recentemente il “patron” della Fiat, Sergio Marchionne, affermando che il gruppo italiano andrebbe meglio “se potesse separarsi dall’Italia”. Il paese subisce sempre più pesantemente il declino demografico. Il suo bisogno di mano d’opera immigrata aumenta. Il che crea forti tensioni sociali, così come lo scarto persistente della ricchezza tra il nord e il sud del paese. Infine, e non è la cosa di minor conto, i comportamenti trasgressivi del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, proiettano al di là delle frontiere un’immagine deplorevole. Gli italiani si irritano facilmente per i giudizi che vengono espressi su di loro dall’esterno. Vi vedono, e non senza ragione, una certa spocchia. Tuttavia, oggi farebbero male a reagire così. Sono molti gli amici dell’Italia a crucciarsi nel vederla rappresentata da un personaggio così poco raccomandabile. La cosa rischia di portare alla marginalizzazione permanente di un paese in cui sono invece impiantate le radici umanistiche e cristiane dell’Europa. A questo riguardo è veramente increscioso che la gerarchia cattolica non si tenga più chiaramente a distanza dal potere berlusconiano. Il suo ruolo sarebbe piuttosto quello di fare appello alla coscienza di tutti gli italiani affinché si riscuotano. A cominciare dal capo del governo.


editoriale di Guillaume Goubert       in “La Croix”, quotidiano cattolico francese,  del 14 dicembre 2010


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