Archivio di maggio 2017

Gli ideali scaturiti dalla storia e dalla cultura del continente sembrano essersi inariditi. Oggi dominano i «Trattati», i mercati e la logica della globalizzazione

«I parafulmini devono essere saldamente infissi nel terreno. Anche le idee più speculative devono essere ancorate nella realtà, nella materia delle cose. Che dire allora dell’idea di Europa?». Con queste parole comincia un saggio, straordinario per profondità ed eloquenza, in cui George Steiner ha messo sul tavolo Una certa idea di Europa. Questa sua idea si distende in cinque parametri, esposti con gusto narrativo e forza metaforica. L’Europa è prima di tutto il luogo dove regna il caffé, «luogo degli appuntamenti e delle cospirazioni, del dibattito intellettuale e del pettegolezzo». Leggi il resto di questo articolo »

Il 29 maggio del 1874 muore dopo una breve malattia a San Daniele del Friuli (Udine) ANTONIO ANDREUZZI (70 anni) medico e Patriota risorgimentale.

Andreuzzi nacque a Navarons (Pordenone), primo di sei fratelli, in una famiglia piccolo borghese di ideali liberali. Studiando con grande passione Cicerone al ginnasio si rafforzarono  in lui l’avversione per la tirannide e l’adesione alle idealità democratiche a cui il padre lo aveva educato. Si laureò all’università di Padova in medicina e divenne medico condotto del suo paese di Navarons e di altri paesi vicini. Leggi il resto di questo articolo »

Il Nuovo ha consumato se stesso perché senza progetto. Con il passato, ha buttato via anche il futuro. I suoi paladini si sono rivelati clamorosamente inadeguati alle sfide, hanno deluso chi voleva cambiare e tradito chi ci aveva creduto. Eppure di una nuova politica l’Italia ha bisogno. Grandi riforme, palingenesi giudiziarie, rivoluzioni liberali, rivolte in Rete, rottamazioni, referendum epocali. Per decenni l’Italia ha inseguito il mito del nuovo inizio. Leggi il resto di questo articolo »

Il 26 maggio 1831  muore giustiziato mediante impiccagione nella Cittadella di Modena CIRO MENOTTI (33 anni) commerciante e Patriota risorgimentale.

Menotti nacque a Carpi (MO) in una famiglia della borghesia imprenditoriale locale e aveva ampliato l’azienda familiare fondando a Modena una filanda e una ditta di spedizioni che avevano il loro principale mercato a Londra

Commerciante di idee liberali e affiliato alla Carboneria nel 1817 maturò fin da giovane un forte sentimento democratico e patriottico che lo portò a rifiutare la dominazione austriaca in Italia. Affascinato dal nuovo corso del re francese Luigi Filippo d’Orléans dal 1820 tenne frequenti contatti con i circoli liberali francesi: l’obiettivo era quello di liberare il ducato di Modena ( nel quale era nato) dal giogo dell’Austria. Leggi il resto di questo articolo »

Il “No” al referendum ha a che fare con l’evidenza che “il capo mentiva” sulle meraviglie delle riforme. Ironia che Conti abbia detto “quando un fiorentino dice che si ritira…”

Le ragioni della vittoria del no al referendum costituzionale del 2016 vanno certo individuate nell’implosione del nesso (costituzionalmente aberrante) del ‘governo costituente’: dove l’avversione per il governo si è rovesciata contro le riforme da esso propugnate. Ed è naturale che in un Paese in cui il 28,7% della popolazione è a rischio di povertà, dove il 48,9% non è in grado di fare una settimana di ferie all’anno e in cui la disoccupazione giovanile viaggia intorno al 40% il governo divenga un bersaglio. Leggi il resto di questo articolo »

Il 23 maggio 1923 muore dopo una lunga malattia a Milano NICOLA BARBATO ( 67 anni, Kola Barbati in albanese) medico, giornalista, politico socialista e tra i capi dei Fasci Siciliani dei Lavoratori.

Barbato nacque a Piana degli Albanesi (PA), un paese formato in gran parte di poveri braccianti agricoli di origine albanese: da  ragazzo perdette il padre ed ebbe una infanzia e una prima giovinezza non facili. Studiò nel Seminario greco-albanese, con difficoltà per le ristrettezze economiche della famiglia arrivando comunque brillantemente fino all’Università, che frequentò a Palermo e dove si iscrisse ai corsi di Medicina. Leggi il resto di questo articolo »

Ma cos’è dunque il senso vero dell’onore? L’onore è innanzitutto un rifiuto, un rifiuto di scendere a patti con ciò che è brutto, basso, volgare, interessato, non gratuito; un rifiuto di inchinarsi dinanzi alla forza in quanto tale; dinanzi alla pace in quanto tale; dinanzi alla fortuna in quanto tale. L’onore implica, in colui che lo porta in sé, un senso altero e risoluto del rischio, del gioco in cui si rischia di perdere la vita o di guadagnarsi la stima dei propri pari, un senso tragico del destino e al tempo stesso della dignità nella cattiva sorte e tutto ciò si affianca sovente a un grande desiderio di isolamento, a un grande rifiuto di venire a patti col mondo, col male, e una gran voglia di ritrarsi nella propria torre d’avorio. Leggi il resto di questo articolo »

Il 21 maggio 1945  muore a Desenzano del Garda (Brescia) in un incidente automobilistico ALDO GASTALDI (24 anni, nome di battaglia “Bisagno“) perito elettrotecnico, militare e Partigiano.

È stato il maggior esponente del movimento di Resistenza italiana operante a Genova ed una delle figure più fulgide della lotta di Liberazione.

Prese il nome di battaglia dal torrente omonimo, il Bisagno appunto, che attraversa la città di Genova tagliandola in due. A Bisagno è stato attribuito il titolo di “Primo Partigiano d’Italia“. Leggi il resto di questo articolo »

Siamo in una situazione molto simile a quella in cui dovettero trovarsi i Romani nei decenni che precedettero il crollo dell’Impero. C’è nell’aria un sensus finis, un’assenza di speranze, collettive e individuali, uno sfinimento, uno sfibramento, una mancanza di vitalità, un sentimento di impotenza: classici segni di un mondo in decadenza. I “barbari” sono alle porte, molti già dentro le mura, premono, come ai tempi dell’Impero, ai nostri confini.

I Goti, i Burgundi, i Franchi, i Vandali poterono averla vinta sulle ben più potenti e organizzate armate romane, fino a conquistarne la Capitale, riducendola ai tempi dei Lanzichenecchi a 37 mila abitanti, perché nei secoli precedenti l’Impero e le sue strutture istituzionali e mentali erano state corrose da un tarlo chiamato cristianesimo. Invano gli imperatori, da Diocleziano in poi fino all’ultimo e disperato tentativo di Giuliano l’Apostata, avevano cercato di estirpare, con la repressione e la violenza, questo tarlo. Il mondo pagano, corrotto fino al midollo proprio a cagione della propria potenza, verrebbe da dire della Superpotenza, non poté nulla contro un’ideologia che portava in sé valori fortissimi e nuovi (almeno parzialmente, perché originavano dal giudaismo). Leggi il resto di questo articolo »

Rileggere i Classici è piacevole e utile. Calvino: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. Dunque. Era il 1974 e la casa editrice Einaudi pubblicava Todo modo di Leonardo Sciascia. Libro su un pittore di successo che arriva, per caso, in un eremo-albergo dove sta per iniziare un “ritiro spirituale”. Vi partecipano “vescovi, cardinali, uomini politici, industriali, notabili d’ogni genere, tutti vincolati dalla stessa trama di intrallazzi e complicità”. Sciascia mostra che gli esercizi spirituali “offrono una copertura a traffici e trattative che hanno come scopo una più lucrosa spartizione del potere”. Leggi il resto di questo articolo »

Il 16 maggio 1955  muore a Sciara (PA) ucciso da Cosa Nostra  con sei colpi di lupara SALVATORE CARNEVALE (32 anni) bracciante e sindacalista della CGIL socialista.

Carnevale venne ucciso  mentre si recava a lavorare in una cava di pietra gestita dall’impresa Lambertini e i killer lo attesero su una mulattiera che egli percorreva tutti i giorni. Come i Piaggio dei Cantieri Navali di Palermo e altri gruppi capitalistici italiani Lambertini aveva accettato i buoni uffici della mafia della zona guidata da Peppino Panzeca di Caccamo capo ossequiato, uomo di chiesa (era fratello del prete locale) e ammanigliato con la politica, prima con il partito liberale poi democristiano. Leggi il resto di questo articolo »

Il 16 maggio 1946 muore a Favara (AG) ucciso da Cosa Nostra con un colpo di lupara alla nuca GAETANO GUARINO (44 anni) farmacista, sindaco e politico socialista.

Negli anni dell’immediato dopoguerra a Favara un centro agricolo al confine con Agrigento la vita sembrava riprendere  dopo la guerra anche se con la secolare lentezza trascinando con sé i problemi di sempre: furti, abigeati, sequestri di persona, occupazione delle terre, angherie varie. E’ in questo difficile contesto che maturò l’assassinio del giovane sindaco del paese Gaetano Guarino. Leggi il resto di questo articolo »

«La globalizzazione è la condizione economica in cui un esercito di schiavi produce per un esercito di disoccupati». La formula di Marine Le Pen in poche parole coglie una delle contraddizioni del tempo che viviamo. Il giudizio è ovviamente impietoso. La globalizzazione non ha fatto solo disastri: ha ridotto la distanza tra le diverse parti del mondo, migliorando le condizioni di vita di milioni di persone. E tuttavia, questo slogan, al di là delle intenzioni, tocca questioni vere.

In realtà, per molti anni le magagne della crescita sono state nascoste da una finanziarizzazione in grado di sostenere consumi a debito. Ma dopo il 2008 il gioco non ha più funzionato. Quello che le élite non hanno capito è che, nelle nuove condizioni in cui ci troviamo a vivere, la «globalizzazione» viene letta come un modello che avvantaggia solo pochi a danno di molti (a cui si chiede di portare pazienza). É questo il disagio che i sistemi politici registrano. I temi su cui i populisti prosperano sono, infatti, tutti reali. Leggi il resto di questo articolo »

A febbraio Mark Zuckerberg ha pubblicato un manifesto che parla della necessità di costruire una comunità globale e del ruolo di Facebook in questo progetto. Lo scopo della lunga lettera, diffusa attraverso la sua pagina Facebook, non era solo quello di placare le preoccupazioni sul ruolo di Facebook nella diffusione delle notizie false. Era soprattutto un’indicazione del fatto che il social network più grande del mondo non è più semplicemente un’azienda, ma sta per diventare un movimento ideologico mondiale. Leggi il resto di questo articolo »

Il 9 maggio 1978 muore a Cinisi (PA) ucciso dalla mafia GIUSEPPE IMPASTATO (30 anni, detto Peppino) attivista giornalista e poeta.

Era membro di Democrazia Proletaria (candidato al consiglio comunale di Cinisi) e notissimo per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra fatte attraverso una radio privata articoli di giornali e straordinarie drammatizzazioni di strada: tutto questo lo portò ad essere ucciso a colpi di pietra in un casotto di campagna e poi con il suo cadavere venne inscenato un attentato per distruggerne anche l’immagine in cui la stessa vittima apparisse come suicida ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.

Verranno recuperati pochissimi resti del suo cadavere. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi voteranno ancora il suo nome riuscendo ad eleggerlo simbolicamente al consiglio comunale. Leggi il resto di questo articolo »

Partinico (PA)

L’8 maggio 1947 muore ucciso a Partinico (PA) con un colpo di fucile in bocca MICHELANGELO SALVIA (41 anni) contadino, dirigente comunista della Camera del lavoro locale.

Salvia venne ucciso una settimana dopo la strage di Portella della Ginestra e il suo corpo venne ritrovato nella campagna dove lavorava. Nel 1947 in Sicilia tante cose erano possibili tante spinte al cambiamento premevano per sovvertire i vecchi equilibri e il mondo contadino, quello organizzato nel sindacalismo politico, era in continua mobilitazione per spezzare il giogo dai vecchi padroni: manifestazioni occupazioni di terre organizzazione incutevano nell’immutabile mondo dei proprietari terrieri e dei loro scagnozzi forti timori. Leggi il resto di questo articolo »

Nel vuoto di sovranità seguito all’8 settembre elaborarono un insieme di norme che prefigurò il nuovo ordine democratico

L’8 settembre 1943 il vuoto di sovranità aperto dalla dissoluzione dello Stato regio fa del Centro-Nord una terra di nessuno giuridica nella quale, come nello stato di natura di Hobbes, non c’è ordine, non c’è legalità, c’è solo paura della morte. Paura che nasce sia dalla violenza predatrice e terroristica esercitata in modo organizzato dai nazifascisti, sia dall’arbitrio sregolato e illimitato dei singoli militi e poliziotti tedeschi e repubblichini. E di ritorno allo stato di natura parla la migliore storiografia degli ultimi decenni, da Claudio Pavone a Giovanni De Luna, per la quale, venuta meno la sovranità statale, ogni italiano si trova nella condizione di poter scegliere di far valere la propria sovranità individuale. Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 maggio 1937 muore a Barcellona ucciso da sicari comunisti stalinisti del PSUC CAMILLO BERNERI (40 anni) filosofo, scrittore e Anarchico antifascista.

Berneri nacque a Lodi in una famiglia della media borghesia dove la madre, insegnante elementare e convinta socialista, ebbe un grande influsso su di lui. Egli fu una delle più importanti figure intellettuali e militanti che il movimento anarchico italiano espresse nel periodo convulso e drammatico degli anni 20 e 30.

Fu negli organismi direttivi dell’Unione Anarchica Italiana (UAI) durante il Biennio Rosso (termine con cui viene comunemente indicato il periodo della storia italiana compresa fra il 1919 e il 1920 caratterizzata da una serie di lotte operaie e contadine che ebbero il loro culmine e la loro conclusione con l’occupazione delle fabbriche del settembre 1920), fu protagonista di “Lotta Umana” (testata erede dell’UAI in esilio nel ’27-28), diresse “L’Umanità Nova” di Puteaux ( comune francese), nel ’32 fu il principale animatore del più importante Convegno degli anarchici italiani esiliati in Francia, nel 1935 fu il punto di riferimento degli anarchici italiani che combatterono in Spagna durante la guerra civile di Spagna del 1936-37. Leggi il resto di questo articolo »

Applicare l’idea di democrazia in modo meramente formalistico, acccettare la volontà della maggioranza di per sé, senza riflettere sul contenuto delle decisioni democratiche, può portare a una completa distorsione della democrazia stessa e, in ultima istanza, alla sua fine. Oggi più che mai, il compito della leadership democratica è rendere i soggetti democratici, le persone, coscienti delle proprie necessità e bisogni, di contro alle ideologie che vengono martellate nelle loro teste dagli innumerevoli messaggi tesi a favorire interessi personali.

Theodor W. Adorno (1903- 1969),  filosofo e sociologo tedesco, 1950

 

vedi:  Pensiero Urgente n.212)

Democrazia ed educazione

Studi gratuiti? vanno riformate anche le scuole


Il 4 maggio del 1944 muore fucilato da militi fascisti su una strada presso Bardi (Parma) GIORDANO CAVESTRO (18 anni, nome di battaglia Mirko) studente, Antifascista e Partigiano.

Cavestro nacque a Parma in una famiglia legata ad ideali comunisti e già a 15 anni, studente di scuola media, redige e distribuisce, con alcuni suoi compagni, un giornalino clandestino antifascista. Dopo l’8 settembre 1943, Cavestro e il suo nucleo di giovani antifascisti diventò il centro organizzativo e propulsore del Fronte della Gioventù per l’indipendenza nazionale e per la libertà e delle prime attività partigiane nella zona di Parma. Leggi il resto di questo articolo »

Se B. torna ci sta bene-

Io mi auguro che Silvio Berlusconi possa presentarsi alle prossime elezioni politiche e le vinca. Un premier pregiudicato, “delinquente naturale” come l’ha definito il Tribunale di Milano, darebbe l’esatta fotografia, all’interno e all’esterno, di cos’è diventato realmente il nostro Paese. Dove sono corrotti tutti. Politici, amministratori, funzionari pubblici, militari, finanzieri, cooperative, imprenditori, grandi, medi e piccoli, giornalisti, avvocati, magistrati e anche coloro che dovrebbero controllare il malaffare e che invece ne fanno parte, vescovi, arcivescovi, preti e le varie emanazioni del Vaticano. Leggi il resto di questo articolo »

Il 1 maggio 1976 muore ad Atene in un incidente automobilistico ALEXANDROS PANAGULIS (37 anni, detto Alekos) ingegnere, ufficiale, politico, Resistente e poeta greco.

Panagulis (considerato un eroe nazionale della Grecia moderna) fu un intellettuale e attivista per la democrazia e i diritti umani e rivoluzionario in lotta anche armata contro la dittatura greca dei colonnelli (1967- 1974). Nel 1968 organizzò un attentato contro il dittatore Georgios Papadopoulos e per questo venne perseguitato torturato e imprigionato a lungo fino alla sua liberazione nel 1973 dopo una mobilitazione internazionale.

Seguì un periodo d’esilio in Italia fino a quando nel 1974  divenne deputato al parlamento greco per il partito liberaldemocratico Unione di Centro e morirà due anni dopo in un misterioso incidente stradale mentre stava indagando sui rapporti segreti intrattenuti da alcuni membri del nuovo governo democratico con i militari all’epoca del regime. Leggi il resto di questo articolo »

Cippo commemorativo sul luogo della strage

Il 1 maggio 1947 a Portella della Ginestra (un passo montano della Sicilia settentrionale situato vicino Palermo tra Piana degli Albanesi e la valle del fiume Iato) avvenne una STRAGE DI LAVORATORI durante la Festa del Lavoro del 1 Maggio.

La strage fu perpetrata  dal bandito Salvatore Giuliano e dai suoi uomini che fecero fuoco contro la folla di uomini donne e bambini radunata per celebrare la festa del lavoro che era stata ripristinata quell’anno dopo il periodo fascista. La sparatoria provocò undici morti e numerosi feriti. Leggi il resto di questo articolo »

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