Archivio di ottobre 2015

In vista del quarantennale della sua morte violenta, lunedì prossimo, Pier Paolo Pasolini è stato tirato fuori dai cassetti con largo anticipo in una profluvie di iniziative: si sa come avviene ormai nei media, bisogna bruciare i concorrenti sullo scatto di memoria e così tutto avviene prima. Si è detto e scritto più dell’assassinio del poeta, che di lui e delle sue opere. Normale: il primo è ancora nebuloso, le seconde sono lì a disposizione in ogni momento, non è l’anniversario che le espone. Che omicidio è stato quello dell’Idroscalo? Una “semplice” faccenda da “marchettari”? Marchettari su commissione? Ed eventualmente “politica”? E da parte dei fascisti o del potere democristiano generico e specifico attaccato nei suoi scritti da Pier Paolo? Oppure (cfr. il suo amico pittore Zigaina) un “suicidio per delega” in un contesto paleocristiano della psiche di Pasolini? Leggi il resto di questo articolo »

Non rinuncerò mai a nulla per la reputazione. Io spero che coloro che mi sono amici, o personali, o in quanto lettori, o come compagni di lotta (e nei cui occhi, lo so, cala un’ombra, ogni volta che la mia reputazione è in gioco: un’ombra che mi dà un dolore terribile) siano così critici, così rigorosi, così puri, da non lasciarsi intaccare dal contagio scandalistico: se così fosse, gli sconfitti sarebbero loro: se solo cedessero per un attimo e dessero un minimo valore alla campagna dei nemici, essi farebbero il gioco dei nemici. Non si lotta solo nelle piazze, nelle strade, nelle officine, o con i discorsi, con gli scritti, con i versi: la lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.

Pier Paolo Pasolini     in “Vie Nuove” n. 51 del 28 dicembre 1961

 

vedi:  Le ceneri di Pasolini? Disperse…

Pensiero Urgente n.209)

Il 27 ottobre del 1553 a Ginevra fu messo al rogo dai calvinisti come eretico MICHELE SERVETO (Miguel Servet y Reves, 42 anni) teologo, umanista e medico spagnolo.

Serveto nasce a Villanueva (Spagna), un piccolo villaggio a novanta chilometri da Saragozza, in una famiglia di un notaio, rigorosamente cattolica e  abbastanza agiata. In un primo momento Serveto era stato destinato al sacerdozio, cosa che non avvenne, ed ebbe una solida cultura umanistica, sviluppando un’ottima conoscenza di latino, greco, ebraico, filosofia e matematica.

A 14 anni Serveto si mise al servizio di Juan de Quintana, un francescano minorita, docente all’Università di Parigi e interessato alla figura di Erasmo da Rotterdam. Serveto completò poi i suoi studi all’Università di Tolosa (Francia). Viaggiò al seguito di Quintana e nel 1530 assistette a Bologna all’incoronazione di Carlo V (di cui Quintana era divenuto, da poco, confessore) da parte del papa Clemente VII. Incoronazione che siglò la pace tra Impero e Chiesa, mettendo fine alle guerre d’Italia. Leggi il resto di questo articolo »

La sfiducia nella poltica indebolisce la forma di governo.Ecco l’analisi del nuovo saggio di Zagrebelsky.
È forse libera una società in cui tutti hanno il diritto di voto ma non lo esercitano?
Se ai cittadini si sostituiscono i consumatori finisce per prevalere il plebiscito del mercato.

IL LIBRO:  Anticipiamo una sintesi da:      Moscacieca di Gustavo Zagrebelsky   (Laterza, pagg. 114, euro 14).


Tra le tante insidie linguistiche che fanno presa nel nostro tempo c’è la “governabilità”, una parola venuta dal tempo dei discorsi sulla “grande riforma” costituzionale che hanno preso campo alla fine degli anni Settanta e, da allora, ci accompagnano tutti i giorni. Cerchiamo di rimettere le cose a posto, a incominciare dal vocabolario. I sostantivi e gli aggettivi modali in “…abilità”, “…ibilità”, “…abile”, “… ibile”, ecc. esprimono tutti un significato passivo: amabilità è il dono di saper farsi amare; invivibile è la condizione che non può essere vissuta; incorreggibile è colui che non si lascia correggere. Leggi il resto di questo articolo »

Il 23 ottobre del 1867 muore a Roma a Villa Glori ucciso in combattimento ENRICO CAIROLI (27 anni) medico e patriota risorgimentale italiano.

Enrico nacque a Pavia,  quarto figlio di CARLO e di ADELAIDE BONO CAIROLI (1806- 1871), e intraprese studi di medicina che interruppe nel 1859 allo scoppio della seconda guerra d’indipendenza per parteciparvi combattendo col grado di caporale tra i Cacciatori delle Alpi di GARIBALDI. Terminata la guerra e rientrato a Pavia, riprese gli studi, interrompendoli nuovamente per prender parte, nella 7ª compagnia comandata dal fratello BENEDETTO, alla spedizione dei Mille (1860). Leggi il resto di questo articolo »

Il 22 ottobre del 1880 muore a Pozzuoli (NA) dopo una breve malattia SALVATORE MORELLI (56 anni) politico, scrittore, giornalista, Patriota risorgimentale italiano.

MORELLI nacque  a Carovigno (Brindisi) da una famiglia della media borghesia. Intraprese i suoi primi studi classici nel seminario di Brindisi e verso il 1840 si recò all’università di Napoli per studiare giurisprudenza allargando le sue conoscenze con molti intellettuali meridionali. Divenne presto pubblicista dedicandosi a una intensa attività giornalistica. Ma la figura che più influì sul giovane Morelli fu quella di MAZZINI alle cui idee rimase legato tutta la vita: si affiliò alla Giovine Italia e,  tornato nelle zone di Brindisi nel 1846, s’impegnò nella diffusione dei valori liberali e democratici per poi intraprendere un’attività politica più nettamente sovversiva.

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di  Serge Latouche

Il Passaparola di Serge Latouche, economista e filosofo francese. È uno degli animatori della Revue du MAUSS, presidente dell’associazione «La ligne d’horizon», è professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’Institut d’études du developpement économique et social (IEDES) di Parigi.

“Siamo arrivati a un punto che non si può più continuare su questa strada! Tutti parlano di crisi è un po’ paradossale perché di crisi ne ho sentito sempre parlare dal ’68 quando c’era una crisi culturale, poi nel 1972 si parla, con il primo rapporto di Roma, di una crisi ecologica, poi con la controrivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher e Reagan c’è la crisi sociale e ora la crisi finanziaria e la crisi economica dopo il crollo di Lehmann Brothers. Finalmente tutte queste crisi si mescolano e siamo di fronte a una crisi di civiltà, una crisi antropologica. A questo punto il sistema non è più riformabile, dobbiamo uscire da questo paradigma e qual è questo paradigma?

È il paradigma di una società di crescita. La nostra società è stata poco a poco fagocitata dall’economia fondata sulla crescita, non la crescita per soddisfare i bisogni che sarebbe una cosa bella, ma la crescita per la crescita e questo naturalmente porta alla distruzione del pianeta perché una crescita infinita è incompatibile con un pianeta finito. Leggi il resto di questo articolo »

Il 19 ottobre del 1969 muore a Perugia dopo una breve malattia ALDO CAPITINI (69 anni)  educatore, filosofo, politico e antifascista.

Capitini nacque a Perugia da una famiglia dalle scarse risorse economiche. Per tutta la prima giovinezza, dopo gli studi della scuola tecnica e dell’istituto per ragionieri, compì i suoi studi in campo filosofico e letterario da autodidatta, studiando anche dodici ore al giorno.bCon il suo lavoro ininterrotto di approfondimento culturale inizia anche un percorso di approfondimento spirituale che continuerà a seguire per tutta la vita. In questo periodo incontra il pensiero di GANDHI e fa propria l’idea della nonviolenza. Leggi il resto di questo articolo »

Orlandini nel 1943

Il 18 ottobre del 1977 muore a Pianzano di Carpineti (RE) dopo una breve malattia DOMENICO ORLANDINI (64 anni, nome di battaglia Carlo))  presbitero, partigiano e antifascista.

Don Orlandini nacque a Poiano, piccola frazione di Villa Minozzo (RE) e dopo il Seminario venne ordinato sacerdote il 9 giugno 1940. Nel settembre dello stesso anno fu inviato come viceparroco a Montecchio Emilia (RE) dove maturò definitivamente un deciso antifascismo che espresse continuamente anche quando divenne parroco nel 1941 ( dopo essere stato arruolato come cappellano negli Alpini) nel paese natale. Amico di un altro grande prete antifascista, don PASQUINO BORGHI (1903- fucilato il 30 gennaio 1944 a Reggio Emilia) venne proposto dai fascisti per il confino ma riuscì ad evitarlo con la caduta del fascismo, il 25 luglio. Leggi il resto di questo articolo »

Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Gianni Ferrara, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Massimo Villone  (costituzionalisti)

La proposta di legge costituzionale che il senato voterà oggi dissolve l’identità della Repubblica nata dalla Resistenza. È inaccettabile per il metodo e i contenuti; lo è ancor di più in rapporto alla legge elettorale già approvata. Nel metodo: è costruita per la sopravvivenza di un governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale dopo la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del «Porcellum». Molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato in parlamento spaccature insanabili tra le forze politiche, giungendo ora al voto finale con una maggioranza raccogliticcia e occasionale, che nemmeno esisterebbe senza il premio di maggioranza dichiarato illegittimo. Leggi il resto di questo articolo »

Capitale sull’orlo della crisi

Ma chi gliel’ha fatto fare al Santo Padre di indire un Santissimo e Straordinario Giubileo nella Città Santa proprio quest’anno? Bergoglio sta a Roma da più di due anni, non può non conoscerne le condizioni. Oltretutto si picca di viverla in prima persona andando a rifarsi gli occhiali in via Condotti o entrando da semplice fedele in una qualche chiesa o cercando ed esibendo di continuo il contatto con gli “umiliati e offesi”. Non può quindi non sapere che la Città Eterna, che nel corso dei millenni ha assorbito tutto, anche i lanzichenecchi, oggi non è più in grado di contenere, com’è per ogni altra città d’arte, da Venezia a Firenze, il flusso dei turisti. Come farà ad assorbire i milioni che sono previsti in arrivo per il Santo Giubileo? Leggi il resto di questo articolo »

Il 15 ottobre del 1920 muore a Palermo ucciso da un sicario della mafia GIOVANNI ORCEL (33 anni)  tipografo e sindacalista socialista.

Orcel nacque a Palermo primo di cinque fratelli, conseguì soltanto la licenza elementare per le precarie condizioni economiche della famiglia e giovanissimo entrò subito nel mondo del lavoro imparando il mestiere di tipografo compositore. Dopo essersi iscritto al Partito Socialista, Orcel organizzò la Lega dei Lavoratori e aderì al gruppo rivoluzionario formatosi attorno ai giornali Il germe e La Fiaccola e mise le sue qualità di oratore popolare al servizio di un’intensa attività sindacale frequentando la Camera del lavoro di Palermo. Leggi il resto di questo articolo »

Nulla, dunque, di più utile all’uomo che l’uomo stesso: nulla, dico, di più eccellente per conservare il proprio essere gli uomini possono desiderare se non che tutti si accordino in tutto in modo che le menti e i corpi di tutti formino quasi una sola mente ed un solo corpo, e tutti si sforzino insieme, per quanto possono, di conservare il proprio essere, e tutti cerchino insieme per sé l’utile comune di tutti; donde segue che gli uomini che sono guidati dalla ragione, cioè gli uomini che cercano il proprio utile sotto la guida della ragione non appetiscono nulla per sé che non desiderino per gli altri uomini, e perciò sono giusti, fedeli e onesti .

B. Spinoza (1632- 1677) filosofo, da   Ethica ordine geometrico demonstrata

 

vedi: Pensiero Urgente n.210)

Pensiero Urgente n.205)

La comunità impossibile di Facebook

Se la corruzione non spaventa più

Il Paese Spezzato

Pensiero Urgente n.257)

Tra politica ed economia il capitalismo è una fisarmonica
Pubblicato per la prima volta in Italia il saggio di Jean Baechler sulle origini del libero mercato nello spazio unificato della cultura europea

Spiegare per quale ragione a un certo punto della storia l’Occidente sia «decollato», ossia perché in una vicenda umana fatta di «società stazionarie» sia nato un piccolo nucleo di «società progressive» – per riprendere le parole del grande giurista inglese Henry Maine –, resta per storici, sociologi ed economisti una delle sfide intellettuali più importanti e affascinanti. Oltre ad avere uno straordinario rilievo storico, poi, a seconda di come la si scioglie la questione può anche cambiare il modo in cui affrontiamo i molti nodi oscuri del nostro tempo. Se sia inevitabile, possibile, o desiderabile, che il modello occidentale sia esportato in tutto il mondo. E, se è inevitabile o possibile e desiderabile, in quale modo se ne possano ammortizzare i costi enormi. Se il passaggio dalle società stazionarie alle progressive sia irreversibile – o se non ci sia invece il rischio che il progresso divori infine se stesso, creando un’instabilità tale da richiedere che si torni alla stasi. Leggi il resto di questo articolo »

L’8 ottobre del 1998 muore a Caccamo (PA) ucciso dalla mafia con colpi di fucile DOMENICO GERACI (44 anni), politico e sindacalista.

Caccamo venne definita da Giovanni Falcone “la Svizzera della mafia”. Probabilmente il giudice si riferiva alla disponibilità finanziaria della mafia locale ma potrebbe esserci un altro significato: Caccamo come una sorta di zona franca di Cosa nostra, un territorio sicuro, neutrale come la Svizzera in cui non si commettevano delitti e dove i mafiosi potevano trovare riparo. Nel 1993 il consiglio comunale venne sciolto per infiltrazioni mafiose.

In questo mondo era nato Geraci, detto anche Mico. Fece l’impiegato della Regione Sicilia e aveva un passato di militanza nella CISL  che lo aveva portato anche nell’ufficio di gabinetto dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura. In seguito Geraci passò alla UIL e si affacciò in politica facendo il  consigliere nel comune di Caccamo. Nel 1994 divenne consigliere provinciale del Partito Popolare Italiano della provincia di Palermo. Leggi il resto di questo articolo »

Il giusto senso divino dei greci ha considerato questo proceder-sempre-oltre, questa brama, come una dannazione e non vi ha visto affatto uno scopo supremo per l’uomo.

G.W.F. Hegel  (1770- 1831)  filosofo tedesco,   da  Lezioni di estetica

 

vedi: 16 novembre 2010. Senza vergogna.

Il progresso ha rovinato le nostre vite

Il futuro è alle nostre spalle ma i grillini non lo sanno

Lucia Ottobrini 1925- 2015

Lucia Ottobrini, una delle “quattro ragazze” dei Gruppi d’Azione Patriottica

Delle «quattro ragazze» dei Gruppi d’Azione Patriottica, Lucia Ottobrini è stata certamente quella dal carattere più riservato. Rispetto alla Maria Teresa Regard corrispondente dal Vietnam, alla «ragazza di via Orazio» Marisa Musu, o al «cuore di donna» di Carla Capponi la sua è stata una personalità tanto più austera quanto straordinaria. Lucia è morta sabato scorso a Rocca di Papa mentre nella sede di via dei Giubbonari a Roma suo marito Mario Fiorentini ritirava per il settantesimo anno consecutivo la «tessera del Partito» per entrambi. Tra le sue carte conservate, con quelle dei Gap di Roma presso l’Archivio Storico del Senato, si possono trovare tante tracce di una vita vissuta in modo pieno ma intimo. Una foto con la dedica di amicizia e ringraziamento scrittale da Ho Chi Min, il racconto dei suoi nove mesi di lotta partigiana, le impressioni tragiche su un paese sommerso dalle macerie materiali e storiche del regime fascista. Leggi il resto di questo articolo »

Il 3 ottobre del 1931 muore sul mar Tirreno in un incidente aereo LAURO DE BOSIS (30 anni) scrittore, poeta e antifascista.

De Bosis era uno dei giovani intellettuali più in vista nel suo tempo: nacque a Roma ultimo di sette figli in una famiglia molto vivace dal punto di vista culturale che contribuì in maniera efficace alla impostazione della sua vasta cultura e allo sviluppo della sua  disposizione alla poesia ed alla critica letteraria. Si  laurò in chimica a Roma nel 1922 ma la sua passione rimase il mondo letterario.

De Bosis, di cultura monarchica, fu antifascista fin dalla marcia su Roma (1922) e nel 1924 si recò negli Stati Uniti per tenere conferenze di carattere storico, letterario e filosofico per conto della società Italia-America di New York. Qui continuò a mostrare la sua indignazione per i metodi della dittatura fascista in Italia e per la propaganda mussoliniana. Leggi il resto di questo articolo »

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