Archivio di maggio 2019

 

 

Il 23 maggio 1923 muore dopo una lunga malattia a Milano NICOLA BARBATO ( 67 anni, Kola Barbati in albanese) medico, politico socialista e tra i capi dei Fasci Siciliani dei Lavoratori.

 

Vedi:  Il medico che non volle difendersi: NICOLA BARBATO

Facevamo un’opposizione disperata e inesorabile al regime e a Mussolini. Combattevamo Mussolini come corruttore, prima che come come tiranno; il fascismo come tutela paterna prima che come dittatura; non insistevamo sui lamenti per mancanza della libertà e per la violenza, ma rivolgemmo la nostra polemica contro gli italiani che non resistevano, che si lasciavano addomesticare… Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 21 maggio 1945  muore a Desenzano del Garda (Brescia) in un incidente automobilistico ALDO GASTALDI (24 anni, nome di battaglia “Bisagno“) perito elettrotecnico, militare e Partigiano.

 

Vedi:  Il primo partigiano: ALDO GASTALDI

Il caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, colpita da sanzione disciplinare perché avrebbe omesso di vigilare sul contenuto di un lavoro dei suoi studenti è di inaudita gravità: perché chiama in causa fondamentali principi costituzionali, quali la libertà di insegnamento (art. 33), il diritto all’istruzione (art. 34), la libertà di manifestazione del pensiero (art. 21). Si tratta di diritti che Norberto Bobbio considera presupposti necessari a rendere realmente tale una democrazia. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 19 maggio del 1296 muore nella Rocca di Fumone (Frosinone) a causa della debilitazione dovuta alla prigionia PIETRO ANGELERIO (87 anni, detto Pietro da Morrone) presbitero, monaco e papa della Chiesa Cattolica con il nome di CELESTINO V.

 

Vedi:  L'umiltà di un papa: CELESTINO V

 


In America, un libro come questo avrebbe la forza del Watergate. E in un qualunque Paese europeo, un libro che dimostrasse come il vicepremier e ministro dell’Interno è circondato da postnazisti che ne conducono la politica estera (e forse i flussi di finanziamento) e ne modellano l’ideologia e la retorica porterebbe a una crisi di governo.

Temo che questo non succederà con I demoni di Salvini. I postnazisti e la Lega, di Claudio Gatti (oggi in libreria per Chiarelettere): ma mi domando cosa penseranno, dopo averlo letto, Sergio Mattarella (che fermò, a costo di lacerare la Costituzione, Paolo Savona ma non mosse ciglio contro la nomina di Salvini) o Luigi Di Maio e Matteo Renzi, che condividono la responsabilità (seppur in misura diversa) di aver inquinato, dandola in mano a un uomo di queste frequentazioni, la nostra sicurezza nazionale. Leggi il resto di questo articolo »

Alcune proposte di lettura per capire meglio chi vuole governarci.

 

Nicola Biondo, Marco Canestrari, IL SISTEMA CASALEGGIO,  ed. Ponte alle Grazie  2019

Ha ereditato un’impresa, un partito e una piattaforma online per la democrazia diretta. La sua agenda è segreta. È il sistema che ha scalato l’Italia.

Con un investimento minimo, un uomo si è assicurato un’influenza decisiva sul governo del nostro Paese, una rete di relazioni privilegiate e la gestione di un flusso di denaro di svariati milioni. Il metodo che ha utilizzato è legale e riproducibile; il ruolo che si è costruito inattaccabile. Parliamo di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, il fondatore di Casaleggio Associati, del MoVimento 5 stelle e dell’Associazione Rousseau. È lui oggi uno degli uomini più potenti d’Italia, il fulcro di un allarmante conflitto di interessi. Descrivere il suo potere non è semplice, poiché si nasconde dietro la presunta volontà di costruire un nuovo modello di democrazia grazie a un’applicazione web (di pessima qualità): Rousseau. «Il Parlamento diventerà superfluo» ha infatti profetizzato l’Erede di Gianroberto. Ma il MoVimento 5 stelle – come mostrano chiaramente qui Nicola Biondo e Marco Canestrari – è divenuto il ramo d’azienda politico di un’entità più grande: il «sistema Casaleggio», che intreccia affari, marketing, politica, ad un livello oramai internazionale. Questa inchiesta poggia sul racconto di chi ha contribuito a far nascere il «sistema», di chi ancora oggi ci lavora: parlamentari, insider, analisti italiani e internazionali. Guarda al futuro della democrazia, non solo in Italia. E rivela cosa sarà della nostra vita di cittadini. Non è un film di fantascienza: è tutto reale e dobbiamo difenderci. Subito. (IBS) Leggi il resto di questo articolo »

I politici parlano poco degli adempimenti dei quali tutti devono farsi carico che costituiscono la condizione per le prerogative dei singoli.

Se riavvolgete il nastro delle dichiarazioni di politici, professori, giornalisti, laici, religiosi e così via degli ultimi anni scoprirete che la parola più usata è «diritto», seguita da «lotta alle disuguaglianze», «non lasceremo indietro nessuno» e «eliminare o ridurre la povertà»; la parola meno usata è «dovere» seguita da «rafforziamo le nostre coscienze». Eppure se ci riflettiamo bene non possono esistere i diritti senza i doveri. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 16 maggio 1946 muore a Favara (AG) ucciso da un sicario di Cosa Nostra con un colpo di lupara alla nuca GAETANO GUARINO (44 anni) farmacista, sindaco e politico socialista.

 

Vedi:  Il coraggio di un giovane sindaco: GAETANO GUARINO

 

Il 16 maggio 1955  muore a Sciara (PA) ucciso da Cosa Nostra  con sei colpi di lupara SALVATORE CARNEVALE (32 anni) bracciante e sindacalista della CGIL socialista.

 

Vedi:  Il sindacalista che ancilu era: SALVATORE CARNEVALE

ECCO PERCHÉ GLI INTELLETTUALI FANNO PAURA, È dall’antica Grecia che gli intellettuali vengono ciclicamente considerati inutili. Ancora di più ora, in un’epoca in cui l’azione precede la riflessione. Ma è proprio la volontà di ridurli al silenzio che, in controluce, dimostra la loro rilevanza. II portatore di sapere è giudicato sentenzioso, fastidioso, anti-popolare, elitario, incapace di agire. Mentre si esalta il mito del fare fine a se stesso.

Questo testo che segue è tratto dal libro: Mai più senza maestri di Gustavo Zagrebelsky,  Il Mulino  2019 , euro 14 Leggi il resto di questo articolo »

La riduzione del numero dei parlamentari attualmente in discussione ha motivazioni solo di risparmio, senza alcun riguardo al ruolo che il Parlamento deve svolgere. Questa modifica della Costituzione può essere l’inizio di un cambio preoccupante della democrazia nel nostro Paese, delle sue regole, della sua capacità di composizione dei conflitti. Il parlamento ha un ruolo centrale nella nostra Costituzione e le motivazioni del taglio del numero dei parlamentari sono al di sotto della sua importanza nel nostro assetto istituzionale. Leggi il resto di questo articolo »

La lotta elettorale è il luogo dove si mostrano al meglio le culture (e le non culture) politiche e chi le rappresenta. Senza esclusione di colpi, alleati di governo si prendono a male parole, come se fossero nemici per la pelle: non su temi secondari o pratici, ma su fondamenti e principi. Nella speranza che coloro che assistono allo spettacolo, i cittadini potenziali elettori, ignorino che gli antagonisti governano insieme. Leggi il resto di questo articolo »

“Se l’Italia avesse compiuto il suo lavoro della memoria, oggi ci sarebbero così tanti cittadini pronti a giustificare e a relativizzare il fascismo? (…) Forse, in fondo, se in Italia il potere politico finora ha preferito evitare di illuminare la popolazione sul passato è per timore di forgiare uno spirito democratico che rischierebbe di metterlo in difficoltà”. Leggi il resto di questo articolo »

L’intervista. Lo studioso Pierluigi Valsecchi: “Il razzismo che torna è figlio dell’ignoranza e della rimozione dei nostri crimini”. Intanto supera le 25 mila firme il Manifesto in difesa della storia di Giardina, Segre e Camilleri.

Quanta Africa c’è nella coscienza degli italiani? E che relazione esiste tra la recrudescenza razzista verso l’uomo nero e i vuoti di memoria sui nostri crimini coloniali? Il Manifesto perla Storia ci obbliga a porre una domanda cruciale in un’Italia che dà prova di intolleranza e xenofobia. «In realtà nella cultura italiana la decolonizzazione non è mai cominciata», dice Pierluigi Valsecchi, storico dell’Africa con cattedra all’Università di Pavia. Ora sta per ridare vita alla rivista Africa per l’editore Viella, ma i suoi studi sull’area occidentale africana sono prevalentemente in lingua inglese ed è già questa una spia del problema: «Agli italiani non interessa l’Africa come soggetto storico autonomo, ma solo in relazione al l’Italia o all’Europa». Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 9 maggio 1978 muore a Cinisi (PA) ucciso da Cosa Nostra GIUSEPPE IMPASTATO (30 anni, detto Peppino) attivista civile, giornalista, politico e poeta.

 

Vedi:  Il giovane che non voleva abituarsi: PEPPINO IMPASTATO

Partinico (PA)

L’8 maggio 1947 muore ucciso a Partinico (PA) con un colpo di fucile in bocca MICHELANGELO SALVIA (41 anni) contadino, dirigente comunista della Camera del lavoro locale.

Vedi:  L'uomo a cui hanno chiuso la bocca: MICHELANGELO SALVIA

 


Montanari e Settis - “Ci opponiamo allo sdoganamento della voce fascio-nazista nel dibattito politico: niente Torino”

Come il collettivo di scrittori Wu Ming e come Carlo Ginzburg, anche noi abbiamo deciso di annullare la nostra partecipazione al Salone del Libro di Torino: avremmo dovuto presentare il nostro manuale di storia dell’arte per le scuole, improntato alla Costituzione. Ma non lo faremo: per protestare contro la decisione della Fondazione del Salone del Libro – e cioè di Aie e Adei (le associazioni degli editori), del Comune di Torino e della Regione Piemonte – di assegnare uno stand a un editore collegato direttamente a CasaPound, e che ha in catalogo testi esplicitamente fascisti e nazisti. Leggi il resto di questo articolo »

Anche Elena Ferrante aderisce a “La Storia è un bene comune”, l’appello di Andrea Camilleri, Andrea Giardina, e Liliana Segre lanciato due giorni fa su “Repubblica”. Un sì, quello della scrittrice italiana più amata nel mondo, che arriva in un giorno di fortissima mobilitazione: si aggiungono fra i tanti la presidente dell’Anpi Carla Nespolo; il segretario della Cgil Maurizio Landini; filosofi come Massimo Cacciari; editori come Carlo Feltrinelli. Le firme sono già numerosissime, qui riusciamo a pubblicarne solo una parte. Ma recupereremo tutte le altre  nei prossimi giorni: la battaglia per non “dismettere” lo studio del passato a scuola continua. Ecco il testo del documento: Leggi il resto di questo articolo »


Il 5 maggio 1937 muore a Barcellona (Spagna) ucciso da sicari comunisti stalinisti del PSUC CAMILLO BERNERI (40 anni) filosofo, scrittore e Anarchico Antifascista.

 

Vedi:  Il Rivoluzionario umanista: CAMILLO BERNERI

 

 

Il 4 maggio 1945 muore  a Stramentizzo (Trento) ucciso dai tedeschi in una rappresaglia GIORGIO MARINCOLA  (21 anni, nome di battaglia Mercurio) studente di medicina, militare, Azionista e Partigiano.

 

Vedi:  Lo studente che combatteva gli oppressori: GIORGIO MARINCOLA.

 

 


 

 

Il 4 maggio del 1944 muore fucilato da militi fascisti su una strada presso Bardi (Parma) GIORDANO CAVESTRO (18 anni, nome di battaglia Mirko) studente, Antifascista e Partigiano.

 

Vedi:  Lo studente che ci ha lasciato un compito: GIORDANO CAVESTRO

 

Il 4 maggio 1938 muore dopo una lunga malattia nel campo di concentramento di Sonnemburg ( oggi Polonia) CARL VON OSSIETZKY  (49 anni) giornalista tedesco, oppositore al nazismo e Premio Nobel per la pace nel 1935.

 

Vedi:  La Resistenza di un Premio Nobel: CARL VON OSSIETZKY

 


L’inchiesta di Report. Dietro la nascita dell’esecutivo Conte il ruolo dell’ex consigliere di Donald Trump che esalta l’efficienza del modello Auschwitz.

In auto ci sono l’uomo forte della destra mondiale e un emissario della Lega. Il primo è Steve Bannon, l’ex capo stratega di Donald Trump, ora diventato ideologo dell’internazionale populista, grande ammiratore del modello organizzativo del campo di sterminio nazista di Auschwitz, definito, letteralmente, «una figata, ingegneria di precisione all’ennesima potenza, fatta da Mercedes, Kropp, Hugo Boss… un complesso industriale istituzionalizzato per eccidi di massa». Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra ( PA)  avvenne una STRAGE DI LAVORATORI durante la Festa del Lavoro del 1 Maggio.

 

Vedi:  Una strage di contadini: PORTELLA DELLA GINESTRA

 

 

 


 

Il 1 maggio 1976 muore ad Atene in un incidente automobilistico ALEXANDROS PANAGULIS (37 anni, detto Alekos) politico, Resistente e poeta greco.

 

Vedi:  L'uomo che aveva coraggio e dignità: ALEXANDROS PANAGULIS

Calendario eventi
maggio 2019
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031EC
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli