Archivio di gennaio 2012

207 anni fa nasceva a Genova, il 22 giugno del 1805,

GIUSEPPE MAZZINI

Mazzini nel 1849

Buon compleanno, caro “Pippo” ( permettici di chiamarti confidenzialmente come facevano i tuoi amici più vicini). Dopo 207 anni dalla tua nascita sei più vivo che mai come tutti coloro che hanno seminato idee, valori, principi e amore per la liberazione dell’uomo. Quest’anno, per esempio, compie novant’anni Pasolini ( nato il 5 marzo, il giorno in cui tu entrasti a Roma per la prima volta nel 1849) che come te aveva una visione religiosa (in senso laicissimo e non confessionale) del mondo e della politica, che come te ci ha amati molto e come te ha sofferto profondamente nel vedere la Patria scivolare nel disastro morale e civile. Leggi il resto di questo articolo »

La domanda è questa: la turbolenta spaccatura che sta attraversando il Vaticano e – come in un film dell’orrore – arriva fino alle stanze del Papa, è la stessa spaccatura, dai bordi incerti e di profondità sconosciuta, che tormenta l’Italia? La risposta è sì. È una brutta risposta, perché dice che il Vaticano– il papa, il governo della Chiesa, la Istituzione – dovranno confrontarsi con uno sforzo immane per uscire dalla palude. Dovranno, soprattutto, dimostrare una decisa volontà di farlo, senza sotterfugi, autocelebrazioni e finzioni. Qualcosa che in Italia non è ancora accaduto. Che cosa hanno in comune la storia italiana contemporanea e quella del Vaticano, che cosa può dimostrare la stessa natura del male (corvi, complotti, spionaggi, agguati, tradimenti e misteriosi tornaconti, in cui spesso restano ignoti mandante e beneficiario)? Prima di produrre le prove di quello che sto scrivendo, devo tentare di definire questo “male comune” che mette in pericolo l’equilibrio e persino la continuità di due Stati. Leggi il resto di questo articolo »

Se avessimo camminato, nel luglio del 1849, per le strade del Gianicolo, per via di S. Pancrazio, per i vialetti di Villa Pamphilj, per via Aurelia Antica cosa avremmo visto? Oggi, in mezzo al solito traffico stressante, vediamo villette piccole o grandi, strade tranquille, bei panorami, gente impegnata nel jogging o nel far passeggiare i bambini. Si sorbisce un gelato, ci sono piccole manifestazioni, siepi e alberi più o meno curati. Tante statue, busti, lapidi ignorate, in fondo,  dalla maggioranza. Un clima rilassato tra IMU e spread. Poi vediamo ciò che resta di Monteverde Vecchio di un tempo, assalito dalla cementificazione, e scendendo per viale dei Quattro Venti, per esempio, il clima idilliaco del Gianicolo si perde nel caos fino ad arrivare alle propaggini di Monteverde Nuovo che di verde ha ormai solo il nome e qualche residuo di giardino. Leggi il resto di questo articolo »

Le grandi religioni universali, e soprattutto il Cristianesimo, non sono cosa da family day. Cristo è venuto a cambiare la vita degli uomini e a proclamare valori più alti dell’immediata cerchia degli affetti, anzi a sferzare duramente questi ultimi quando essi regressivamente si oppongono a un amore più grande. Perfino il legame più forte, quello tra il figlio e la madre, è trattato bruscamente quando Maria vuole interferire: «Donna, che c’è tra me e te?» le dice. Quando, mentre sta parlando a una folla, gli vengono a dire che sua madre e i suoi fratelli lo stanno cercando, Cristo replica: «Chi è mia madre? E chi sono i miei fratelli?», aggiungendo che è suo fratello chi fa la volontà del Padre. Se c’è conflitto tra il rapporto di parentela e il comandamento, la scelta è chiara: egli afferma di essere venuto a separare, ove sia necessario, «il figlio dal padre, la figlia dalla madre». La sua stessa nascita, del resto, scandalosa rispetto alle regole, non rientra certo nel modello dall’ordine famigliare. Leggi il resto di questo articolo »

APPELLO:    VERSO  RIO +20

Siamo alla vigilia di un altro importante appuntamento per salvare il pianeta terra: ”RIO+20”, che si terrà a Rio dal 20 al 25 giugno 2012.  Nel 1992 infatti l’ONU aveva convocato a Rio de Janeiro una Conferenza sul Pianeta Terra. Purtroppo alle tante  speranze suscitate sono seguiti vent’anni di amare delusioni che hanno portato all’attuale e grave crisi ecologica. Particolarmente amari i fallimenti delle conferenze sul clima di Copenhagen(2009), di Cancun (2010) e di Durban (2011). Siamo sull’orlo dell’abisso. Per questo l’ONU ha nuovamente invitato i governi e le organizzazioni popolari a Rio per trovare una risposta. Ma non ci saranno risposte adeguate se non si capisce che dietro alla crisi ecologica ci sta una profonda crisi antropologica. La Mercificazione dell’umano che sta avvenendo sotto i nostri occhi ha come conseguenza la mercificazione della Madre Terra. Leggi il resto di questo articolo »

30 MILIARDI, NONOSTANTE LA CRISI
E’ quanto spende l’Italia per le armi e le Forze Armate nel 2012

Presentato il Dossier 2012 di Sbilanciamoci!

Oggi ( 4 giugno 2012) a Roma è stato presentato, in concomitanza con il lancio mondiale del SIPRI Yearbook Economia a mano armata, il dossier della Campagna Sbilanciamoci! sulle spese militari.

Interventi di Giulio Marcon, portavoce della campagna e Massimo Paolicelli, di Sbilanciamoci hanno presentato il libro bianco che analizza le spese militari sotto molteplici aspetti: dagli sprechi pubblici alla riconversione dell’industria militare, dall’esemplare caso Finmeccanica al commercio internazionale di armamenti, dalle missioni italiane all’estero ai rapporti tra crisi economica e spesa militare, senza tralasciare la dubbia utilità di alcuni sistemi d’arma come gli F35 e la relativa campagna di pressione “Taglia le ali alle armi” volta alla cancellazione della costruzione dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il Senatore F. Ferrante, R. Troisi, della Rete Disarmo, Alessandra Mecozzi della FIOM, A. Nicotra. Leggi il resto di questo articolo »

Il 2 giugno 1882 muore nella sua casa di Caprera

GIUSEPPE GARIBALDI

Padre della Repubblica Romana del 1849

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Oggi 2 giugno è la festa della Repubblica. Io, come moltissimi altri italiani sono contrario alla  parata. Non solo a causa del terribile terremoto che ha colpito alcuni territori dell’Emilia Romagna,  ma sono in generale contrario a parate militari in occasione di ricorrenze fondatrici della nostra  democrazia. Non sono tuttavia contrario ad una parata che esprima il senso di ciò che abbiamo  scelto con il referendum che ha deciso la forma dello Stato italiano. Quel voto fu la premessa per la  promulgazione della nostra Carta costituzionale. Cosa afferma solennemente il primo articolo della  Costituzione?: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…».  Io vorrei la sfilata per la ricorrenza del 2 giugno composta da tutte le forze del lavoro che hanno  edificato questa nazione con la loro fatica, con le loro tasse, con i loro sacrifici, con le loro  sofferenze. Leggi il resto di questo articolo »

Questa è la lettera che Lelio Basso (1903- 1978) - uno dei padri della Costituzione italiana- scrisse all’allora ministro della Difesa Arnaldo Forlani che decise di sospendere la parata militare del 2 giugno 1976 dopo il terremoto che sconvolse il Friuli.

Lelio Basso

Sono personalmente grato al ministro Forlani per avere deciso la sospensione della parata militare del 2 giugno, e naturalmente mi auguro che la sospensione diventi una soppressione. Non avevo mai capito, infatti, perché si dovesse celebrare la festa nazionale del 2 giugno con una parata militare. Che lo si facesse per la festa nazionale del 4 novembre aveva ancora un senso: il 4 novembre era la data di una battaglia che aveva chiuso vittoriosamente la prima guerra mondiale. Ma il 2 giugno fu una vittoria politica, la vittoria della coscienza civile e democratica del popolo sulle forze monarchiche e sui loro alleati: il clericalismo, il fascismo, la classe privilegiata. Perché avrebbe dovuto il popolo riconoscersi in quella sfilata di uomini armati e di mezzi militari che non avevano nulla di popolare e costituivano anzi un corpo separato, in netta contrapposizione con lo spirito della democrazia? Leggi il resto di questo articolo »

 Sto leggendo «Sua Santità» (il libro di cui si parla assai in questi giorni, e nel quale il giornalista Gianluigi Nuzzi pubblica una quantità di documenti riservati vaticani) e mi monta la rabbia -o, se preferite, la «santa indignazione». Anche se purtroppo da un bel pezzo sono costretto a non stupirmi più degli scandali della Chiesa, infatti, il contenuto delle rivelazioni descrive un panorama desolante; e – come sempre – il peggio (dal punto di vista evangelico) si nota dai dettagli. Anzitutto il Vaticano e qualcuno dei personaggi tirati in ballo si sono limitati finora a opporre una difesa certamente legittima, ma puramente formale: le carte sono state rubate, valuteremo se denunciare il caso, inchieste, ricettazione, complotti, «corvi»… Fate pure, ne avete diritto e fors’anche dovere. Ma -a me come cristiano -prima del livello infimo di protezione dei segreti vaticani o delle violazioni del diritto internazionale, fa scandalo quello che in quei testi leggo. Leggi il resto di questo articolo »

L’assenza apparente di Dio in questo mondo è la realtà di Dio. Il contatto con le creature ci è dato tramite il senso della presenza. Il contatto con Dio ci è dato tramite quello dell’assenza. In confronto a questa assenza la presenza diviene più assente dell’assenza.

 

Simone Weil, 1939

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Ci abituiamo talmente presto ai luoghi comuni che non ne vediamo più le perversità, e li ripetiamo macchinalmente quasi fossero verità inconfutabili: la loro funzione, del resto, è di metterti in riga. Il pericolo di divenire come la Grecia, per esempio: è una parola d´ordine ormai, e ci trasforma tutti in storditi spettatori di un rito penitenziale, dove s’uccide il capro per il bene collettivo. Il diverso, il difforme, non ha spazio nella nostra pòlis, e se le nuove elezioni che sono state convocate non produrranno la maggioranza voluta dai partner, il destino ellenico è segnato. Lo sguardo di chi pronuncia la terribile minaccia azzittisce ogni obiezione, divide il mondo fra Noi e Loro. Quante volte abbiamo sentito i governanti insinuare, tenebrosi: «Non vorrai, vero?, far la fine della Grecia»? La copertina del settimanale Spiegel condensa il rito castigatore in un’immagine, ed ecco il Partenone sgretolarsi, ecco Atene invitata a scomparire dalla nostra vista invece di divenire nostro comune problema, da risolvere insieme come accade nelle vere pòlis. Leggi il resto di questo articolo »

Jeoffrey Geuens, professore incaricato presso l’Università di Liegi, autore di La Finance imaginaire. Anatomie du capitalisme : des «marchés financiers» à l’oligarchie, Aden, Bruxelles, 2011. (traduzione dal francese di José F. Padova). Spesso i socialisti europei denunciano con virulenza la finanza, che regna in modo assoluto sul globo e che converrebbe regolamentare in modo migliore. Inoltre bisognerebbe sapere di che cosa e di chi si parla, perché l’immagine incorporea dei «mercati» ha l’effetto di lasciare nell’ombra i beneficiari della crisi e delle misure di austerità in corso.

Passato dalla banca pubblica alla finanza privata, e da François Mitterrand a François Bayrou, Jean Peyrelevade spiegava nel 2005: «Il capitalismo non è più percepibile direttamente. (…) Rompere con il capitalismo è rompere con chi? Mettere fine alla dittatura del mercato, fluida, mondiale e anonima, è prendersela con quali istituzioni?» E questo ex direttore aggiunto del gabinetto del primo Ministro Pierre Mauroy conclude: «Marx è impotente in mancanza di un nemico identificato». Leggi il resto di questo articolo »

Hostium rabies diruit, la bestiale violenza del nemico ha distrutto. Così si intitolava una serie di francobolli emessi dalla Repubblica Sociale Italiana, per commemorare la rovina di Montecassino, di san Lorenzo, di santa Maria delle Grazie, e di altri monumenti italiani bombardati dagli alleati. In questo caso, “rabbia” ha a che fare con la bestialità e col furore degli “altri”, dei barbari, con la loro cieca violenza. La rabbia come l´opposto della civiltà, dunque; come ferinità anti-umana; e si deve supporre, che data la sua inferiorità, sarà la rabbia a essere sconfitta.

Il che com´è noto non avvenne: non basta definire “rabbiosa” la potenza contro cui combattiamo per poterla vincere – a parte il fatto che solo la propaganda del fascismo repubblicano poteva fingere di ignorare che le responsabilità della guerra, e delle distruzioni, era dei nazisti prima che degli angloamericani; che cioè la rabbia era assai più interna che esterna, che era appunto quella che a suo tempo Petrarca aveva chiamato “tedesca rabbia” –.

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Risale a più di dieci anni fa un articolo di Paul Krugman – uno dei più profetici – sul collasso della compagnia energetica Enron. La Grande Crisi che traversiamo fu preceduta da quel primo cupo segnale, e in esso l’economista vide, sul New York Times del 29 gennaio 2002, la forma delle cose future. Quella storia di finta gloria mischiata a frode era ben più decisiva dell’assalto al Trade Center, che l’11 settembre 2001 aveva seminato morte e offeso la potenza Usa. “Un grande evento – era scritto – cambia ogni cosa solo se cambia il modo in cui vedi te stesso.” L’attacco terrorista non poteva farlo, perché di esso fummo vittime più che perpetratori. L’11 settembre ci insegnò molto sul wahabismo, ma non molto sull’americanismo». La vicenda Enron mise fine all’età di innocenza del capitalismo, svelando le sregolatezze e il lassismo in cui era precipitato. I sacerdoti di quell’età erano prigionieri di dogmi, e nessuna domanda dura scalfiva la convinzione che questo fosse il migliore dei mondi possibili. Leggi il resto di questo articolo »

Il 25 aprile di quest’anno desideriamo celebrare il sangue versato dai vincitori e ricordare, accanto alla memoria e alla letteratura della Resistenza, anche la storia e la politica del movimento partigiano. Non solo, dunque, gli immaginifici sentieri dei nidi di ragno percorsi da piccoli maestri come il partigiano Johnny, ma i viottoli di montagna battuti 67 anni fa da uomini in carne e ossa come Arrigo Boldrini, Vittorio Foa, Sandro Pertini e Paolo Emilio Taviani. Grazie alla loro storia commemoriamo i migliaia di giovani caduti in nome della libertà, per la dignità e il riscatto della Patria, in difesa della propria comunità di affetti. Lo facciamo nella consapevolezza che senza la riscossa partigiana e senza la fedeltà all’Italia e il senso dell’onore di quei militari che, a Cefalonia e non solo, scelsero di impegnarsi nella guerra di liberazione dal nazifascismo, non sarebbe stato possibile gettare le fondamenta della nuova Italia democratica e repubblicana, quella che ancora oggi abbiamo il privilegio di abitare.

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Quando il fascismo stava per finire, nel novembre 1944, un giornalista americano che conosceva bene l’Italia, Herbert Matthews, scrisse un articolo molto scomodo, sul mensile Mercurio diretto da Alba De Céspedes. S’intitolava “Non lo avete ucciso”, e ci ritraeva, noi italiani e i nostri nuovi politici, incapaci di uccidere la bestia da cui in massa eravamo stati sedotti. Una vera epurazione era impossibile, soprattutto delle menti, dei costumi. Troppo vasti i consensi dati al tiranno, i trasformismi dell’ultima ora. Matthews racconta un episodio significativo di quegli anni. Quando il governo militare alleato volle epurare l’Università di Roma, una delegazione del Comitato di liberazione nazionale (Cln) chiese che la riorganizzazione fosse compiuta da due membri di ciascun partito: “In altre parole, una politica di partito doveva essere introdotta nel dominio dell’alta cultura: il che, mi sembra, è fascismo bello e buono”. Il giornalista conclude che la lotta al fascismo doveva durare tutta la vita: “È un mostro col capo d’idra, dai molti aspetti, ma con un unico corpo. Non crediate di averlo ucciso”. L’idra è tra noi, anche oggi.

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Il 25 aprile del 1992 moriva in tragico incidente stradale

padre ERNESTO BALDUCCI

(1922- 1992)

 

Nello stesso giorno anniversario della Liberazione moriva un maestro della liberazione, padre Balducci. Come a legare per sempre la figura di questo prete straordinario con il grande evento della storia recente d’Italia, frutto del sacrificio di migliaia di uomini e donne che avevano combattuto e dato la vita perchè l’Italia fosse liberata dal nazifascismo. Anche padre Ernesto è stato un “partigiano”: non sulle montagne o in drammatici scontri con i Tedeschi, ma attraverso la sua brillante e acuta attività di conferenziere o attraverso i suoi illuminanti scritti. Un partigiano che ha lottato per la liberazione più difficile: quella delle coscienze. La liberazione dal grigiore mentale, dall’ignoranza, dall’indifferenza, dall’incoscienza dei grandi problemi del mondo di oggi. Liberazione che ha sempre consistito nel provocare all’impegno e alla responsabilità, alla conoscenza e all’amore da vivere donando se stessi e non rifungiandosi nei “buchi” dove troppi di noi sopravvivono pensando solo a salvaguardarsi. Il 25 aprile del 1945 ha dischiuso la possibilità della Liberazione: era qualcosa in nuce che doveva essere sviluppata, curata, difesa. Sappiamo come è andata, vediamo che Italia e italiani sono di fronte a noi dopo 67 anni da quei giorni fatidici del 1945. Vediamo quanto sia stato “sprecato” il sangue e il sacrificio di migliaia di Resistenti. Padre Balducci ne era consapevole e ha impegnato la sua vita perchè gli italiani diventassero degni di ciò che era stata la Resistenza e non continuassero, con la loro inettitudine, a ritornare sotto la dittatura, questa volta dell’ideologia consumistica, della stupidità e della volgarità, nel disimpegno quasi totale. Proprio come aveva gridato il suo coetaneo Pasolini. Profeti entrambi che hanno messo la loro vita ( così diversa eppure così simile) a servizio dell’uomo e della sua dignità. Leggi il resto di questo articolo »

Se ho lavorato, questo è dovuto unicamente alle convinzioni morali che ormai sono la spina dorsale di ogni mio agire, la convinzione che la vita va vissuta come una missione… un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quando è necessario, ogni cosa per questi ideali.

 

Pilo Albertelli, Martire delle Fosse Ardeatine  1944


Il 19 aprile del 65 d.C. muore nella sua villa al quarto miglio dell’Appia Antica, suicidandosi per ordine dell’imperatore Nerone,

LUCIO ANNEO SENECA

( 4 a.C.- 65 d.C.)

Oggi (2019), 1954 anni fa, uno dei più grandi pensatori della storia dell’umanità accetta di morire per ordine della violenza oscura del Potere. Come Socrate, come Catone Uticense, come altri grandi testimoni decide che la sua dignità di uomo libero, di uomo morale è più importante di continuare a vivere in maniera servile e complice del sistema dittatoriale e idiota del suo tempo. La data del 19 aprile ( che molti storici ritengono probabile, comunque nella seconda metà del mese) è un punto di riferimento per i Resistenti di ogni tempo, per tutti coloro che ritengono che supremo bene è vivere con dignità e saggezza e non solo sopravvivere. Leggi il resto di questo articolo »

Questo libro raccoglie i principali scritti politici di padre Ernesto Balducci (1922- 1992), su temi oggi decisivi: la difesa dell’ambiente; la proposta di un nuovo modello di sviluppo che non insegua unicamente il profitto; la pace e la tolleranza (la scoperta di quello che padre Balducci chiama “uomo planetario”; la libertà; l’importanza della formazione e della conoscenza. Un vero e proprio viaggio in un cristianesimo autentico e alternativo, che esiste, che non accetta di ridursi a pura logica di potere o di chiudersi unicamente in una dimensione ultraterrena. Gli scritti di Balducci raccontano il nostro mondo e ci invitano alla scoperta di un uomo “inedito”, finalmente vero e senza paura. E sono una lezione fondamentale di liberazione e d’impegno esistenziale per la liberazione storica e delle coscienze.

 

di  Ernesto Balducci,  ed. Chiarelettere 2012,  € 7,00

 

vedi: Due preti, vent'anni dopo...

È un’immagine che ferisce: quegli immigrati con lo scotch sulla bocca, le mani legate e gli occhi spaventati, la cui foto ha fatto il giro del web, ci dice più di tante parole che cosa siamo. Quale è l’abisso in cui rischiamo di cadere senza più qualsiasi senso di solidarietà e di rispetto umano. L’immigrato vale meno di una merce da spostare da una parte all’altra del mondo. È il segno di un  declino spaventoso.  Eppure, un luogo comune assai diffuso e pigramente accettato dai più, è che l’Occidente abbia  espunto dal proprio orizzonte quella disumanità che fu l’incunabolo delle atrocità di cui è  disseminata la storia del secolo breve. E naturalmente noi italiani, brava gente per definizione, il cui  fascismo sarebbe stato un blando autoritarismo che mandava gli oppositori in vacanza al confino  nelle belle isole Eolie o nella allora remota Eboli dove però potevano conversare con Cristo, fra  tutte le genti civili e umane del civilizzatissimo Occidente saremmo i più bravi e i più umani. Leggi il resto di questo articolo »

Risale a più di dieci anni fa un articolo di Paul Krugman – uno dei più profetici – sul collasso della compagnia energetica Enron. La Grande Crisi che traversiamo fu preceduta da quel primo cupo segnale, e in esso l’economista vide, sul New York Times del 29 gennaio 2002, la forma delle cose future. Quella storia di finta gloria mischiata a frode era ben più decisiva dell’assalto al Trade Center, che l’11 settembre 2001 aveva seminato morte e offeso la potenza Usa. «Un grande evento – era scritto – cambia ogni cosa solo se cambia il modo in cui vedi te stesso. L’attacco terrorista non poteva farlo, perché di esso fummo vittime più che perpetratori. L’11  settembre ci insegnò molto sul wahabismo, ma non molto sull’americanismo».  La vicenda Enron mise fine all’età di innocenza del capitalismo, svelando le sregolatezze e il lassismo in cui era precipitato. I sacerdoti di quell’età erano prigionieri di dogmi, e nessuna domanda dura scalfiva la convinzione che questo fosse il migliore dei mondi possibili. Fu come il terremoto di Lisbona, che nel 1755 costrinse la filosofia europea ad abbandonare (grazie a Voltaire,  a Kant) l’ottimistica fede nella Provvidenza.

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La vita è una milizia (vivere militare est). Ai più coraggiosi, a quelli che primeggiano sono affidate le prove più rischiose, la fatiche più ardue. Sono loro stessi a volerlo. Ci sono quelli, invece, che si lasciano mollemente andare in uno stato di squallida inerzia, mentre gli altri si affaticano. Sono al sicuro, ma con disonore.

Lucio Anneo Seneca  (I sec d. C.),  Ad Lucilium 96, 5

 

vedi:  L’inquietudine dello stoico Seneca che ci mette di fronte a noi stessi.

Ecco perché dico no al sarcasmo


«Chiederò al Parlamento di abolire la parola razza dalla nostra Costituzione»: è questa la promessa che François Hollande, candidato alla Presidenza francese, ha solennemente assunto in campagna elettorale. Di per sé non è una grande novità, se è vero che già negli anni Cinquanta del secolo scorso, Claude Lévi-Strauss propose all’Unesco di sostituire «razza» con etnia o cultura (Razza e storia. Razza e cultura, Einaudi). La dichiarazione del candidato socialista all’Eliseo è tuttavia sintomatica del fatto che il razzismo, in questo primo scorcio di millennio, è tornato prepotentemente alla ribalta in tutta Europa. Le stragi di Oslo e Utoya in Norvegia; gli omicidi di Firenze; il recente eccidio di Tolosa e uno sciame di episodi più o meno violenti, testimoniano l’intensificarsi di quella che si potrebbe definire «razzializzazione» delle differenze culturali.  Leggi il resto di questo articolo »

Appello alle comunità cristiane di Alex Zanotelli

In questo periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla ‘tempesta finanziaria’ che sta scuotendo l’Europa , rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro….In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza. L’Europa come l’Italia è prigioniera di banche e banchieri. E’ il trionfo della finanza o meglio del Finanzcapitalismo come Luciano Gallino lo definisce: “Il finanzcapitalismo è una mega-macchina,  che è stata sviluppata nel corso degli ultimi decenni, allo scopo di massimizzare e accumulare sotto  forma di capitale e insieme di potere, il valore estraibile sia del maggior numero di esseri umani sia degli eco-sistemi.” Leggi il resto di questo articolo »

Quel cimitero chiamato Mediterraneo. Secondo le stime di Fortress Europe, dal 1998 all’agosto 2011, 17.738 persone sono morte nel tentativo di raggiungere l’Europa. Solo nel corso del 2011, circa 2000 tra uomini, donne e bambini sono morti nello Stretto di Sicilia: il 5% di tutti coloro che hanno tentato di raggiungere l’Europa dalla Libia. Molti – rimarca il Rapporto – sono rifugiati che scappano da guerre, violenze e persecuzioni, che non hanno altra alternativa che tentare il pericoloso viaggio del mare per ottenere la protezione di cui hanno bisogno. La possibilità di richiedere asilo nell’Unione Europea dipende infatti dalla presenza fisica della persona nel territorio di uno Stato membro. Ma le misure introdotte nell’ambito del regime dei visti e delle frontiere dell’Ue hanno reso praticamente impossibile per quasi tutti i richiedenti asilo e rifugiati raggiungere i territori dell’Ue in modo legale. Non solo sono stati rafforzati i controlli alle frontiere esterne ma i sistemi di sorveglianza sono stati estesi anche ai territori dei Paesi terzi. Si stima che nel 2011 circa il 90% di tutti i richiedenti asilo nell’Unione europea siano entrati irregolarmente. Leggi il resto di questo articolo »

Con il mercato, contro i lavoratori. Mentre il governo si appresta a riformare l’articolo 18, Mario Monti sposa il Marchionne pensiero: “Chi gestisce la Fiat ha il diritto e il dovere di scegliere per i suoi investimenti e per le sue localizzazioni le soluzioni più convenienti”. Parole che svelano l’illusione del governo “tecnico”. Ricordandoci la grande differenza che c’è tra politiche liberiste e liberali. A proposito della trattativa sull’articolo 18 (davvero un momento sempre più epocale per la storia dell’Italia e nei prossimi secoli si distinguerà ancora tra un prima e un dopo riforma dell’articolo 18!) Mario Monti ha detto alle parti sociali che tutti dovrebbero rinunciare a qualcosa. Teoricamente una richiesta di grande buon senso, di solito in una trattativa ci si comporta così; ma questo accade davvero solo se le parti del contratto/accordo sono in posizione paritaria, con uguali diritti e uguali doveri e se cedono cose comparabili. Leggi il resto di questo articolo »

Due atti recenti del governo Monti ne definiscono la natura più di ogni altra cosa; l’uno era un atto in qualche modo dovuto, il rifiuto delle Olimpiadi a Roma, l’altro era imprevedibile, e perciò tanto più significativo, la richiesta da parte dell’avvocato dello Stato, parte civile nel processo per la corruzione di Mills, di un risarcimento di 250.000 euro da parte di Silvio Berlusconi per il discredito arrecato col suo comportamento alla Presidenza del Consiglio. Questo secondo evento segna la netta discontinuità del governo Monti rispetto a quello precedente, nonostante esso sia appoggiato dallo stesso partito dell’ex presidente di cui si chiede la condanna. La discontinuità sta in questo, che al di là delle parole vellutate con cui Monti lusinga il suo predecessore, il Palazzo Chigi di oggi chiede i danni al Palazzo Chigi di ieri; e qui non c’è il preteso accanimento della magistratura milanese, qui c’è lo Stato che si dichiara parte lesa riguardo a chi lo ha governato per tanti anni. È una liquidazione politica, non la sentenza per un reato. Leggi il resto di questo articolo »

Il 24 marzo del 1980 veniva ucciso da un sicario dell’oligarchia al potere, mentre celebrava l’Eucarestia a San Salvador ( El Salvador), l’arcivescovo

 OSCAR ARNULFO ROMERO

 ( 1917- 1980)

 

  

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Tutti ci stiamo trasformando, senza quasi accorgercene, in tecnici della crisi che traversiamo: strani bipedi in mutazione, sensibili a ogni curva economica tranne che alle curve dell´animo e del crimine. L´occhio è fisso sullo spread, scruta maniacalmente titoli di Stato e Bund, guata parametri trasgrediti e discipline finanziarie da restaurare al più presto. Fino a quando, un nefasto mattino, qualcosa di enorme ci fa sobbalzare sotto le coperte del letto e ci apre gli occhi: un male oscuro, che è secrezione della crisi non meno delle cifre di bilancio ma che incide sulla carne viva, spargendo sangue umano. La carneficina alla scuola ebraica di Tolosa è questo sparo nel deserto, che ci sveglia d´un colpo e ci immette in una nuova realtà, più vasta e più notturna. Come in una gigantesca metamorfosi, siamo tramutati in animali umani costretti a vedere quello che da mesi, da anni, coltiviamo nel nostro seno senza curarcene.

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Dobbiamo ricominciare. Ancora ricominciare. Ricominciare da Mazzini, da Garibaldi e dalla loro visione d’Italia. Visione che venne rifiutata e ricacciata in un esilio perenne dall’Italia piemontesizzata e opportunistica di Cavour e Vittorio Emanuele II. Ricominciare da Pisacane, Mameli, Filopanti, Saffi, Costa e altri nomi preziosi poi fusi insieme con coloro che fecero un’Unità d’Italia ben lontana dai valori risorgimentali. Una marmellata pseudostorica che segnerà l’ignoranza perenne degli italiani. Dobbiamo ricominciare, 151 anni dopo il 17 marzo del 1861, dall’Italia pensata e agognata nella Repubblica Romana del 1849 o nella Repubblica di Venezia del 1848/49. O dall’idea di Repubblica  sognata dai migliori uomini della Resistenza dal 1943 e della Costituente del 1946 e che, pian piano, saranno emarginati, accantonati. Ricominciare da quando Repubblica significava qualcosa di vero, concretamente vitale e Unità d’Italia era una speranza che faceva allargare i cuori. Dobbiamo ricominciare, tutti. Ri-formarci, ri-pensarci come cittadini, come persone singole e come collettività. Leggi il resto di questo articolo »

Succede che lo 0,5% della popolazione mondiale detiene 69 trilioni di dollari mentre il 68% dispone solo di 8 trilioni.

La voglia di dimostrare con la forza della ragione e il rigore dei numeri che ci si può sempre opporre a tutti i conformismi. Un saggio di Luciano Gallino illustra le conseguenze economiche di un sistema creato dai più ricchi e che ha elevato la diseguaglianza a ideale di sviluppo. L´unico antidoto è il cuore dell´Europa: lo stato sociale.

Nel 1974, quando uscì la prima edizione del Saggio sulle classi sociali, avevo dodici anni. Un ragazzino, in effetti. Ma sei anni dopo, già sufficientemente affamato di politica, trasformai quel libro straordinario di Paolo Sylos Labini nella mia Bibbia. Me lo consigliò il professore di storia e filosofia che mi preparava all´esame di maturità: «Lo devi leggere assolutamente, se vuoi capire qualcosa della società italiana». Aveva ragione. Sono passati quasi trent´anni. Ho perso le tracce di quel professore. E quel grande economista di Sylos Labini purtroppo non c´è più. Ma appena ho finito di leggere l´ultimo libro-intervista di Luciano Gallino (La lotta di classe-Dopo la lotta di classe, scritto insieme a Paola Borgna per Laterza) mi è tornato subito in mente il vecchio Saggio sulle classi sociali, che tanto ha spiegato dell´Italia più profonda, tra fascismo e Prima Repubblica. Leggi il resto di questo articolo »

“Chi ha la coscienza acuta non riesce più a tollerare un mondo dove i valori sono diventati soltanto crisalidi verbali a cui niente corrisponde. Si dice pace e si fa guerra; si dice giustizia e si fa ingiustizia; si dice libertà e si tessono le reti delle schiavitù di nuovo tipo..; si esaltano i valori della cultura, del pensiero, della libertà del confronto e noi vediamo come i mezzi di comunicazione scendono ad un mercimonio volgare dove si comprano e si vendono gli uomini e le donne per pura ragione di mercato. Siamo ad un basso livello”

Padre Ernesto Balducci (1922- 1992),  1991

 

Vedi:  Il dialogo contro la barbarie


Le mani della ‘ndrangheta sui cantieri Tav: la denuncia di Roberto Saviano è un grido d´allarme che costringe a ricondurre sul piano suo proprio, quello degli affari, ogni discorso sull´alta velocità. Gli affari sporchissimi (delle mafie) e quelli, si suppone puliti, delle imprese e delle banche. Ma che vi siano fra gli uni e gli altri intrecci e convergenze di interessi non occorre dimostrare. La storia del riciclaggio di denaro sporco di tutte le mafie, in Italia e fuori, semplicemente non esisterebbe, se non si fosse trovata ogni volta l´impresa “pulita” ma disponibile a trasformare capitali sporchi in condominii, alberghi, autostrade.  Lo scontro pro e contro il progetto Tav in Val di Susa (ma anche altrove, come nel “passante” di Firenze) non si deve svolgere dunque solo sulla fattibilità dei percorsi o i volumi del traffico. Altrettanto importante è chi partecipa agli appalti, e se quel che intende guadagnare corrisponde alla legalità e al pubblico interesse. Leggi il resto di questo articolo »

Il 10 marzo 1872 muore a Pisa, nella casa dei Nathan-Rosselli, sotto il falso nome di dottor John Brown e rifiutato dall’Italia unita

GIUSEPPE  MAZZINI

 PADRE DELLA REPUBBLICA ROMANA DEL 1849

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Pier  Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo del 1922. Oggi compie novant’anni.

Compie perché  il suo pensiero, la sua profezia laica, la sua preziosa provocazione intellettuale,  i messaggi della sua opera letteraria e cinematografica sono più che mai attuali, vivi, necessari.  Compie perché la sua contrapposizione al presuntuoso ottimismo di chi esalta il trionfo della modernità con le sue magnificenze, la sua dolente preoccupazione etica e umanistica di chi, invece, assiste all’avanzata della tecnologia e vi legge in nuce un  futuro  disumano e violento sono più che mai attuali, vivi, necessari. Per noi “ milioni di candidati alla morte dell’anima”. ( P.P.Pasolini, 1962) Leggi il resto di questo articolo »

Il 5 marzo del 1849 Giuseppe Mazzini giunge a Roma per la prima volta, raccogliendo con ardore l’invito che Goffredo Mameli gli aveva fatto con un telegramma spedito a Firenze, dove Mazzini si trovava sotto falso nome, la notte del 9 febbraio 1849, poche ore dopo la proclamazione della Repubblica Romana al Palazzo della Cancelleria: ” Roma Repubblica, venite!”

La neonata Repubblica Romana  lo attende come colui che ne incarnerà l’anima innovatrice, la forza democratica, la spinta profetica. Mazzini diventerà la guida ( con Garibaldi e altri) di un’esperienza fondamentale per la storia italiana e europea. Si confermerà come l’ispiratore dei più alti valori morali e civili che dovranno caratterizzare la nuova Repubblica. Leggi il resto di questo articolo »

L’ Italia non pratica e anzi vieta la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. L’Italia assicura asilo ai profughi secondo le regole internazionali. Italiani brava gente. La sentenza che i diciassette giudici della Corte europea dei diritti dell’uomo hanno ieri all’unanimità emesso, ci dice che non è sempre vero e che qualche volta c’è scarto tra la realtà e la diffusa convinzione di esser noi all’avanguardia delle nazioni civili.

Occasione quindi di riflessione e reazione, per far sì che quello scarto non ci sia mai più. I fatti oggetto della sentenza vennero all’epoca molto pubblicizzati. Canali televisivi influenti ne dettero compiaciuta notizia, come di un’occasione in cui il governo aveva dimostrato la sua efficienza nel difendere i confini dall’invasione di migranti illegali. Invece di continuare a ricevere stranieri sulle nostre spiagge, per poi dover iniziare la difficile e spesso impossibile pratica dell’espulsione, semplicemente erano state inviate navi militari a intercettare in alto mare e a riportare indietro, in Libia, gli indesiderati barconi ed il loro carico umano. Leggi il resto di questo articolo »

«Eintritt für Italiener verboten!». Quel famosissimo cartello appiccicato all’entrata d’un ristorante di Saarbrücken, tradotto e rafforzato nella nostra lingua («Proibito “rigorosamente” l’ingresso agli italiani!») perché tutti capissero, è una ferita che sanguina ancora tra i nostri emigrati in Germania. Non sappiamo chi fosse il razzista padrone di quella trattoria. Forse, chissà, era un immigrato danese, russo o polacco arrivato qualche anno prima. Nessuno stupore. Così come non può stupire che il cartello piazzato in una vetrina di Vicenza con scritto «Vietato entrare ai zingari» sia stato messo lì da Fatima Mechal, un’immigrata marocchina. È andata quasi sempre così, nella storia delle emigrazioni: quelli che stavano all’ultimo gradino della scala sociale, appena riescono a salire sul penultimo si voltano e sputano su chi ha preso il loro posto.  Leggi il resto di questo articolo »

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