Quando il Cavaliere per la prima volta diventò presidente del Consiglio italiano, nel 1994, si pensava che a questo imprenditore di successo fosse riuscito il colpo, ma che l’esperienza sarebbe stata breve. Tuttavia sarebbe stato rieletto nel 2001 e nel 2008. Potrebbe perfino vantarsi di essere il capo di governo italiano che è durato più a lungo dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il berlusconismo ha trasformato la società italiana con un  marketing politico rivoluzionario. Che ha saputo fare della televisione un’arma temibile di conquista delle masse. Eppure oggi l’edificio si incrina dappertutto.Mai Silvio Berlusconi era stato tanto contestato per non aver tenuto fede alle sue promesse e per aver sostituito i suoi propri interessi a quelli dello Stato. La prospettiva di un voto di sfiducia contro Silvio Berlusconi, martedì, potrebbe sembrare liberatoria. Paradossalmente, non è questo il caso. Nelle attuali circostanze l’Italia è incapace di proporre un’alternativa credibile a Silvio Berlusconi. Tutto il sistema politico italiano si è organizzato in funzione del Cavaliere, sia per sostenerlo, sia per contrastarlo, rendendo inefficace la dinamica dell’alternanza fra partiti al potere e all’opposizione. Il sistema è diventato tributario del «leaderismo», un moderno culto del capo che occulta il dibattito delle idee. E la principale eredità che il berlusconismo rischia di lasciare è quella di un Paese totalmente frammentato, senza partiti di massa capaci d’imporsi. Ovvero esattamente ciò che la Seconda Repubblica, come gli italiani chiamano il sistema instaurato dopo il 1993, voleva combattere, spingendo il bipolarismo per mettere fine alle alleanze aleatorie e all’instabilità politica del dopoguerra. Martedì Silvio Berlusconi sarà sia sfiduciato, sia fortemente indebolito. Senz’altra scelta, il Paese potrebbe entrare in una crisi politico-istituzionale grave che cade nel momento e nella forma peggiori. Dopo la Grecia e l’Irlanda, l’Italia è soggetta ad entrare nel mirino dei mercati in cerca di una preda facile. Andando senza governo al vertice europeo di Bruxelles del 16 dicembre aguzzerebbe l’appetito dei predatori.


 Stéphane Bussard        ”Le Temps “   di Ginevra   13/12/2010

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