Il 9 aprile del 1921 muore a Roma ERNESTO NATHAN (76 anni) politico e sindaco di Roma.

Nathan nasce a Londra da una famiglia ebraica. Il padre era un agente di cambio inglese che morì molto presto e la madre era SARA LEVI NATHAN ( 1819- 1882) fervente mazziniana e amica e confidente di MAZZINI con cui ebbe una relazione.

Sara Levi si spese per anni in azioni di sostegno finanziario per la causa risorgimentale oltre che in missioni diplomatiche e di raccordo tra le varie organizzazioni del movimento patriottico italiano. Dopo la morte del padre nel 1859 Ernesto venne in Italia dove visse in varie città. L’influenza di Mazzini e di AURELIO SAFFI ( anche lui amico di famiglia dai tempi di Londra) incise fortemente nella sua formazione e sul suo orientamento culturale e politico insieme all’opera educativa come precettore di MAURIZIO QUADRIO negli anni londinesi.

Sara Levi Nathan

Giunse a Roma a 25 anni nel 1870 per lavorare come amministratore al giornale mazziniano “La Roma del Popolo” dedicandosi molto presto alla politica con impronta convintamente laica e anticlericale. Dal 1879 aderì al partito dell’ estrema sinistra storica. Alla morte della madre avvenuta a Londra nel 1882 le carte di Mazzini e l’onere della loro pubblicazione in mano a Sara Levi Nathan negli anni precedenti passarono a Ernesto che ebbe il compito di raccoglierne a tutti gli effetti l’eredità politica. Nathan proseguì le molte battaglie politiche e sociali in cui si era impegnata la madre negli ultimi anni di vita tra cui quella per l’abolizione della prostituzione legalizzata.

Diventa massone nel 1887 e nell’aprile 1898 Nathan fu eletto consigliere al comune di Roma e più tardi nominato assessore all’economato e ai beni culturali un incarico amministrativo di grande importanza mentre la capitale subiva una tumultuosa crescita edilizia e demografica. In questa situazione in cui Roma subiva le conseguenze della prima grande speculazione edilizia  Nathan  (che era a capo del “blocco popolare”) venne eletto sindaco nel 1907 confermato nel 1911 e rimasto in carica fino al 1913.

La sua amministrazione fu improntata a un forte senso dell’ etica pubblica di dichiarata ispirazione  mazziniana e nella versione municipalistica di Aurelio Saffi. Si sforzò di governare la gigantesca speculazione edilizia, propose un vasto piano d’istruzione per l’infanzia e il sostegno alla formazione professionale pensati e realizzati in chiave assolutamente laica. Nathan era infatti motivato dalla forte convinzione dell’importanza della laicità delle istituzioni pubbliche e di un apparato educativo laico in un periodo storico nel quale a Roma il sistema scolastico era in mano alle strutture cattoliche e papa Pio X cercava di riproporre un’assoluta preminenza del ruolo politico della chiesa.

Lo scontro con la chiesa fu inevitabile. In un discorso del 20 settembre del 1910 tenuto a Porta Pia denunciò l’azione del clero “intesa a comprimere il pensiero” ed “eternare il regno dell’ignoranza” contro “uomini e associazioni desiderosi di conciliare le pratiche e i dettati della loro fede con gli insegnamenti dell’intelletto della vita vissuta delle aspirazioni morali e sociali della civiltà”. La reazione del peggiore mondo cattolico definì il sindaco blasfemo e incosciente proponendo la sua destituzione e dicendo: “rimandatelo al ghetto” riferendosi alla sua origine ebraica.

Nel 1909 fu approvato all’unanimità il primo piano regolatore della città e Nathan colpì la rendita fondiaria imponendo tasse sulle aree fabbricabili e procedendo agli espropri: il varo di questo piano regolatore sancì l’inizio di un violento attacco da parte dei grandi proprietari terrieri legati alle finanze vaticane. Si avviò anche una decisa politica di opere pubbliche. Nel 1909 promosse tramite un referendum comunale in concomitanza della ricorrenza di Porta Pia del 20 settembre la municipalizzazione del settore dei servizi fra cui  quello tranviario e dell’energia elettrica e poi degli acquedotti per opporsi ad ogni forma di speculazione in cui aveva un ruolo determinante il Vaticano.

Iscrizioni sulla tomba di Ernesto Nathan

Durante la sua amministrazione furono inoltre aperti circa 150 asili comunali per l’infanzia che fornivano anche la refezione, piccole biblioteche, laboratori scientifici, cinematografi ed erano dotate di ambulatori di medicina preventiva. Nei quartieri popolari vennero costituite sezioni estive scolastiche per sostenere i più deboli nell’apprendimento e l’istruzione che vi veniva garantita era laica. Nella città vennero istituite anche pubbliche guardie ostetriche presidi, per l’assistenza sanitaria e la profilassi delle malattie infettive. Sotto la guida di Nathan vennero inoltre avviati i lavori per i mercati generali, l’acquario, il mattatoio e la centrale del latte. L’azione del sindaco fu ugualmente prolifica anche nell’Agro Romano.

Terminato il suo mandato elettorale decise di partecipare a 70 anni alla Prima Guerra Mondiale come volontario. Tornò poi ad essere Gran Maestro della Massoneria. Morirà nella sua casa di via Torino a Roma, dove era sempre vissuto, e i suoi resti riposano nel Cimitero del Verano a Roma. Sulla sua tomba c’è un’iscrizione che riporta alcune delle sue ultime parole:

” Muoio, come ho vissuto, nella fede di Giuseppe Mazzini, serenamente soddisfatto, se attraverso la vita sino agli ultimi giorni, ho potuto darne testimonianza.”

 

Vedi:  Il Patriota di fede mazziniana: MAURIZIO QUADRIO



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