Oggi 2 giugno è la festa della Repubblica. Io, come moltissimi altri italiani sono contrario alla  parata. Non solo a causa del terribile terremoto che ha colpito alcuni territori dell’Emilia Romagna,  ma sono in generale contrario a parate militari in occasione di ricorrenze fondatrici della nostra  democrazia. Non sono tuttavia contrario ad una parata che esprima il senso di ciò che abbiamo  scelto con il referendum che ha deciso la forma dello Stato italiano. Quel voto fu la premessa per la  promulgazione della nostra Carta costituzionale. Cosa afferma solennemente il primo articolo della  Costituzione?: «L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…».  Io vorrei la sfilata per la ricorrenza del 2 giugno composta da tutte le forze del lavoro che hanno  edificato questa nazione con la loro fatica, con le loro tasse, con i loro sacrifici, con le loro  sofferenze.

Vorrei vedere sfilare con le loro insegne e i loro sindacati gli operai e gli impiegati di ogni settore: metalmeccanici, chimici, tessili, elettrici edili, alimentaristi, poligrafici, cartai, vorrei vedere: contadini, agricoltori, braccianti regolari e clandestini, italiani e non ancora italiani, vorrei vedere artigiani, piccoli e medi imprenditori, vorrei vedere i lavoratori della scuola, custodi del nostro futuro, vorrei vedere i precari, i disoccupati, i cassintegrati, i terremotati. Vorrei vedere sfilare i lavoratori del commercio, dei trasporti, gli sfruttati dei call center, vorrei vedere con loro le vittime degli incidenti sul lavoro, le vedove e i figli dei caduti sul lavoro, gli intossicati dall’amianto, dalla diossina. Con loro dovrebbero sfilare i nostri pompieri, i volontari della protezione civile, i magistrati che difendono la legalità, le forze dell’ordine che rischiano quotidianamente le loro vite nella lotta alle mafie.

 Questa sfilata rappresenterebbe un’idea di patria condivisibile, la patria come la pensava Giuseppe Mazzini: «La patria è una comunione di liberi e d’uguali affratellati in concordia di lavori verso un unico fine… Non v’è patria dove l’uniformità del diritto è violata dall’esistenza di caste, di privilegi, d’ineguaglianze. In nome del vostro amore alla Patria, voi combatterete senza tregua l’esistenza di ogni privilegio, d’ogni ineguaglianza sul suolo che v’ha dato vita… Finché uno solo vegeta ineducato fra gli educati – finché uno solo, capace e voglioso di lavoro langue, per mancanza di lavoro, nella miseria – voi non avrete la Patria di tutti la Patria per tutti».

 

Moni Ovadia       l’Unità  2 giugno 2012

 

vedi:  Lelio Basso: "Quella parata è contro la Repubblica"

 

 

Stampa Articolo Stampa Articolo       Manda via Mail questo articolo Manda via Mail questo articolo

 

Calendario eventi
gennaio 2012
L M M G V S D
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031EC
Cerca nel Sito
Newsletter
In carica...In carica...


Feed Articoli