Archivio di ottobre 2018

Il riformismo scolastico neoliberista. Da tempo si preparano i presupposti culturali per fornire al suicidio nazionale i mezzi più adatti a realizzarsi. Si pensi al bando della geografia nell’insegnamento scolastico o all’abolizione del tema di storia dagli esami della maturità, una vera mutilazione culturale decisa dal Miur.

Credo di poter dire che in nessuna fase storica, per lo meno in età contemporanea, le classi dirigenti italiane e soprattutto il suo ceto politico, abbiano manifestato una così accanita volontà di autodistruzione, un tanto esplicito “istinto di morte”, come accade da noi da alcuni anni. Leggi il resto di questo articolo »

Discesa in campo – La breccia sovranista in Europa, non solo in Italia, si aprì il 26 gennaio 1994 con un video di nove minuti

Il populismo non è mai una dottrina. Un metodo, piuttosto. Nonché una patologia o una “sindrome”, per usare il termine classico del dizionario di politica di Bobbio, Matteucci e Pasquino. Alla base, meglio al vertice c’è “la capacità carismatica del leader di mobilitare la speranza e la fiducia delle masse nella rapida realizzazione delle loro aspettative sociali nel caso che egli acquisti un potere sufficiente” (Guy Hermet).

Il resto viene da sé, a seconda delle crisi politiche e sociali. Se il “popolo” è la maggioranza silenziosa dei moderati oppure una fetta predominante di poveri, precari e disoccupati, accomunati da rabbia e odio contro la Casta. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 27 ottobre del 1972 viene ucciso a Ragusa con sei colpi di pistola dalla mafia GIOVANNI SPAMPINATO (25 anni),  giornalista.

 

Vedi:Il giornalista che cercava la verità: GIOVANNI SPAMPINATO

 

 

Il 27 ottobre del 1553 a Ginevra fu messo al rogo dai calvinisti come eretico MICHELE SERVETO (42 anni) teologo, umanista e medico spagnolo.

 

vedi:  L'eretico che faceva paura: MICHELE SERVETO

Il futuro dell’Ue

Se il 2016 sarà rubricato come l’annus horribilis di europeisti e democratici — con il referendum su Brexit e l’elezione di Donald Trump — il 2019 promette di essere ricordato come l’annus nefastus. Negli Usa il cuciniere dell’internazionale populista è Steve Bannon, il Rasputin cattolico della campagna elettorale di Trump, con un odio radicale nei confronti della cultura “liberal” (dei diritti) e del governo della legge, che egli accusa di essere una manipolazione dei socialisti per cospirare contro chi è stato eletto (Salvini come Trump, oppressi da toghe rosse). I limiti alla volontà elettorale sono orpelli utili solo per fermare il corso della storia. Le elezioni sono plebisciti che spazzano le opposizioni e incoronano il leader. Questa è la teoria politica del populismo.

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Terrasini (PA)

Il 25 ottobre del 1947 a Terrasini (PA) muore ucciso dalla mafia con bastonate in testa e crivellato di proiettili GIUSEPPE MANIACI segretario della Confederterra locale e dirigente comunista.

Nonostante le minacce mafiose si batteva da tempo contro il latifondo e per i diritti dei contadini. Era stato, in passato, nel carcere di Porto Longone (LI) come detenuto per reati comuni e aveva conosciuto i dirigenti comunisti MAURO SCOCCIMARRO (1895- 1972) e UMBERTO TERRACINI (1895- 1983), imprigionati per attività antifascista. Questo incontro segnò il cambiamento di Maniaci e la nascita del suo impegno politico e sindacale. Le autorità conclusero le indagini, dopo l’omicidio, dicendo che “era escluso il movente politico”. I resti di Maniaci riposano nel cimitero di Terrasini.


Buffa cosa è la  vita — quel misterioso accordo di logica implacabile impiegata per uno scopo  futile. Il massimo che ne puoi sperare è una qualche conoscenza di te stesso — che arriva troppo tardi — un raccolto di rimpianti inestinguibili. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 23 ottobre del 1867 muore a Roma a Villa Glori ucciso in combattimento ENRICO CAIROLI (27 anni) medico e patriota risorgimentale italiano.

 

vedi: La generosità di un giovane (2): ENRICO CAIROLI

 

 

Il 22 ottobre del 1880 muore a Pozzuoli (NA) dopo una breve malattia SALVATORE MORELLI (56 anni) politico, scrittore, giornalista, Patriota risorgimentale italiano.

 

vedi:  Il Patriota difensore delle donne: SALVATORE MORELLI

Santa Ninfa (TP)

Santa Ninfa (TP)

Il 22 ottobre del 1946 a Santa Ninfa (TP) muore ucciso a fucilate il mezzadro GIUSEPPE BIONDO. Iscritto alla Federterra, che lottava per l’applicazione della legge Gullo del 19 ottobre 1944 sulla divisione del prodotto al 60% per il mezzadro e al 40% per il proprietario, Biondo rivendicava la ripartizione dei prodotti agricoli per sè e per gli altri contadini della zona secondo il decreto, assolutamente non accolto da padroni e gabellotti mafiosi. Inoltre Biondo era stato sfrattato illegalmente dal proprietario del terreno, ma era tornato a lavorarvi e il proprietario decise, allora, di far uccidere da un suo campiere il mezzadro. L’assassino non fu mai giudicato.


La storia dell’immigrazione a Washington. Il festival delle letterature migranti.

Un tempo i migranti eravamo noi, orde di italiani in fuga. Scappavamo per le stesse ragioni che oggi spingono migliaia di disperati verso le nostre coste, e spesso ci comportavamo come loro, nel bene e nel male. Eravamo soggetti alle stesse discriminazioni, e agli stessi atti di compassione; commettevano gli stessi crimini, e offrivamo gli stessi contributi di eccellenza, quando l’integrazione alla fine ce lo consentiva.

È la lezione, esaltante e triste, che si impara visitando il Museum on Italian Immigration, inaugurato dalla National Italian American Foundation la settimana scorsa nella sua sede di Washington, dedicata all’ex ambasciatore degli Stati Uniti a Roma Peter Secchia. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 19 ottobre del 1969 muore a Perugia dopo una breve malattia ALDO CAPITINI (69 anni)  educatore, filosofo, politico e Antifascista.

 

vedi:  Il filosofo della Pace: ALDO CAPITINI

Orlandini nel 1943

 

Il 18 ottobre del 1977 muore a Pianzano di Carpineti (RE) dopo una breve malattia DOMENICO ORLANDINI (64 anni, nome di battaglia Carlo))  presbitero, partigiano e Antifascista.

 

vedi: La Resistenza di un prete: DOMENICO ORLANDINI

Intervista al padre comboniano Alex Zanotelli

Questa è la vendetta di Matteo Salvini. Pare incredibile che il ministero dell’Interno entri in causa. Ma noi non possiamo restare così passivi ad assistere alla persecuzione di una persona giusta come Mimmo Lucano.

Padre Alex Zanotelli, secondo lei che cosa dovrebbero fare gli italiani?

È maturo il tempo per la disobbedienza civile. Non chiedo eroismo, ma bisogna rischiare qualcosa. Non si può assistere passivamente. Ricordiamo i tempi di Martin Luther King quando c’era chi disobbediva e rischiava il carcere per una causa giusta. Leggi il resto di questo articolo »

 

Il 15 ottobre del 1920 muore a Palermo ucciso da un sicario della mafia GIOVANNI ORCEL (33 anni)  tipografo e sindacalista socialista.

 

vedi:  La lotta di un tipografo: GIOVANNI ORCEL

Come non bastano le antiche glorie a darci la grandezza presente, così non bastano i presenti difetti a toglierci la grandezza futura, se sappiamo volere, se vogliamo sinceramente rinnovarci.

Piero Gobetti (1901- 1926),  1918

 

Vedi:  Responsabilità

Pensiero Urgente n.231)

 


Intervento del professor Ivano Dionigi tenuto a “Saperi pubblici”, l’iniziativa del 1 e 2 ottobre 2018  in piazza Verdi a Bologna.

Viviamo in un’epoca di paradossi: a fronte della globalizzazione e del suo profeta, Internet, reagiamo con un apparato di veti, blocchi, muri di cemento e di pregiudizi; a fronte della moltiplicazione dei problemi economici, sociali e morali operiamo una riduzione e un impoverimento delle parole; a fronte del maximum dei mezzi di comunicazione sperimentiamo il minimum di comprensione, come se le parole subissero una sciagurata autonomia rispetto alle cose. Leggi il resto di questo articolo »

Non so se Domenico Lucano abbia imparato da Danilo Dolci o da Marco Pannella che quando una cosa è umana, doverosa e necessaria la fai anche a tuo rischio e pericolo. Ma certo la vita di Lucano è una vita di gesti folli (traduci: riconoscere subito i diritti di chi diritti non ne ha). Come Danilo Dolci, come Pannella.

Benché oggi la Repubblica italiana se ne vergogni, Dolci è stato in prigione. E Pannella è stato più volte in punto di morte perché usava la sua arma non violenta del digiuno, per restituire diritti negati, per esempio far diventare umane le condizioni di vita nelle carceri italiane. Lucano sapeva benissimo che stava urtando contro i limiti della legge. Ma non contro la Costituzione, che ha evidentemente ispirato ogni suo gesto di soccorso ai profughi. Leggi il resto di questo articolo »

L’8 ottobre del 1998 muore a Caccamo (PA) ucciso dalla mafia con colpi di fucile DOMENICO GERACI (44 anni), politico e sindacalista.

 

vedi: Il coraggio di un politico: DOMENICO GERACI

 


Evasione fiscale. Corruzione. Eccesso di burocrazia. Lentezza della giustizia. Crollo demografico. Divario tra Nord e Sud. Difficoltà a convivere con l’euro. Questi I sette peccati capitali dell’economia italiana (Feltrinelli) secondo la diagnosi di Carlo Cottarelli, uno dei nostri economisti più competenti e meno sospettabili di partigianeria politica. Leggi il resto di questo articolo »

Tra lecito e illecito – Il sindaco viola la legge, rivendicandolo per un’idea: la città dell’accoglienza

Mimmo Lucano sta vivendo le peggiori ore della sua vita. Chiuso nella sua casa trasformata in carcere è tormentato dal timore che il “modello Riace” finisca a pezzi. Che il paese si svuoti dei migranti, ritorni quel deserto di anime che era prima della grande illusione. Un po’ di vita alla marina. Case vuote al Borgo, per strada solo vecchi, i lunghi inverni nell’attesa dell’estate e del ritorno degli emigranti, gli italiani di Calabria che da decenni hanno costruito il futuro loro e dei figli al Nord, in Germania, in altri continenti. Hanno arrestato Mimmo Lucano, “’o curdu”, in ricordo di quello sbarco del 1998 di 200 profughi curdi che spuntarono come i Bronzi dallo Ionio. Ha rubato soldi? Neppure un centesimo. Ha fatto arricchire voraci cooperative sulla pelle dei migranti? No. Leggi il resto di questo articolo »

 

 

Il 3 ottobre del 1931 muore sul mar Tirreno in un incidente aereo LAURO DE BOSIS (30 anni) scrittore, poeta e Antifascista.

 

vedi:  Il volo di un antifascista: LAURO DE BOSIS

lapide dedicata a Mirmina

Il 3 ottobre del 1920 muore a Noto (SR) ucciso dalla mafia con colpi di lupara PAOLO MIRMINA sindacalista socialista molto attivo nella lotta per le terre siciliane. Da sempre si era scontrato con i poteri forti della mafia siciliana che mal tolleravano il suo impegno a favore dei lavoratori e dei contadini locali.

Il 15 ottobre 1944, sul luogo dell’omicidio venne deposta una targa commemorativa.  L’incisione recita:

“Qui umile ed impavido difensore della sublime causa proletaria cadeva colpito da ignobile mano sicaria Paolo Mirmina il 3 ottobre 1920. Il proletariato netino nel XXVI della sua scomparsa lancia il severo monito che non invano caddero tutte le gloriose avanguardie dell’avvenire sociale”.


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