Trabia (PA)

Il 7 giugno 1945 muore ucciso da Cosa Nostra con due colpi di lupara a Trabia (PA) NUNZIO PASSAFIUME sindacalista della CGIL.

Passafiume morì perché – secondo il giornalista Marcello Cimino – «aveva diffuso in paese idee di uguaglianza e giustizia e in molti avevano cominciato a dargli ascolto». Nunzio infatti sapeva illustrare così bene le sue idee che non solo i contadini di cui difendeva i diritti ma anche molti giovani studenti e professionisti cominciavano a seguirlo suscitando evidenti malumori in esponenti mafiosi locali, nei mesi precedenti alla sua morte, per la sua attività di organizzatore di occupazione delle terre non utilizzate dai latifondisti e soprattutto per le sue idee egualitarie.
La mafia della zona Trabia-Casteldaccia non poteva tollerare la crescita del movimento contadino e popolare e sarà tra le prime a percorrere la strada della violenza omicida: infatti l’11 settembre 1945 nella stessa zona verrà assassinato AGOSTINO D’ALESSANDRO segretario della Camera del lavoro di Ficarazzi distante pochi chilometri da Trabia.
Come dimostrano le successive cronache sindacali e i risultati elettorali i mafiosi di Trabia, dopo il delitto Passafiume e l’uccisione di D’Alessandro, vissero abbastanza tranquilli per diversi anni.

Quindi anche l’omicidio di Passafiume si inserisce nell’ambito della lotta per l’occupazione delle terre in Sicilia, lotta che ha fatto tra il 1945 e il 1998 decine di vittime. Nunzio Passafiume si può considerare il primo sindacalista caduto per quella guerra ed anche il primo a cui non è stata fatta giustizia. Tra lui e l’ultimo (DOMENICO GERACI ucciso a Caccamo (PA) nel 1998) ci sono le storie di tanti altri  sindacalisti che continuarono con enorme coraggio e dignità il grande ideale della Resistenza.


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