Archivio di gennaio 2017

Il 1 febbraio 1945 muore fucilato dai tedeschi a Tarcento (Udine) BRUNO FRITTAION ( 19 anni, nome di battaglia Attilio) studente e partigiano.

Frittaion era nato a San Daniele del Friuli (Udine) e, studente del III corso di avviamento professionale, sin dal 1939 si dedicò alla costituzione delle prime cellule comuniste nella zona di San Daniele. Fu quindi per lui naturale, dopo l’8 settembre del 1943, abbandonare i banchi della scuola che frequentava e darsi alla macchia, unendosi ai partigiani del Battaglione “Pisacane” della Brigata Garibaldi “Tagliamento” e prendendo parte a tutte le azioni militari.

Dopo breve tempo Frittaion divenne il vicecommissario politico di un distaccamento del Battaglione “Silvio Pellico“, con il quale combatté sino al dicembre del 1944. Purtroppo venne catturato il 15 dicembre 1944 da elementi delle ss italiane, in seguito a una delazione, mentre con il compagno ADRIANO CARLON si trovava nella casa di uno zio per predisporre i mezzi per una imminente azione. Leggi il resto di questo articolo »

Il 1 febbraio 1893 muore sul treno tra Termini Imerese e Trabia (PA) ucciso con 27 colpi di pugnali da parte di sicari mafiosi EMANUELE NOTARBARTOLO ( 59 anni) banchiere e politico.

Notarbartolo nacque a Palermo in una famiglia aristocratica, i marchesi di San Giovanni. Rimasto orfano dei genitori si trasferì a Parigi nel 1857 e poi in Inghilterra:  s’interessò di economia e storia e divenne sostenitore del liberalismo conservatore, allora noto come Destra Storica.

Nel 1859 Notarbartolo si arruolò nell’Armata Sarda poi partecipò alla spedizione dei Mille nel 1860 combattendo a Milazzo. Rimasto ufficiale dell’esercito regio nel 1865 divenne responsabile della polizia urbana di Palermo. Dopo l’insurrezione di Palermo del 1866, che lo allontanò per un periodo dalla politica, nel 1873 venne eletto sindaco di Palermo. Leggi il resto di questo articolo »

Autoritratto di Nino Costa

Il 31 gennaio 1903 muore a Marina di Pisa (PI) dopo una lunga malattia GIOVANNI COSTA (77 anni, detto Nino) pittore, politico, militare, Patriota risorgimentale e difensore della Repubblica Romana del 1849.

Costa nacque a Roma in una famiglia benestante che si occupava di tessuti e che aveva buoni rapporti con il mondo ecclesiastico. Suo padre possedeva un grande palazzo presso la chiesa di S. Francesco a Ripa in Trastevere, dove nacque Nino, segno della sua importanza sociale. Leggi il resto di questo articolo »

Testimonianza – Un testo dell’avvocato filosofo napoletano Gerardo Marotta racconta la parabola (triste) dell’Istituto italiano di studi filosofici. In occasione dell’addio a Gerardo Marotta, pubblichiamo lo stralcio di un lungo testo dell’avvocato, l’ultimo che ci ha inviato.

 

Ancora oggi, ai nostri giorni, si assiste a Napoli e in tutto il Paese alla mancanza di cultura politica e non si riesce a formare un governo, un Consiglio regionale o un Consiglio comunale capace davvero di governare. Il Mezzogiorno è pieno di persone intelligenti ma che non sanno governare perché la cultura filosofica e politica fu estirpata completamente dalla controrivoluzione del 1799. Tanto che nella Storia del Regno di Napoli Benedetto Croce osserva che dopo la controrivoluzione, le stragi e le condanne a morte volute dal Borbone “non un filo di filosofia (e quindi di filosofia del diritto e di diritto pubblico) vi fu a Napoli”. Leggi il resto di questo articolo »

Il 30 gennaio 1948 viene ucciso con tre colpi di pistola da un fanatico indù radicale presso la Birla House a Nuova Delhi (India) MOHANDAS KARAMCHAND GANDHI ( 79 anni), Maestro morale e spirituale e padre fondatore dell’India.

Gandhi venne ucciso mentre si recava nel giardino per la consueta preghiera ecumenica delle ore 17 ed era accompagnato dalle sue due pronipoti Abha e Manu.

Gandhi nacque a Porbandar (India) da una benestante famiglia facente parte della casta dei Bania composta da mercanti, commercianti, banchieri ecc. All’età di diciotto anni partì per studiare da avvocato presso la University College di Londra e dopo aver superato gli esami di giurisprudenza ritornò in India nel 1891 e cominciò a praticare l’avvocatura. Il suo lavoro lo porterà nel Sudafrica britannico nel 1893 fino al 1914 con frequenti ritorni in India. Leggi il resto di questo articolo »

Il 30 gennaio 1944 muore a Reggio Emilia fucilato da fascisti della GNR don PASQUINO BORGHI (41 anni, nome di battaglia Albertario) presbitero, Antifascista e Partigiano.

Borghi nacque a Bibbiano (RE) in una famiglia contadina  ed entrò in  seminario a 12 anni. Tra il 1923 e il 1924 prestò servizio militare, e alla fine della leva scelse di diventare missionario comboniano. Nel 1929 pronunciò i voti perpetui e venne ordinato sacerdote. Nel 1930 partì per una missione nel Sudan anglo-egiziano. Rientrato per motivi di salute, nel 1938 entrò nella Certosa di Farneta (Lucca) e prese i voti di certosino. Leggi il resto di questo articolo »

Meno memoria e più storia! Questo verrebbe da dire con l’avvicinarsi della Giornata della Memoria. Non si traila certo di contrapporre la prima alla seconda, dato che fanno parte di un unico processo di ricostruzione/interpretazione del passato, ma di rendersi conto che la forza della memoria risiede nel suo sapersi trasformare in storia. Lasciala a se tlessa, la memoria rischia di diventare uno spazio virtuale in cui tutte le contrapposizioni emotive fanno ressa per esprimersi a prescindere dalla indispensabile verifica di ciò che si afferma. Leggi il resto di questo articolo »

Un bel giorno, in un paesino della Sicilia, capita che il sindaco ridens e corrotto Patanè venga portato via dalla Finanza per una sfilza di reati contro la Pubblica amministrazione (ma anche per abigeato) alla vigilia delle elezioni. Così vince l’altro candidato, dato per sconfitto: quello onesto, che predica legalità e – incredibile a dirsi – la pratica pure: da cittadino e da sindaco. Sulle prime, i cittadini che avevano sempre votato dall’altra parte (“Vota Patanè senza chiederti perché”), saltano sul carro del vincitore (“Io non salgo sul carro: io lo guido”), inneggiando al “cambiamento”, all’“onestà”, alle “regole”. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 gennaio del  1945 viene uccisa a Fosdondo (RE) con due colpi d’arma da fuoco sparati alla bocca e alla testa da un reparto nazifascista VANDINA SALTINI (37 anni, nome di battaglia Vandina) contadina, Staffetta partigiana comunista, Antifascista e attivista del movimento femminile.

Il 25 gennaio del 1945 viene ucciso a Fosdondo (RE) da un reparto nazifascista VITTORIO SALTINI (41 anni, nome di battaglia Toti) contadino, attivista e dirigente locale comunista, Antifascista e Partigiano. Leggi il resto di questo articolo »

Il 23 gennaio del 1799 viene inaugurata a Napoli la Repubblica.

D’ispirazione giacobina e “sorella” della Repubblica rivoluzionaria francese la Repubblica Napoletana venne guidata da un governo provvisorio e costituente di 20 membri ( poi 25, tutti di estrazione nobiliare, borghese, artigiana e di notevole cultura) che cercheranno di promuovere un superamento della mentalità feudale del regno borbonico e una promozione umana attraverso l’educazione popolare alla cittadinanza e alla responsabilità: per questo il 12 febbraio 1799 verrà pubblicato il Catechismo nazionale pe’l cittadino. Il 1 aprile venne presentata una bozza di Costituzione elaborata sul modello della della Costituzione francese del 1783 ma la breve vita della Repubblica non permetterà la sua applicazione. Leggi il resto di questo articolo »

…   “Non è già un teorema di economia politica o una tesi filosofica, quale che ne sia in definitiva  l’efficacia chiarificatrice, ciò che spinge gli uomini a combattere, a sacrificarsi e, se è necessario, a morire per un ideale, ma un impulso morale. Prova certa, prova unica dell’impeto costruttivo di un partito politico è il fervore dei suoi aderenti, il profondo senso del dovere che li anima, la fierezza che li accende contro il prepotere e l’arbitrio, il disinteresse che non monetizza il sacrificio e non subordina comunque la propria attività a meschine ambizioni o a personale tornaconto; in breve: l’odio per la corruzione, per la viltà, per l’opportunismo. Leggi il resto di questo articolo »

Il 20 gennaio 1944 muore ucciso da tedeschi in battaglia presso Monte Torre Maggiore vicino Terni GERMINAL CIMARELLI ( 33 anni) operaio, Antifascista e comandante di una formazione partigiana garibaldina.

Cimarelli nacque a Terni da una famiglia di estrazione popolare e iniziò a lavorare molto giovane come operaio tracciatore presso le Acciaierie di Terni, avvicinandosi alle idee socialiste, e nel 1932 al Partito Comunista d’Italia clandestino. Nel 1934 militava pienamente nel ristretto gruppo comunista ternano anche se era stato iscritto d’ufficio ai fasci giovanili e, dal maggio 1934, al Partito nazionale fascista.

Nonostante questo, Cimarelli veniva vigilato continuamente dalla polizia in quanto considerato seguace delle idee comuniste: infatti Cimarelli era un attivo propagandista all’interno delle Acciaierie è più volte venne fermato e diffidato. Il 25 agosto 1936 venne arrestato con altri operai, perchè implicato nella diffusione di manifestini sovversivi inneggianti ai Repubblicani spagnoli e alla vittoria del proletariato, e condannato a cinque anni di confino di polizia alle isole Tremiti. Leggi il resto di questo articolo »

Gli economisti in genere sono presuntuosi. E il motivo è molto semplice. La disciplina di cui si occupano non è più un sapere umano tra tanti, ma è la teologia del nostro tempo. E loro quando parlano sono come sacerdoti che dicono messa. Non è certo il caso di confutarne il pensiero. Specialmente se non sei pure tu un economista. Sei poi sei un poeta è facile inquadrati come un sognatore velleitario e anche un poco ignorante. Leggi il resto di questo articolo »

Il 18 gennaio 2016 muore a Torino dopo una breve malattia MASSIMO OTTOLENGHI (100 anni, nome di battaglia Bubi) avvocato, magistrato, scrittore, partigiano, Azionista e Antifascista.

Ottolenghi nacque a Torino in una famiglia ebraica della buona borghesia locale: il padre era docente di diritto internazionale e amico di Luigi Einaudi ( futuro presidente della Repubblica dal 1948) e venne espulso dall’università di Torino dopo l’approvazione delle leggi razziali, nel 1938. Per questo fatto, Ottolenghi, che già aveva conosciuto l’antifascismo in famiglia, rafforzò ancora di più le sue convinzioni. Leggi il resto di questo articolo »

Il giubilo diffuso nei commenti dei principali quotidiani per la bocciatura del referendum sull’articolo 18 avviene all’interno di una narrazione della storia vecchio una trentina d’anni: “retroguardia” contro “avanguardia”, vecchio contro nuovo. È questo il filo rosso che segna gli editoriali di oggi così come diverse interviste: il nuovo, la modernità, la contemporaneità consisterebbero nella flessibilità, cioè in sostanza nel diritto dell’imprenditore ad assumere e licenziare a piacimento, mentre il vecchio consisterebbe nel diritto delle fasce sociali medie e basse ad avere un minimo di continuità del lavoro, quindi del reddito. Leggi il resto di questo articolo »

Sigmund Bauman ha segnato la fase conclusiva del secolo delle Ideologie e della fine delle «grandi narrazioni» (Jean Francois Lyotard). Un’epoca, quasi un’era, in cui la rivoluzione tecnologica, la crisi dell’industria fordista, la globalizzazione degli uomini e della merci hanno posto in crisi, fino a sbriciolarli, i fondamenti del «canone occidentale», fondato sul primato dello Stato Nazione e della Ragione ordinatrice. Con lutti i suoi corollari. A lui si deve la demarcazione tra Politica e Potere: «Il potere evapora nello spazio dei flussi, la politica nello spazio dei luoghi. Potere come possibilità di fare e politica come possibilità di potere fare». Leggi il resto di questo articolo »

Intervista a Zygmunt Bauman (1925- 2017) sociologo e filosofo polacco

«Lo stato sociale è finito, è ora di costruire il “Pianeta Sociale”». Solo così, spiega Zygmunt Baumann, si potrà uscire dalla crisi globale che il mon­do contemporaneo sta vivendo. La politica deve avere la forza di reinventarsi su scala planetaria per affrontare l’emergenza am­bientale o il divario crescente tra ricchi e poveri. Altrimenti è con­dannata alla marginalità in una dimensione locale, con stru­menti obsoleti adatti a un mon­do che non esiste più. L’invento­re della “società liquida” non crede in una capacità di auto-riforma della politica, «meglio costruire un’opinione pubblica globale e affidarsi a organizza­zioni cosmopolite, extraterrito­riali e non governative».

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La sentenza 25.201 della Cassazione del 7 dicembre 2016 (cfr. articolo di Luisiana Gaita del 30 dicembre 2016 su ilfattoquotidiano.it), circa la liceità del licenziamento per opportunità di profitto, merita di essere letta nelle sue parti conclusive: “Anche la Carta sociale europea (ratificata con I. n. 30 del 1999), all’art. 24, si limita a stabilire l’impegno delle parti contraenti a riconoscere il diritto dei lavoratori a non essere licenziati senza un valido motivo e tra essi pone quello ‘basato sulle necessità di funzionamento dell’impresa’. […]— In definitiva la ragione inerente all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro è quella che determina un effettivo ridimensionamento riferito alle unità di personale impiegate in una ben individuata posizione lavorativa. Leggi il resto di questo articolo »

In questa società comanda soprattutto chi ha la possibilità di convincere. Convincere a fare le cose: acquistare un’auto invece di un’altra, un vestito, un cibo, un profumo, fumare o non fumare, votare per un partito, comperare e leggere quei libri. Comanda soprattutto chi ha la capacita’ di convincere le persone ad avere quei tali pensieri sul mondo e quelle tali idee sulla vita. In questa società il padrone è colui il quale ha nelle mani i mass media, chi possiede o può utilizzare gli strumenti dell’informazione, la televisione, la radio, i giornali, poiché tu racconti una cosa e cinquantamila, cinquecentomila o cinque milioni di persone ti ascoltano, e alla fine tu avrai cominciato a modificare i pensieri di costoro, e così modificando i pensieri della gente, giorno dopo giorno, mese dopo mese, tu vai creando la pubblica opinione la quale rimugina, si commuove, s’incazza, si ribella, modifica se stessa e fatalmente modifica la società entro la quale vive. Nel meglio o nel peggio.

Giuseppe Fava ( 1925- 5 gennaio 1984), giornalista, scrittore ucciso dalla mafia catanese

 

vedi:  Le ceneri di Pasolini? Disperse…

Corruzione rileggere Sciascia oggi

Pensiero Urgente n.251)

Il 5 gennaio 1984 muore a Catania ucciso da mafiosi con cinque colpi di pistola GIUSEPPE FAVA (59 anni) giornalista, scrittore e autore di opere teatrali.

Fava nacque a Palazzolo Acreide (SI) da una famiglia di media borghesi. Nel 1943 si laureò in giurisprudenza all’Università di Catania e nel 1952 divenne giornalista professionista. Dopo aver collaborato a numerose testate regionali e nazionali nel 1956 venne assunto all’Espresso Sera di Catania di cui fu caporedattore fino al 1980.

Pur interessandosi di calcio e spettacoli cominciò ad intervistare alcuni boss di Cosa Nostra come Vizzini e Genco Russo. In seguito il proprietario di Espresso Sera non lo nominò direttore perché Fava mostrava già di essere poco controllabile. Nel 1980 gli venne affidata la direzione del Giornale del Sud di Catania in cui formò una redazione vivace e giovane ( era presente anche il figlio Claudio) che rese il giornale un quotidiano coraggioso alla ricerca decisa della verità per “realizzare giustizia e difendere la libertà”, come Fava scrisse l’11 ottobre del 1981. Il giornale cominciò a denunciare le attività di Cosa Nostra, molto attiva a Catania nel traffico di droga ( gestito da uno dei più feroci boss mafiosi: Nitto Santapaola alleato di Totò Riina) . Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 gennaio 1937 muore in combattimento ad Algora (Spagna) GUIDO PICELLI (47 anni) orologiaio, attore, politico, Ardito del popolo, volontario in Spagna e Antifascista.

Picelli nacque a Parma in una famiglia umile e cominciò giovanissimo ad apprendere il mestiere di orologiaio. A 17 anni decise di seguire una compagnia di attori girovaghi ma la sua forte opposizione al fascismo e l’impegno politico militante cominceranno da subito ad occupare la sua vita anche se l’amore per il teatro non verrà mai meno. Si iscrisse al Partito socialista italiano e, con l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra mondiale, si arruolò volontario nella Croce rossa perchè convinto neutralista.

Picelli venne ugualmente spostato in fanteria come sottotenente di complemento e l’esperienza del fronte, che gli varrà una medaglia di bronzo al valore, lo porterà ad acquisire doti organizzative e militari che rivelerà durante le Barricate antifasciste del 1922. L’esperienza della guerra infiammò l’impegno politico di Picelli e, dal primo dopoguerra, divenne promotore e protagonista a Parma di una sezione della Lega proletaria adoperandosi per l’assistenza agli ex combattenti e alle loro famiglie. Leggi il resto di questo articolo »

Il 3 gennaio 1892 muore a Casatico (Mantova) dopo una breve malattia FRANCESCO SILIPRANDI ( 76 anni) giornalista, possidente terriero, Patriota Risorgimentale italiano.

Siliprandi nacque a Curtatone (Mantova) in una famiglia benestante di possidenti terrieri e nonostante la sua origine borghese aderì fin da giovane alle idee mazziniane che lo portarono ad un primo arresto nel 1847 per aver partecipato a dimostrazioni contro gli austriaci. Leggi il resto di questo articolo »

Il 4 gennaio 1975 muore a Roma dopo una lunga malattia CARLO LEVI (73 anni) scrittore, pittore, politico, giornalista, medico, antifascista e Azionista.

Levi nacque a Torino in un’agiata famiglia ebraica e fin da ragazzo si dedicò con passione alla pittura che coltiverà per tutta la vita anche con importanti successi. Nel 1917 si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino e dal 1918 entrò in rapporto con PIERO GOBETTI e face parte del suo gruppo che mirava alla “Rivoluzione liberale”. Scriverà:

“Scrivere di Piero Gobetti, significa, per noi della nostra generazione, fare della autobiografia”

Levi si laureò in Medicina divenendo per alcuni anni assistente presso la  Clinica medica dell’Ateneo torinese e fece dei viaggi a Parigi, in cui  decise di dedicarsi definitivamente alla pittura Dal 1931 partecipò al movimento antifascista ‘Giustizia e Libertà’, fondato a Parigi da CARLO ROSSELLI nel 1929, e scrisse  per lo stesso vari saggi.  Ciò causò il suo primo arresto per due mesi nel 1934.  Al secondo arresto, nel maggio 1935, seguì  la condanna al confino in Lucania. Leggi il resto di questo articolo »

Il 4 gennaio 1947 muore a Sciacca (AG) ucciso da mafiosi con una raffica di mitra ACCURSIO MIRAGLIA (51 anni) industriale, politico, segretario della Camera del Lavoro locale e dirigente comunista.

Miraglia nasce a Sciacca (PA) in famiglia di media borghesia e compie studi tecnici. Dopo essersi diplomato iniziò a lavorare al Credito Italiano di Catania e dopo un anno venne trasferito, come capo ufficio, a Milano dove conobbe parecchie personalità politiche ed uomini di cultura. A Milano rimase colpito dal pensiero anrchico socialista di Michail Bakunin (1814- 1876) e si unì al gruppo anarchico di Porta Ticinese: con loro iniziò la sua attività politico-sociale unendosi con la classe operaia che lottava per una vita più dignitosa nelle fabbriche. Licenziato per le sue lotte accanto agli operai ritornò a Sciacca dove svolse un’attività imprenditoriale ittica e divenne ricco commerciante di ferro e metalli. Leggi il resto di questo articolo »

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