Articoli marcati con tag ‘dignità’

Dormite sereni, la svolta autoritaria è già avvenuta.

Un Parlamento eletto in base a una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte stravolge una Costituzione approvata da un’Assemblea costituente eletta secondo un equo sistema proporzionale che garantiva piena rappresentanza a tutte le forze politiche. Il che significa che chi non ha potere pienamente legittimo, neppure per legiferare e governare, rovina la Carta fondamentale approvata da un’Assemblea costituente che aveva piena legittimità. Una Costituzione approvata a larga maggioranza (quasi l’88% dell’Assemblea costituente) dopo lungo, serrato, colto e serio dibattito nelle commissioni e in assemblea plenaria, viene modificata a stretta maggioranza senza seria discussione. Leggi il resto di questo articolo »

 

Recinto provvisorio nel luogo dove fu trovato il corpo di Pasolini

39 anni. Sono passati 39 anni da quella tragica notte tra il 1 e il 2 novembre 1975 quando Pier Paolo Pasolini venne massacrato in un prato sterrato di Ostia. 39 anni. Quanto è peggiorato il mondo in questi 39 anni? Quanto è peggiorata l’Italia? Ma, soprattutto, quanto siamo peggiorati noi, uomini/donne qualunque? Chi non vede l’imbarbarimento nel quale precipitiamo quasi ora per ora forse ( ma senza forse) è complice della barbarie, dell’idiozia, della cialtroneria che c’invade. Pasolini “vide” dove stavamo andando, lui “sapeva” con prove e senza prove e oppose a questa china malefica tutta la sua intelligenza, la sua multiforme arte, la sua passione. E oppose il suo corpo di poeta. Leggi il resto di questo articolo »

Da un discorso di Piero Calamandrei ( 1889- 1956) all’Assemblea Costituente.

Roma, luglio 1946

Io mi domando, onorevoli colleghi, come i nostri posteri tra cento anni giudicheranno questa nostra Assemblea costituente: se la sentiranno alta e solenne come noi sentiamo oggi alta e solenne la Costituente romana, dove un secolo fa sedeva e parlava Giuseppe Mazzini. Leggi il resto di questo articolo »

NEL Preambolo alla Carta dei diritti fondamentali si afferma che l’Unione europea «pone la persona al centro della sua azione». Parlando di “persona”, non si è evocata una astrazione. Al contrario. Con quella parola ci si voleva allontanare proprio dalle astrazioni, consegnate a termini come soggetto o individuo, e si intendeva dare rilievo alla vita materiale, alle condizioni concrete dell’esistere, ad un “costituzionalismo dei bisogni” fondato sull’inviolabile dignità di tutti e ciascuno. Ma nel Mediterraneo ormai quasi ogni giorno muoiono centinaia di persone che all’Europa guardano con speranza, fuggendo dalla guerra, dalle persecuzioni, dalla miseria. I numeri impressionano, ma non sollecitano l’adempimento della promessa scritta nel Preambolo della Carta dei diritti, della quale Juncker ha parlato come di un riferimento obbligato per l’attività dell’Unione europea. Leggi il resto di questo articolo »

Da Abu Ghraib ai reporter sgozzati. Cosa resta di un principio che infonde leggi e costituzioni.

Lo spirito del nostro tempo è orientato alla dignità, come un tempo lo fu alla libertà, all’uguaglianza davanti alla legge, alla giustizia sociale. Tutti s’ispirano, o dicono d’ispirarsi, alla dignità degli esseri umani, soprattutto dopo lo scempio che ne hanno fatto i regimi totalitari del secolo scorso. Tutto bene, allora? Finalmente un concetto e una concezione dell’essere umano – un’antropologia – in cui si esprime un valore sul quale tutti non possiamo che concordare? Un pilastro sul quale un mondo nuovo può essere costruito? Cerchiamo di darci una risposta, lasciando da parte le buone intenzioni, le illusioni. La legge fondamentale tedesca inizia proclamando la dignità umana «intoccabile». La nostra Costituzione la nomina a diversi propositi. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del dicembre 1948 si apre con la “considerazione” che «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo». Leggi il resto di questo articolo »

Quando uno si trovava solo a vedere delle folle di decine migliaia di persone che perdevano la testa, che scandivano “du-ce du-ce “, che arrivavano fino a uno stato di isterismo, il singolo si trovava proprio sbigottito. Come faccio io a resistere a questa massa, a questa bestialità trionfante? Che cosa posso fare io, singolo?…

A poco a poco veniva di fatto di chiedersi: possibile che abbiano  tutti torto e solo io sia dalla parte della ragione? …

…e cosa potevano sperare, con la loro “azione diretta”, gli sparuti gruppi di oppositori, senza mez­zi, con scarsissimi collegamenti tra loro, quasi tutti già peco­re segnate dalla polizia? Sembrava veramente [...] che muo­vessero all’assalto del Monte Bianco armati con uno stuzzi­cadenti. Chi diceva “no” al fascismo non poteva proporsi di conseguire con la sua “azione diretta” alcun risultato immediato. Diceva no, perchè voleva testimoniare la sua fede in cui credeva: diceva no per salvare l’anima.

Ernesto Rossi (1897- 1967), antifascista, politico, Azionista. Coautore del “Manifesto di Ventotene”.

 

vedi:  Ernesto Rossi, la lungimiranza della laicità

Pensiero Urgente n.261)


I recenti episodi di brutalità che hanno avuto come teatro i cosiddetti Cie rivelano che la routine di quei luoghi di reclusione e di internamento si fonda su una costitutiva violazione della dignità umana. Le grandi leggi universali, ma anche le mirabili costituzioni democratiche, fra cui la nostra, assegnano alla dignità un ruolo centrale. La Repubblica federale di Germania ha addirittura edificato l’intero impianto costituzionale sul principio di dignità attribuendogli un valore assiomatico assoluto. Art 1.Comma 1. La dignità umana è intangibile. La nostra Costituzione, pur rubricandola fra i principi fondativi della democrazia, non ha scelto di enfatizzarne in modo così perentorio il significato decisivo. Leggi il resto di questo articolo »

L’ultima uscita della Collana “Idòla” di Laterza è il pamphlet di Paolo Flores d’Arcais “La democrazia ha bisogno di Dio. Falso!”. Con una prosa serrata l’Autore argomenta la sua tesi: «in democrazia, e finché resta democrazia, nessun Dio può intromettersi, metter bocca, metter logos». Ma senza Dio cosa c’è a sorreggere l’edificio democratico? Quello che l’Autore chiama l’ “ethos repubblicano”, ossia un patrimonio minimo di valori in cui centrale è l’idea di eguale dignità di ciascun cittadino. Un ethos che – secondo l’Autore – non ha nessuna pretesa di universalità poiché il suo unico fondamento è una decisione. A voler esemplificare, la nostra “decisione” di rendere imprescindibile la tutela della libertà e della dignità della persona è iscritta nella Costituzione italiana ed è stata di recente rinnovata nella Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Leggi il resto di questo articolo »

Cinquant’annifa, 250.000 persone si raccolsero a Washington in una grande manifestazione «for jobs and freedom» per il lavoro e la libertà, organizzata da Philip A. Randolph, storico sindacalista militante nero e da Bayard Rusting, pacifista nero, gay, in odore di comunismo. Intervennero sindacalisti, leader religiosi, protagonisti dei movimenti, artisti. Il tutto culminò con lo storico discorso di Martin Luther King, e la sua celebre perorazione: «Ho un sogno…» Sono parole memorabili e in un certo senso sfortunate perché la loro eloquenza ha finito quasi per farci dimenticare le centinaia di migliaia di persone senza le quali quel discorso sarebbe rimasto solo un grande esercizio di retorica, e ridurre questa realtà di massa all’icona di una persona sola. E, riciclata e avvilita in tanti modi (dal caffè Kimbo ad Anna Oxa, da Silvio Berlusconi a Quagliarella) la frase del sogno ha finito per cancellare dalla memoria tutto il resto del discorso e la sua radicale politicità: «Ho un sogno, un sogno profondamente radicato nel sogno americano.  Ho un sogno, che questa nazione un giorno sorgerà e vivrà il vero significato del suo credo: Riteniamo che certe verità non abbiano bisogno di dimostrazioni: che tutti gli uomini sono creati uguali… Ho un sogno, che le mie quattro bambine un giorno vivranno in una nazione dove saranno giudicate non dal colore della pelle ma dal contenuto del carattere. Ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà elevata, ogni colle e ogni monte sarà abbassato, gli spazi ruvidi saranno levigati e i luoghi distorti saranno raddrizzati, e la gloria del Signore sarà rivelata e tutti i mortali la vedranno insieme». Leggi il resto di questo articolo »

Vi è una soglia di diseguaglianza superata la quale le società allontanano le persone tra loro in maniera distruttiva, ne mortificano la dignità, e così negano il loro stesso fondamento che le vuole costituite da “liberi ed eguali”? Evidentemente sì, visto che Barack Obama, abbandonando i passati silenzi, è intervenuto su questo tema, sottolineando che diseguaglianze nei diritti, nel rispetto della razza, nel reddito mettono in pericolo coesione sociale e democrazia. La denuncia riflette preoccupazioni che hanno messo in evidenza come le diseguaglianze siano pure fonte di inefficienza economica. È all’opera una sorta di contro modernità, che contagia un numero crescente di paesi, e vuole cancellare l’“invenzione dell’eguaglianza”. Proprio questo era avvenuto alla fine del Settecento, quando le dichiarazioni dei diritti fecero dell’eguaglianza un principio fondativo dell’ordine giuridico, e non più soltanto un obiettivo da perseguire all’interno di un ordine sociale che trovava nella natura la fonte della solidarietà, affidata ai doveri della ricchezza, alla carità, a un ordine gerarchico intessuto di relazioni spontanee tra superiori e inferiori. Leggi il resto di questo articolo »

Il dolore. E la consolazione. Le persone grandi andandosene sembrano preoccuparsi di chi resta. Lasciano un vuoto, ma anche una traccia di speranza. Che sia quella divina o una più umana e, però, comunque grande. In una settimana abbiamo dovuto salutare due persone vicine a noi, al giornale, ma prima di tutto ai nostri pensieri: don Andrea Gallo e Franca Rame. Oggi ci troviamo a cominciare una nuova settimana senza di loro. Ma con il compito di portare avanti i loro ideali. Così ognuno di noi si chiede quale sia il messaggio ultimo di don Andrea e di Franca. E un cosa ci appare quasi sorprendendoci: abbiamo sempre parlato di loro come di due “eretici”, forse per renderli in qualche modo anomali , diversi da noi. In realtà erano due persone pure. E la purezza, come avviene per l’ossigeno, se respirata senza filtro rischia di bruciarci. Leggi il resto di questo articolo »

8 giugno 2014
17:00a20:00

11 maggio 2014
17:00a20:00

 

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

13 aprile 2014
17:00a20:00

30 marzo 2014
17:00a20:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

25 marzo 2014
21:00a23:00

vedi: 17 febbraio 2013. Morte di un maestro di dignità.

16 marzo 2014
17:00a20:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

2 marzo 2014
17:00a20:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

18 febbraio 2014
21:00a23:00

VEDI: 17 febbraio 2012. Giordano Bruno 412 anni dopo...

26 gennaio 2014
17:00a20:00

vedi:  Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

29 dicembre 2013
17:00a20:00

Per informazioni: 3337765679

26 novembre 2013
21:00a23:00

24 novembre 2013
17:00a20:00

20 ottobre 2013
17:00a20:00

15 ottobre 2013
21:00a23:00

 

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

6 ottobre 2013
17:00a20:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

 

 

24 settembre 2013
21:00a23:00

 

 

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

Roma, 10 settembre 1943. La Resistenza continua

10 settembre 2013
21:00a23:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

4 settembre 2013
21:00a23:00

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

Resistenza. Un antidoto alla indifferenza.

 

Il 17 febbraio del 1600 moriva a Roma, bruciato vivo sul rogo,

GIORDANO BRUNO (1548- 1600)

 

Gli uomini/donne liberi, che insegnano libertà di pensiero e di cammino, fanno paura da sempre. Fanno paura a tutte le Inquisizioni: ecclesiastiche, laiche, politiche. E le Inquisizioni accendono sempre roghi per tentare di bruciare, con i corpi di questi uomini liberi, anche il loro pensiero, il loro insegnamento. Il rogo può essere realmente un fuoco distruttore, come fu per Giordano Bruno, o l’esilio a vita, come fu per Mazzini, o l’emarginazione e un massacro, come fu per Pasolini. E potremmo citarne tanti altri.

Storie di uomini/donne liberi che non hanno concepito la libertà come autorealizzazione personale ( come avviene nella maggioranza delle persone) ma come impegno esistenziale per aiutare le coscienze degli altri a liberarsi e a divenire consapevoli e responsabili. Il Potere di ogni tempo non ha paura della libertà intesa solo come un fatto egoistico ma teme la libertà come progetto, educazione, azione liberatrice. E il Potere uccide in varie forme: da quelle più eclatanti a quelle più subdole, quasi nascoste. Il rogo di Giordano Bruno non è solo un fatto che riguarda una Chiesa oscurantista, feroce, sorda, ma coinvolge tutti i Poteri, o quasi, che si sono accaniti ( e si accaniscono) verso “eretici”, “streghe”, “indiavolati”, “diversi”. Leggi il resto di questo articolo »

2 giugno 2013
00:00a20:00

 

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

Non è l'Italia sognata dai partigiani.

La scintilla della Resistenza. La scelta ieri e oggi

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28 aprile 2013
17:00a20:00

 

vedi: La Resistenza da difendere

LETTERE DEI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA. 8 settembre 1943- 25 aprile 1945

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 Alla vigilia di un anniversario simbolico, i millesettecento anni dell’Editto di Costantino, il cardinale di Milano ha mosso una critica radicale alla laicità dello Stato, rivendicando l’assoluto primato della libertà religiosa e sottolineando i rischi che essa corre nel tempo che viviamo. Lo ha fatto costruendo un modello di comodo, di cui Vito Mancuso ha bene messo in luce le omissioni poiché, tra l’altro, non si fa parola delle persecuzioni alle quali proprio i cristiani sottoposero i fedeli di altre religioni. Quell’“inizio della libertà dell’uomo moderno”, che l’Editto di Costantino avrebbe aperto, in realtà ha avuto altri inizi e altre traiettorie. Si dovrà attendere il Rinascimento, con la sua esclamazione “magnum miraculum est homo”. Si dovrà attendere l’affermazione piena della libertà che trovò la sua tavola nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, vero concilio laico quasi due secoli prima del Vaticano II, che aprì le vie per la libertà di tutti. Se oggi vogliamo discutere di laicità, non possiamo ignorare tutto questo, né rifugiarci in una visione caricaturale della laicità attribuita al suo modello francese. Viene da chiedersi la ragione di un riduzionismo così poco accorto da parte di un prelato non sprovvisto di cultura e visione storica. Leggi il resto di questo articolo »

ANCORA tre vittime. Che si aggiungono, nel giro di pochi giorni, alle tantissime donne che continuano a morire nonostante non si smetta più di denunciare in tutti i modi questa violenza inaudita e senza senso. Che cosa sta succedendo? Perché non si riesce a fermare il femminicidio? Che cosa non riusciamo ancora a capire? Il problema, di fronte a questo tipo di tragedie, è che le ragioni e le spiegazioni non bastano mai. Perché non ha senso accoltellare una donna solo perché ci sta lasciando. Non ha senso ucciderla solo perché non la si sopporta più o perché non si riesce a controllarsi. Non ha senso. Almeno se si parte dal presupposto che anche le donne, come gli uomini, sono degli esseri umani. E che, in quanto tali, non possono e non devono essere trattate come dei semplici oggetti. Solo un oggetto può essere distrutto per un capriccio o per rabbia. Solo di fronte ad un oggetto ci si può lasciare andare alle pulsioni distruttive senza remore e senza rimorsi. Ma forse il dramma è proprio qui: alcuni uomini trattano le donne come semplici “cose”. Se ne invaghiscono. Fanno di tutto per averle. Le usano. E quando qualcosa va storto, se ne sbarazzano. Leggi il resto di questo articolo »

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